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Sequestro elenchi massoni/ Ricorso del Goi a Strasburgo: montagna da scalare a mani nude: il Gran maestro Bisi lo sa

Stretta la soglia, larga la via, dite la vostra che il Goi dice la sua. Si potrebbe parafrasare così il ricorso presentato il 12 aprile dal Grande oriente d’Italia alla Corte europea dei diritti dell’Uomo del consiglio d’Europa a Strasburgo.

Già, il Goi spera che la soglia (e non foglia come venne erroneamente tradotta per il finale delle fiabe) sia all’inizio difficile (la soglia è stretta) e poi, man mano che si va avanti, la sua narrazione con la Corte europea diventi più facile (larga la via), ben sapendo, però, che il Gran maestro Stefano Bisi ha raccontato la sua storia ma altri debbono narrare la loro.

E la storia che Bisi ha affidato alla sapiente penna del professor Vincenzo Zeno-Zencovich, insieme agli avvocati Carlo Petrone e Federico Donati contro il Governo della repubblica italiana (colpevole di aver avallato o assistito impotente al sequestro degli elenchi di quattro obbedienze massoniche dei fratelli calabresi e siciliani dal ’90 a oggi) e che questo umile e umido blog ha potuto leggere (il ricorso è di poche pagine ma gli allegati sono oltre 200 pagine), racconta che gli articoli violati della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali siglata a Roma il 4 novembre 1950 sarebbero per il Goi l’8 e l’11.

L’articolo 8 disciplina il diritto al rispetto della vita privata e familiare.

Recita che ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza e che non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del Paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui.

L’articolo 11 è quello della libertà di riunione e di associazione.

Recita che ogni persona ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà d’associazione, ivi compreso il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati e di aderire a essi per la difesa dei propri interessi. L’esercizio di questi diritti non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale e alla protezione dei diritti e delle libertà altrui. Il presente articolo non osta a che restrizioni legittime siano imposte all’esercizio di tali diritti da parte dei membri delle forze armate, della polizia o dell’amministrazione dello Stato.

Ora, però, detto questo, va detto che il Goi, nel ricorso a Strasburgo chiede l’emanazione di un provvedimento provvisorio sulla base dell’articolo 39 del regolamento di procedura della Corte stessa.

E cosa dice l’articolo 39? Che la camera di giudizio o, se del caso, il presidente della sezione o un giudice possono, su richiesta di una parte o di ogni altra persona interessata, ovvero d’ufficio, indicare alle parti le misure provvisorie la cui adozione è ritenuta necessaria nell’interesse delle parti o del corretto svolgimento della procedura. All’occorrenza, il Comitato dei ministri viene immediatamente informato delle misure adottate nell’ambito di una causa.

Ora, sebbene l’articolo 39 contempli che la camera o il presidente della sezione o un giudice possono invitare le parti a fornire informazioni su eventuali  questioni relative all’attuazione delle misure provvisorie, a questo umile e umido blog appare complesso che la Corte possa operare così d’urgenza e in via eccezionale. E ciò nonostante i precedenti – che poco o nulla hanno a che fare con questo caso sottoposto all’esame della Corte – Mamatkulo e Askarov contro la Turchia e Aoulmi contro la Francia: «In casi come quelli in cui è plausibilmente affermato di esserci rischio di danni irreparabili per Il godimento del richiedente di uno dei diritti fondamentali di cui alla convenzione, l’oggetto di un provvedimento provvisorio è quello di mantenere lo status quo in attesa della determinazione della giustificazione della misura da parte della Corte. In quanto tale, intesa a garantire la continua esistenza della questione che è oggetto della domanda, il provvedimento provvisorio passa alla sostanza della denuncia della Convenzione. Il risultato che il richiedente intende ottenere attraverso la domanda è la prevenzione della convenzione, prima che un danno irrimediabile venga prodotto.
Di conseguenza, il ricorrente chiede il ricorso al provvedimento provvisorio e garantito dalla Corte per facilitare “l’esercizio effettivo” del diritto di una richiesta individuale ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione, in ragione di preservare l’oggetto della domanda quando è ritenuto esserci rischio di dann
o irreparabile attraverso gli atti o le omissioni dello Stato rispondente».

