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Mafia Capitale/8: Il “mondo di sotto” che si aggira intorno ad alcuni cantieri edili di Roma

Cari amici di blog come avrete avuto modo di leggere ieri (e per questo rimando al post di ieri) mi sto concentrando sulla figura di Cristiano Guarnera, tra gli indagati dell’indagine della Procura di Roma sulla Mafia Capitale.

Ieri abbiamo letto del riferimento, fatto nell’interrogatorio di garanzia, alla gentaccia che girava intorno al suo mondo. Un mondo non propriamente raccomandabile che, sempre secondo quanto racconta il “gaggio” (questo era uno dei soprannomi affibiatigli dal presunto boss Massimi Carminati e dalla sua compagnia di giro) era una involontaria (per lui) eredità del padre Guglielmo. La descrizione che Cristiano fa del padre Guglielmo è da brivido.

Per avere un’idea della gente che girava intorno ai cantieri e a seguito della presunta protezione che avrebbe chiesto o ricevuto dalla Mafia Capitale, secondo la ricostruzione della Procura Cristiano Guarnera si preoccupava  di evitare che il sito di lavoro potesse essere frequentato da soggetti che potessero attirare l’attenzione per eventuali controlli delle autorità.

La questione veniva evidenziata in relazione alla presenza presso il cantiere di via Innocenzo X di G.V. (estraneo all’indagine Mondo di mezzo), gravato da precedenti di polizia per «furto, rapina, omessa dichiarazione dei redditi, dichiarazione infedele, occultamento e distruzione di documenti contabili, appropriazione indebita». Nel corso dell’attività di indagine, gli investigatori comprendono che G.V. intratteneva rapporti con il padre (ripetiamo estraneo all’indagine Mondo di mezzo) di Cristiano.

Alle ore 12.38 del 21 marzio 2013 Cristiano Guarnera veniva contattato da uno zio della moglie, con il quale discuteva circa la presenza presso il cantiere di G.V. che si accompagnava a Guglielmo Guarnera: «poi ti voglio dire un’altra, vedi se puoi dire a papà di non venire con quel tizio in cantiere […]oppure se ne sta in macchina […]papà può venire ma quando cazzo vuole infatti oggi mi ha detto il mio ufficio per vendere, l’ufficio per vendere è là, glielo ho fatto vedere, sennò glielo dico quando viene…».

Visto che in cantiere «viene tutta gente di un certo tipo», la presenza di G.V. era decisamente sgradita. Cristiano Guarnera riferiva di aver già discusso con il padre il giorno precedente per lo stesso motivo ipotizzando di discutere della questione direttamente con il nonno Angelo (anch’egli non indagato ed estraneo all’indagine Mondo di mezzo) che avrebbe provveduto a redarguire il figlio.

La questione si protraeva nel corso dei giorni, tanto è vero che alle ore 12.52 del 25 marzo 20139 Cristiano Guarnera contattava direttamente G.V, il quale giustificava la propria presenza al cantiere con una richiesta d’aiuto prospettatagli – a suo dire – da Angelo Guarnera: «Sono stato al cantiere, tuo nonno mi ha detto “dammi una mano a supervisionare le cose”, stanno lavorando…» .

Subito dopo aver concluso la conversazione con G.V., Cristiano Guarnera contatta il nonno Angelo a cui chiedeva come mai avesse autorizzato G.V. ad accedere al cantiere, posto che  era considerato persona sgradita. Il nonno ribatteva immediatamente negando l’addebito contestatogli e precisando che la responsabilità di tale gesto era da ascriversi a suo figlio (Guglielmo, padre di Cristiano).

Cristiano, a quel punto, sottolineava l’esistenza di problematiche emerse in passato in relazione al cantiere di Via Innocenzo X, ed in particolare alla riferita accusa mossagli su un quotidiano di appartenere a sodalizi mafiosi («siccome hanno già scritto su “la Repubblica” che sono mafioso»), mettendo in evidenza il fatto che non sarebbe stato opportuno far gravitare attorno al cantiere personaggi capaci di attirare l’attenzione come, appunto, G.V. Spazientito, Cristiano dirà: «ma come io non ce faccio andà i miei e ce mandamo Pino», riferendosi evidentemente (sempre secondo la ricostruzione della procura) agli appartenenti al sodalizio criminale diretto da Massimo Carminati, che gli forniva protezione.

Anche questo è il “mondo di sotto” che emerge dall’indagine sulla Mafia Capitale.

A tutti voi e i vostri cari auguri di Buon Natale

r.galullo@ilsole24ore.com

8 – to be continued (per le precedenti puntate si leggano

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/12/03/mondo-di-mezzo1-levoluzione-in-sistema-criminale-della-banda-della-magliana-anche-senza-lattesa-di-un-messia-di-destra/

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/12/04/mafia-capitale2-la-dda-svela-contatti-con-poliziotti-e-carabinieri-ma-il-colpo-grosso-sui-legami-con-i-servizi-e-rimandato/

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/12/05/mafia-capitale3-per-gli-ex-nar-basta-bussacchiare-alle-porte-del-comune-ed-essere-disponibili-anche-a-pulire-il-sedere)

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/12/09/mafia-capitale4-un-indagato-al-telefono-del-braccio-destro-di-carminati-bravissima-personasiamo-rimasti-in-pochi/

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/12/10/mafia-capitale5-buzzi-braccio-destro-del-cecato-carminati-ce-la-finanza-fai-sparire-le-chiavi-butta-tutto/)

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/12/11/mafia-capitale6-il-presunto-boss-massimo-carminati-nel-ricordo-dellex-nar-giusva-fioravanti-era-uno-senza-limiti/)

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/12/22/mafia-capitale7-il-gaggio-cristiano-guarnera-rimasto-in-mutande-dopo-i-sequestri-della-gdf-e-la-devastante-figura-del-padre/