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Giustizia massonica/Rosy Bindi, Commissione antimafia: «Un vero e proprio ordinamento separato dentro lo Stato»

Amici adorati di questo umile e umido blog, da ieri racconto l’audizione a testimonianza del 31 gennaio 2017 in Commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi – ma solo da pochissimi giorni il testo è stato pubblicato sul sito – di Giuliano Di Bernardo già Gran maestro del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani.

Bindi vuole capire cosa abbia fatto Di Bernardo da Gran maestro del Goi per cercare, dal 1990 al 1993, di accertare, capire e verificare che lee affermazioni sui legami tra mafia e massoneria avessero un fondamento.

«Ho aperto un osservatorio mio personale sulla Sicilia – dirà l’ex professore universitario – e proprio in quei mesi vi fu un fatto molto importante a Castelvetrano. Ricordo che il sindaco di Castelvetrano, massone del Goi era stato arrestato in quanto membro della mafia. Feci in modo che immediatamente fosse sospeso dal Grande Oriente. Però ciò che avviene nelle realtà locali si viene a sapere solo per caso».

Allora non c’era una struttura di ispezioni, chiede Bindi. «Certo che c’era, ci sono gli ispettori che dovrebbero controllare. Ma la domanda è: «Gli ispettori controllano?» risponde l’ex Gran Maestro ora a capo di Dignity Order.

Bindi vira poi sulle espulsioni di massoni che non rispettavano le regole e sugli abbattimenti di logge e qui Di Bernardo racconta che ha abbattuto una sola loggia, la Colosseum di Roma, la loggia che era stata costituita subito dopo la liberazione dell’Italia, dove affluivano gli agenti della Cia: «Era una loggia ad hoc e quando sono diventato gran maestro ho detto che non avrei potuto tollerare all’interno del Grande oriente una loggia nata per queste ragioni e che continuava a muoversi per queste ragioni. Ho trovato il motivo formale che non avevano pagato le capitazioni e ho chiuso la loggia».

E qui la Bindi  – giustamente, ad avviso di questo umile e umido blog   – chiede se è mai possibile che per abbattere le logge le Obbedienze massoniche cerchino sempre delle ragioni formali e non viene mai dichiarato esplicitamente che il motivo è ben più grave che non dismettere guanti, grembiule o non leggere la formula di rito. Non sarebbe più rispondente all’obiettivo, che è quello di sanare una situazione deviata, incalza Bindi, dichiarare anche di fronte agli altri fratelli di aver abbattuto quella loggia perché c’erano rapporti con le mafie o comunque perché vi partecipavano persone che volevano usare la massoneria per altri obiettivi? Questa sorta di tentativo, non tanto di lavare i panni sporchi in casa, quanto di nasconderli non è contrario allo spirito della massoneria, chiosa Bindi?

E qui, siore e siori, si apre un capitolo straordinario sulla cosiddetta “giustizia massonica”.

«La massoneria, non voglio parlare in generale, perché non esiste la massoneria, esistono tante obbedienze – dirà Di Bernardo ai commissari antimafia – ritiene che vi sia una giustizia all’interno della massoneria stessa, che prescinde da quella profana. Un massone viene condannato per un reato che ha compiuto nella società, però per la massoneria questo non è sufficiente per convalidare quel giudizio. La massoneria dà a se stessa l’autorità di fare la sua verifica per emanare il suo verdetto, che a volte può concordare con quello profano, altre volte no».

«Quello che lei mi sta descrivendo è un vero e proprio ordinamento separato dentro lo Stato» osserva giustamente Bindi e a Di Bernardo non resta che controbattere che «finché siete profani non potrete mai capire queste cose. Quindi cosa avviene? Ad esempio, il sindaco di Castelvetrano viene sospeso e inviato alla giustizia massonica. Che qualcuno sia condannato è una cosa eccezionale».

Bindi non si perde d’animo e chiede perché accade tutto ciò. Sublime la risposta di Di Bernardo: «Perché oggi stiamo assistendo alla degenerazione della massoneria. Questa degenerazione l’ho esperita personalmente in 50 anni. La massoneria che di solito si ha in mente non è questa. Oggi si dice che in Italia vi sono più di 100 mila massoni, ma mi volete spiegare cosa hanno da fare 100 mila massoni in Italia? Se ci fossero 50 o 100 massoni veri, della vera massoneria, risolverebbero i problemi dell’Italia».

Sublime anche l’impeto dialettico di Bindi: «Non è che poi questi 100 mila li aggravano? Mi fa trarre delle conseguenze, forse impropriamente».

LA GIUSTIZIA INTERNA E LICIO GELLI

Sollecitato dal senatore Michele Giarrusso (M5S) e dalla stessa Bindi, Di Bernardo aggiunge ancora qualche tassello sui processi massonici. Ci sono delle disposizioni che prevedono che prima si debba esperire la giustizia interna, per poi passare a quella dello Stato?, chiede Rosy Bindi e l’ex Gran maestro del Goi risponde: «No, c’è la giustizia interna e basta. Poi lo Stato fa i suoi accertamenti».