Sicuramente questo umile e umido blog si sbaglierà ma della montagna da scalare (a mani nude, senza bombole d’ossigeno e privo di vestiario adatto all’alta quota) è consapevole lo stesso Goi.

Se così non fosse non rammenterebbe esso stesso alla Corte un allarme estremo: senza provvedimenti provvisori, la Commissione parlamentare antimafia (che ha fatto sequestrare allo Scico della Gdf gli elenchi) avrebbe (a dire del Goi) il potere, senza alcun tipo di controllo, di violare e annientare i diritti fondamentali sanciti dalla Corte europea.

Bene. Per il momento mi fermo qui ma domani proseguo su questo appassionante (si fa per dire) argomento.

A proposito: le misure provvisorie che il Goi chiede a Strasburgo ve le svelerò solo nell’articolo di venerdì.

r.galullo@ilsole24ore.com

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http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/02/11/rete-di-matteo-messina-denaro2-il-pentito-la-maggior-parte-delle-decisioni-erano-subordinate-alla-loggia/

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/02/12/rete-di-matteo-messina-denaro3-lo-spirito-della-fu-loggia-scontrino-e-piu-vivo-e-vegeto-che-mai/

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/02/16/rete-di-matteo-messina-denaro4-a-trapani-la-legge-imposta-dalle-logge-selvagge/)

  • Cesare De Gasperis |

    Sig. Ciccio buongiorno .
    Penso che Lei abbia lucidamente posto l’accento su un punto focale della situazione .
    Mi sono soffermato sull’interessante pensiero espresso dall’On. Bindi e riportatomi dal Dr. Galullo .
    riflettendoci :
    «Se l’appartenenza all’ordinamento massonico diventa prevalente rispetto alla funzione pubblica che si esercita nell’interesse di tutti i cittadini, diventa in qualche modo deviante».
    Con possibili corollari :
    «Se l’appartenenza ad un Partito Politico diventa prevalente rispetto alla funzione pubblica che si esercita nell’interesse di tutti i cittadini, diventa in qualche modo deviante».
    «Se l’appartenenza ad una qualunque associazione legale diventa prevalente rispetto alla funzione pubblica che si esercita nell’interesse di tutti i cittadini, diventa in qualche modo deviante».
    «Se l’appartenenza ad un Credo Religioso diventa prevalente rispetto alla funzione pubblica che si esercita nell’interesse di tutti i cittadini, diventa in qualche modo deviante».

    Queste semplici frasi sono, nella loro diversa articolazione, tutte perfettamente condivisibili .
    Trattandosi di formulazioni che fanno riferimento a diritti politici, religiosi e di libero associazionismo (legale), trovano applicazione e tutela nei diritti costituzionali.
    La Massoneria è una organizzazione culturale senza scopo di lucro, pariteticamente equiparabile a tutte le altre similari .
    Ha dei ruoli gerarchici che si chiamano in un determinato modo che è possibile trovare arcaico e/o desueto.
    Per definire il suo carattere di equidistanza da particolari e specifici credi religiosi, essa denomina il Creatore con l’appellativo Grande Architetto dell’Universo , termine che è possibile trovare arcaico e/o desueto.
    Le riunioni massoniche avvengono in luoghi definiti Tempi e i massoni usano indossare orpelli che è possibile trovare arcaici e/o desueti.
    La Massoneria non è una associazione segreta, esattamente come tutte quelle di carattere legale, in quanto gli elenchi di tutti gli iscritti , come ha potuto ben verificare la Commissione Antimafia su 30.000 nomi (circa) acquisiti , sono ampli, dettagliati ed aggiornati .
    Quindi, se le cose stanno effettivamente così, cosa può indurre a dire e pensare con una certa fondatezza :“Legittimo ma opinabile” ??
    Una risposta viene subito alla mente :
    La formulazione del Giuramento .
    Ma allora ….
    Se è il Giuramento e non la Massoneria ad essere sotto inchiesta è la struttura intera del Giuramento a dover essere forse rielaborata ? E se si, come ?
    Forse riarticolandola parzialmente in chiave armonica tra i fondamentali ideali e l’esigenza di una maggiore trasparenza, mantenendo sempre la rotta originale ma spostandola decisamente verso orizzonti di

