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Antonio Ingroia: “I Corleonesi sono finiti con Bernardo Provenzano, Riina jr è solo folclore”

Nei giorni scorsi – come ho avuto modo di raccontarvi nel post di ieri dedicato al paradosso del bene confiscato in Puglia a Gravina e per questo rimando all’archivio – ho avuto l’immenso piacere di seguire per il mio giornale, il Sole-24 Ore, il seminario di Libera dedicato alla penetrazione delle mafie al Nord.

Tra i relatori Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo. Come sempre chiaro e illuminante. E per questo ho deciso di dedicare una serie di brevi post al suo intervento. Questo è il primo.

Senza troppi giri di parole ha parlato della trasformazione di Cosa nostra partendo da un dato di fatto. “La parentesi di Corleone – ha spiegato alla platea attentissima – si è definitivamente chiusa con l’arresto di Bernardo Provenzano. A parte il folclore di Riina junior”. Un Provenzano sul cui arresto ci sono ancora moltissime ombre e dubbi e, vedrete, che prima o poi la verità su quell’anomalo arresto uscirà fuori.

Folclore insomma per il rampollo di Totò Riina ma certo Cosa nostra folclore non è.

Cosa nostra – ha continuato – spara di meno “anche se recentemente abbiamo assistito a un ritorno alle armi. E’ stato ucciso il reggente di un capo mandamento a Palermo e questo vuol dire che qualcosa si sta muovendo”.

1- to be continued

r.galullo@ilsole24ore.com

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