E qui Di Bernardo torna sul caso di Licio Gelli, che in due lettere (di cui su questo umile e umido blog e sul Sole-24 Ore ho dato nei mesi scorsi ampie notizie) chiedeva di rientrare nel Goi. Gelli era stato espulso. La Loggia Propaganda 2 è sempre stata una loggia regolare all’interno del Grande oriente d’Italia. I Gran Maestri Salvini e Battelli firmavano i tesserini. Quindi, formalmente, era una loggia come tutte le altre. Quando Gelli faceva le iniziazioni all’Hotel Excelsior di Roma, erano officiate dall’ex Gran Maestro Gamberini. Gelli –  continua nella sua spiegazione l’ex professore universitario a Trento – fu espulso con un procedimento che con la giustizia non aveva nulla a che fare, nulla. Giustizia interna. Giustizia del Grande architetto dell’Universo.

E quando Bindi chiede perché, Di Bernardo svela che «si volevano acquisire titoli per essere eletti gran maestro. Bisognava dare un esempio eclatante buttando fuori Gelli (…) Avviene lo scandalo, la Commissione Anselmi e a Gelli si fa un processo, un processo farsa. Su questo sono d’accordo con Gelli: se bisogna espellere, se si vuole applicare la giustizia, bisogna applicarla nei confronti di tutti. Io non avrei mai consentito il rientro di Gelli nel Grande oriente d’Italia, però gli avrei rifatto il processo. Lo avrei espulso però con un procedimento vero, legale».

Per oggi è abbastanza. Domani cambio registro ma a breve tornerò con altri spunti del sublime mondo massonico.

r.galullo@ilsole24ore.com

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Chiesa e massoneria: guerra e pace tra don Ciotti e il Gran maestro Bisi (Goi) – Due massoni uccisi dalla ‘ndrangheta

Massoneria e Chiesa diavolo e acqua santa? Mica tanto: preti nella Gran loggia regolare e nella Gran loggia d’Italia

Elenchi massoni/ La Gdf avvia l’analisi di file e atti sequestrati al Goi – Il Gran maestro Bisi: «Non ci saremo, non siamo complici di illeciti»

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http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/02/12/rete-di-matteo-messina-denaro3-lo-spirito-della-fu-loggia-scontrino-e-piu-vivo-e-vegeto-che-mai/

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/02/16/rete-di-matteo-messina-denaro4-a-trapani-la-legge-imposta-dalle-logge-selvagge/)

  • Roberto Galullo |

    Egregio De Gasperis lei non deve scusarsi assolutamente di nulla. Così come la responsabilità penale è personale, altrettanto lo è il deficit di educazione. Personalmente gli insulti non mi fanno nè caldo nè freddo. Sono abituato a ben altro e a ben altre minacce. Ciò che non tollero però – lo dico francamente – è che ci si nasconda dietro un nickname, un soprannome. Trovo rivoltante insultare nascondendosi. E’ un gesto di una vigliaccheria insana che non fa onore al genere umano. Quanto alla venerazione nel Gadu la mia era una forzatura paradossale. Sa che amo usare i paradossi perchè, d’un colpo, fanno capire oltre mille esempi o mille esercizi di stile. Quanto al resto è vero: io sono un libro aperto e dunque non ho fatto e non faccio mistero ad affermare che la massoneria non entra e non entrerà mai nelle mie corde così come non faccio mistero di non essere un cultore della materia e dunque essere un profano di ciò in cui credete. Io faccio un altro mestiere. Il giornalista. E da giornalista racconto ciò che vedo e le sue evoluzioni. E non è colpa mia se, da oltre 30 anni a questa parte, i giornalisti che si avvicinano alle cronache che riguardano la massoneria si trovano a che fare con malaffare e mafia. So anche io che non è quello il credo di migliaia e migliaia di massoni. So anche, però, che non si può fare a meno di raccontarlo. In primis proprio per il rispetto che si deve alle persone e ai massoni perbene. Cordiali saluti

