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L’arcivescovo di Reggio, Fiorini Morosini, nella redazione occupata dell’Ora della Calabria tuona contro il pensiero unico

Alle 11.36 arriva il direttore dell’Ora della Calabria, Luciano Regolo che si accomoda al fianco di Giuseppe Fiorini Morosini, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova. I due siedono oggi al tavolo approntato nella redazione della città dello Stretto (occupata, come le altre, dai redattori) dell’Ora di Reggio Calabria, in occasione di una tavola rotonda sulla libertà di stampa (peccato che se ne sia parlato poco finora in quel tavolo). Un incontro (visibile su http://new.livestream.com/francocufari/lorasiamonoi) legato alla doverosa volontà di tenere i riflettori accesi sulla decisione di chiudere questa testata che, come tutte, è un patrimonio per la democrazia si vedano: https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/02/in-calabria-le-rotative-si-rompono-e-la-notizia-non-esce-ma-deflagra.html e

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/04/libert%C3%A0-di-stampa-spenta-lora-della-calabria-la-democrazia-sospesa-sta-a-guardare.html) .

Eccovi la sintesi dell’intervento di Morosini: «Sono venuto a portare la mia solidarietà alle redazioni. Non entro in merito ai problemi pregressi che ci sono stati. C’è un bene oggettivo: quello dell’informazione. Venendo meno una testata, l’informazione patisce. Nel libro delle firme ho scritto che Papa Francesco si è lamentato dal fatto che la cultura è dominata dal pensiero unico. Una cultura spesso asservita a poteri che stanno dietro le quinte. Perdere uno strumento di informazione è un disagio per tutta la collettività e la comunità. Non faccio graduatorie tra testate ma comunque l’Ora della Calabria ha esercitato un ruolo importante: ha reso un buon servizio alla Calabria e sapere che è in discussione è qualcosa che rattrista e dispiace. Qualche volta sono stato critico ma la possibilità di esprimersi giova al bene di tutti. Sapere che possa continuare a svolgere il suo ruolo è un motivo di gioia per tutti. Spero raggiungiate l’obiettivo di libertà e di espressione».

Di Carlo Parisi, segretario del sindacato dei calabresi, degna di nota la conclusione: «Anche per una serie di coincidenze, l'Ora della Calabria, soprattutto negli ultimi tempi, è stato un giornale libero con una redazione che ha saputo fare libera informazione», oltre al fatto che ha sottolineato che oscurare il sito dell'Ora è stato un gesto che, per legge, è riservato solo alla magistratura ed invece è stato appannaggio del liquidatore della società editrice.

r.galullo@ilsole24ore.com