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Bentornato calcio, ovvero quando la camorra è sospettata di lasciare i calciatori in mutande

Le api sono tornate in campo due giorni fa ma questa volta ad avere paura sono state loro. Forse per questo hanno perso in casa per 1 a 0 contro il lanciatissimo Brescia? Lo avrete capito, non parlo di insetti ma dei calciatori della Juve Stabia, squadra campana neo promossa in serie B, che sabato ha giocato la quarta giornata di campionato proprio contro il Brescia. Le api, così sono soprannominati i calciatori per via del laborioso animaletto che fa bella mostra di sé sullo stemma (anche se in realtà quella disegnata è una vespa).

Eppure c’è chi non apprezza il lavoro della squadra e della dirigenza. Non parlo dei tifosi che sono impazziti di gioia quando il 19 giugno 2011 le laboriosi api hanno sconfitto 2-0 l’Atletico Roma nella finale di ritorno dei playoff di LegaPro girone B dopo lo 0-0 dell'andata.

E allora di chi parlo? Della camorra, va da sé, che a Castellammare di Stabia controlla anche l’aria che si respira. Così la pensa la Procura della Repubblica di Napoli che dalla scorsa settimana sta interrogando alcuni ex calciatori tra quelli che il 29 marzo 2009 rimasero in mutande al rientro da una trasferta a Pistoia. L’episodio viene a galla ora perché i magistrati sospettano che quella gogna – alcuni calciatori furono costretti a denudarsi dopo essere stati inseguiti appena scesi dal pullmann – in realtà fu ordita dalla camorra, forse dal clan D’Alessandro.

Perché? Al momento solo ipotesi anche se quel che appare certo è che questo nuovo filone della Procura confluisce in quello già aperto sul calcio scommesse, nelle quali i clan campani sono padroni. Potrebbe esserci stato l’interesse ad avere mani libere sule scommesse, lanciando in quel modo un segnale alla squadra. Oppure potrebbe esserci stato il desiderio di allarmare qualche giocatore in particolare o l’intera società.

Va chiarito che la squadra allenata da Piero Braglia non è coinvolta in nessun modo né nei suoi organi societari né sportivi. Anzi, i calciatori per il momento ascoltati dalla Procura potrebbero essere parti lese e offese, alla luce del fatto che il trattamento subito si commenta da solo.

Il clan D’Alessandro sarebbe fortissimo anche nelle scommesse legate al calcio brasiliano, a quello messicano, in Spagna e in Germania. Puntate legali ma, soprattutto sospettano i pm, illegali e comunque legate a doppio filo al totonero e al riciclaggio del denaro sporco.

Per la mafia la schedina è sempre vincente.

r.galullo@ilsole24ore.com

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  • carlo negri |

    Buongiorno,
    Sono molto dispiaciuto che la sua trasmissione rediofonica sia stata prima ridotta e poi addirittura anticipata a poco dopo le ore 6:00.
    Ciò non fa onore a Radio 24, perchè appare evidente che il numero di ascoltatori a quell’ora sarà decisamente inferiore.
    Inoltre penso che buona parte di essi non abbiano il piacere o la possibilità di ascoltarla in podcast successivamente.
    Tra l’altro anche da un punto di vista del “marketing” aziendale la differenziazione di “Sotto tiro” nei confronti degli altri programmi “Easy listening” era a mio parere premiante per Radio 24.
    La ringrazio comunque per l’incoraggiamento quotidiano alla partecipazione civile e per l’importanza delle notizie che lei so continuerà a diffondere.
    Cordiali saluti
    Carlo Negri

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