  • cesare de gasperis |

    Dr. Galullo, buongiorno .
    È probabile che molti dei lettori e commentatori dei post attinenti argomenti massonici siano , a loro volta, dei massoni . Se ciò, come ipotizzo, corrisponde al vero, da massone di modesto grado ed ancor più modesta cultura, rimango sinceramente sconcertato .
    Massoni che usano toni aspri ed offensivi verso chi ci ospita e che, pur affermando chiaramente di nutrire ampie perplessità su molti aspetti delle nostre convinzioni e ritualità, ci ha sempre fornito voce e visibilità , lo trovo incomprensibile . Lei non ha certo bisogno della mia difesa ma delle mie scuse certamente si .
    Chi invece ha necessità di difesa penso sia quella massoneria che fa del suo stile, compostezza e misura nei toni il suo abito naturale, uno status che, la prego di credermi, va ben oltre gli orpelli che la connotano nell’immaginario collettivo .
    Gli orpelli sono simboli significativi solo se accompagnati da costante e concreta compostezza , senza la quale non sono nulla. Una massoneria offesa ed umiliata da chi, nel suo nome offende e nega i doveri di cortesia e rispetto .
    Mi permetta , per una volta, di dissentire specificatamente da una sua espressione : “… Chi venera il Grande Architetto dell’Universo…”
    No, i massoni non “venerano” il Grande Architetto dell’Universo, ma semplicemente “credono” in un Principio Creatore dell’Universo che chiamano così e che , per il momento e non so fino a quando, non si è ancora stancato di mandare avanti la baracca secondo le sue regole.
    Ma lei ha comunque ragione, noi “Veneriamo” qualcosa : Veneriamo “le virtù , le più ampie e benefiche” .
    Virtù non dei massoni ma dell’Umanità .
    Libertà, uguaglianza e fratellanza nel senso ampio di Humanitas e non angusto spazio di una stanza fra poche persone che , se non credono nell’Umanità, si credono ciò che non sono.
    Altre Virtù che veneriamo ?
    Le libertà di espressione, pensiero e fede .
    La democrazia.
    La tolleranza, la misericordia e la giustizia .
    La libertà di stampa, la libertà di essere massoni oppure di non volerlo essere, ne capire , ne accettare .
    Libertà nella democrazia e nella legalità.
    Non sorrida, la prego, si ,”legalità”.. La massoneria , se vera e non pseudo – tale, si nutre di legalità.
    “Baciamo le mani” in tale contesto non è massoneria …ne legalità.
    “Capo bastone” non è massoneria…
    “Se non sei massone non puoi parlare di massoneria” non è massoneria ma ottusità ; i più grandi storici della massoneria non necessariamente sono stati massoni.
    Concludo riflettendo su come questo blog sia una finestra aperta sulla realtà attraverso la quale i massoni , o almeno coloro che si credono tali, vedono cosa la società pensa di loro ma, attenzione … attraverso ciò che scrivono anche la società può ben vedere cosa essi siano e come essi intendano proporsi verso la società. Ciò li/ci impegna ad equilibrio e moderatezza e non a saccenti toni ed iroso astio .
    I massoni, se veramente tali, dovrebbero sempre ricordare che le parole sono pietre; con esse possono costruire ma anche distruggere.
    Pure la loro stessa immagine .
    Grazie dell’ospitalità e mi scusi la verbosità.
    P.S. :
    Accettasi “buffetti” ….

  • Roberto Galullo |

    Anonimo veneziano il fatto che lei si presenti come tale, ai miei occhi la qualifica come una persona neppure degna di una risposta. Infatti lei non lo è ma la mia infinita bontà non solo fa si che io pubblichi il suo delirio sulle fonti ma anche che sprechi il mio tempo nel scriverle due righe. Sul fatto che io sia un giornalista mediocre si sbaglia: io sono un pessimo giornalista. Mi scusi ma farmi dare del mediocre da chi venera il Grande architetto dell’universo proprio non ci sto. Suvvia, c’è un limite a tutto. O non mi dica che gli Illuminati non sanno distinguere un mediocre giornalista da un pessimo giornalista! Anche in quest caso: stop. Lei ha detto la sua, io la mia. Sa com è ho dei lettori e non vorrei perderli. Saluti mediocri.

  • Anonimo Veneziano |

    Galullo, lei non sa nulla di Massoneria e ovviamente pensa di saperne chissa’ quanto. Le sue tante “fonti” vorrei proprio vederle, e anche per loro non vale lo stesso discorso sull’anonimato? Oppure decide lei quando e’ giusto rimanere anonimi o no?
    Blake purtroppo si e’ avventurato nel cercare di farle capire alcuni concetti, tempo perso chiaramente.
    Aggiungo, e’ il lettore che decide la qualita’ del giornalismo e non viceversa. Io da lettore penso che lei sia un giornalista mediocre.

  • Mario Russo |

    Concordo con massone anonimo purtroppamente, perché ha centrato un punto cruciale, all’ origine di molti problemi , anche se non di tutti . Devo anche dire che bene fa a a restare anonimo , poiché altrimenti avremmo presto a che fare con Massone in sonno purtroppamente , Pur dicendo la verità , nessuna organizzazione Massonica , politica , sindacale o religiosa tollerebbe tali affermazioni politicamente scorrette . Anche il suo Editore o Direttore potrebbe avere quslcosa da ridire se uno dei suoi giornalisti scrivesse un pezzo sull’ inferiorità culturale delle provincie Calabresi o Siciliane . Spero che massone anonimo rimanendo nella sua Obbedienza possa piano piano far valere il suo punto di vista. Dei commenti pubblicati su questo blog a me interessano i contenuti , degli autori sinceramente non mi importa, anche perché non sono in grado di sapere se i nomi pubblicati sono veri o sono pseudonimi . Se il teorema è davvero di Pitagora o Pinko Palla è in fondo irrilevante , l’importante è che sia valido .

    TFA a tutti I FF:. in ascolto

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