    • Manifesta Legalità ,
    • Ossequio alle Leggi dello Stato
    • Rispetto delle regole ed autorità
    • Mai ponendo in piano secondario i fondamentali della nostra Democrazia Repubblicana .
    Potrebbe ciò contribuire forse a far rendere il tutto, Legittimo e non più opinabile ?
    Forse si o, forse, chi non accetta per rifiuto ideologico i principi della Massoneria, ci rifiuterebbe pure se facessimo riunioni in tuta Nike ed in streaming TV.
    Certo è che comprendere quando sia venuto il momento di cambiare è segno di maturità e coraggio.
    La Società italiana è cambiata, forse è il momento che la Massoneria se ne renda conto e si adegui, perché i Massoni Italiani sono prima italiani e poi massoni.
    Sicuramente sbaglio, ma io la vedo così.

  • ciccio |

    Scusate, parliamoci chiaro, ma un giudice (o impiegato pubblico in genere secondo il Sen. Mattiello e l’On. Fava) massone non va bene, se invece è dell’Opus Dei o di Libera o della fondazione Ben Venuti in Italia allora si ? Si creeranno pure in queste od altre organizzazioni dei vincoli solidaristici ? Oppure no ? E’ il giuramento scritto o pronunciato a fare la differenza ? Mi risulta che si entra e si esce dalle obbedienze massoniche molto facilmente , voglio capire dove stanno questi “vincoli stringenti” di cui si parla tanto , e che non si trovano in altre associazioni ? Cosa rischia un massone che non è solidale con gli altri massoni, rispetto ad un sindacalista che va contro gli interessi del proprio sindacato o un magistrato iscritto all’ANM che tiene una linea difforme da quella dei suoi vertici ? Voglio capire , spiegatemi !
    per caso lo uccidono ?

  • Paolo Piazzini |

    Gentile Sig. Cesare,
    il fatto concreto può essere semplicemente un’opinione espressa in pubblico o confermata da più testimoni e mi pare difficile che un giudice ideologicamente avverso, non ne lasci traccia nel corso della sua vita. Più difficile mi pare dimostrare che si tratti di opinioni personali e non di fatti concreti. Altrimenti non mi spiego perchè il giudice Cordova, dopo aver definito in Commissione Antimafia, la massoneria come il tessuto connettivo del potere, non sia stato ricusato.
    Mentre nel caso contrario, ho trovato un articolo che cita:
    «Il giudice massone può essere ricusato dall’imputato, in quanto l’appartenenza a logge preclude “di per sé l’imparzialità” del magistrato» (la Cassazione, 5a sezione penale numero 1563 / 98).
    http://www.ilvelino.it/it/article/2016/01/09/quei-magistrati-calabresi-iscritti-alla-massoneria/9f42a230-ab42-4cfa-ad5a-a053e1360dcc/
    Chissà che la trentennale corsa alla trasparenza della Massoneria non arrivi a tanto.
    Le assicuro che avrò sempre la massima stima per i massoni come Siniscalchi o Marrapodi, che non esitano a ricorrere alla “giustizia profana” là dove quella illuminata non arriva.
    Buona serata.

  • cesare de gasperis |

    Gentile signor Paolo , buongiorno .
    Grazie della sua attenzione , ma la ricusazione da lei indicata non è esattamente percorribile in quanto la parte stessa è tenuta ad indicare fatti e circostanze concrete, che rivelino l’esistenza di ragioni di rancore o di avversione perché la grave inimicizia del magistrato deve trovare sostanza in fatti concreti e non ideologici .
    Io mi permetto di insistere nella fiducia sull’onestà , se non nei massoni , individui ignominiosi ai quali non penso minimamente di convincerla ad accordar fiducia , almeno sull’onestà dei Giudici .
    Io lo faccio e lo farò sempre ; lei pensi pure il contrario.
    In fondo la diversità delle opinioni è la linfa della libertà e di questo Blog che mi ospita.
    La mia stima per la sua pacatezza nelle argomentazioni resta totale.
    Buona giornata.

  • Paolo Piazzini |

    “E se a giudicare ci fossero persone ideologicamente avverse Ai massoni ?”
    Per quello è prevista la ricusazione del giudice per legittimo sospetto, giusto? Nell’altro caso esistono norme a tutela?

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