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Operazione Metastasi/3 L’onore del sindaco di Lecco Virginio Brivio e il diritto di fare cronaca

Amati lettori, da tre giorni sto scrivendo dell’operazione Metastasi (coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, sostituti Claudio Gittardi e Bruna Albertini e condotta dal Nucleo di polizia tributaria e dal Gico della Gdf), chela scorsa settimana ha disvelato la pervasività della ‘ndrangheta a Lecco e provincia e dunque ben oltre i classici e ormai ininfluenti confini geografici.

L’operazione (il gip che il 31 marzo 2014 ha firmato l’ordinanza è Alfonsa Maria Ferraro) ha fatto riemergere la forza della “locale” di ‘ndrangheta che fa capo alla famiglia Coco-Trovato e portato in galera 10 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, corruzione e turbativa d’asta e ha fatto rumore per il coinvolgimento diretto e indiretto di alcuni politici locali.

Sto analizzando con voi, su questo umile e umido blog, la parte a mio giudizio più importante di questa operazione (che pure svela le “mani commerciali e imprenditoriali” sulla città), vale a dire l’intimità con la politica, vieppiù necessaria per garantire sopravvivenza e prosperità ai sistemi criminali.

Lo farò anche oggi.

LA CONFERENZA STAMPA

Lo faccio dopo aver visto su youtube il video della conferenza stampa messo sul suo profilo facebook dal sindaco di Lecco Virginio Brivio.

Non conosco il sindaco di Lecco e non ho dunque alcuno motivo per non credere a quanto lui ha affermato in conferenza stampa, vale a dire che «Lecco è una città perbene, il sindaco è una persona perbene e i lecchesi sono persone perbene».

Figuriamoci, dunque, se ho motivo di non credere al fatto che, come da lui stesso dichiarato, si è «esposto pubblicamente per contrastare infiltrazioni mafiose o di altra natura criminale» e di «aver svolto numerose iniziative per la legalità».

Dopo questa sacrosanta difesa d’ufficio del suo ruolo, della sua personale dignità e della collettività amministrata però, il sindaco Brivio, a mio modesto avviso, è scivolato verso una china che mi è parsa pericolosissima perché mette nel mirino, se non erro, il giornalismo locale. La caccia ai giornalisti e alla libertà di stampa è diventata ormai uno sport popolarissimo e chi lo pratica non si accorge che, giorno dopo giorno, uccide un pezzo di democrazia.

Magari ci saranno pure stati eccessi nell’informazione locale relativa all’operazione Metastasi ma, visto che non fa nomi e cognomi, non capisco francamente con chi ce l’abbia il sindaco quando afferma che «non bastano questi attacchi a fermare il nostro lavoro». Ma a quali attacchi si riferisce il sindaco? E di chi? Se ci sono mi aspetto che dica da parte di chi e magari anche il perché. Non lo seguo quando afferma: «Basta. Non può esserci uno stillicidio quotidiano e chi si permetterà di mettere in dubbio che Lecco è una città per bene ne risponderà personalmente».

Si rassicuri sindaco Brivio: solo un demente può davvero pensare che Lecco non è una città fatta di persone perbene e che non sia una città civile, accogliente e democratica. E lei non è indagato. Però, me lo lasci dire sindaco, queste affermazioni riportano alla mente quelle dell’ex sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, quando parlava (e tuttora parla) di complotti ai danni della città orditi dai nemici di Reggio e intimava di non parlare dei mali in riva allo Stretto. I primi a complottare, per l’attuale Governatore della Regione Calabria, condannato in primo grado a sei anni e dall’interdizione perpetua dai pubblici uffici, chi erano? Guarda caso i giornalisti! Sai che divertimento a complottare contro Reggio! Da sballo!

Un giornalista degno di questo nome non ordisce e non partecipa a complotti di alcun tipo e non è amico o nemico di nessuno. Semplicemente fa il proprio mestiere e racconta quel che vede o quel che legge senza alcuna partigianeria o pretesa di sostituirsi ad un giudice. Chi fa altro da questo, semplicemente non è un giornalista. Punto. Se è a questo che si riferisce ha tutta la mia solidarietà ma con nomi, cognomi e fatti, please.

L’ORDINANZA

Quel che un giornalista degno di questo nome fa e può fare, è registrare, ad esempio, quel che si legge da pagina 306 dell’ordinanza. Ecco cosa si legge: «Nella stessa serata Trovato Mario, Palermo Ernesto e Redaelli Antonello commentano, a bordo dell’autovettura Mercedes, la vicenda dell’appalto a Valmadrera fornendo ulteriori particolari sulle responsabilità della amministrazione comunale .

La conversazione è illuminante anche in merito al metodo mafioso utilizzato dagli indagati. Palermo infatti riferisce del contenuto di un colloquio diretto avuto dallo stesso con il sindaco di Lecco Brivio Virginio nel corso del quale ha prospettato a quest’ultimo sistematiche azioni violente sia nei confronti della struttura del Lido sia nei confronti della persona del sindaco di Valmadrera Rusconi nel caso che l’affare non fosse andato a buon fine.

Le affermazioni di Trovato Mario e dei suoi complici risultano di particolare rilievo ove si consideri che il Lido di Paré, durante la precedente gestione, aveva subito ben due incendi dolosi e che nell’occasione i sospetti erano ricaduti, senza trovare riscontro nelle indagini successive, sulle organizzazioni criminali della zona.

Palermo Ernesto riferisce a Trovato Mario di quanto aveva discusso con il sindaco di Lecco Brivio Virginio, il quale gli aveva esplicitamente domandato se dietro la vicenda dell’appalto di Valmadrera vi fosse la famiglia Coco-Trovato (“…Lui mi ha detto "Ma dimmi una cosa… ma c'è Coco dietro queste cose?") ….».

E’ chiaro – lo dico io a sua difesa, sindaco Brivio anche se non richiesto – che millantare è la cosa più facile del mondo e dunque solo lei è in grado di dire (e smentire e sono certo che lo farà) se davvero le furono fatte presenti le sistematiche azioni violente contro il Lido e contro il suo collega Rusconi e se davvero lei avesse mangiato la foglia sulla presenza della famiglia Coco-Trovato dietro alcuni appalti.

Quello che può fare un giornalista degno di questo nome – tralasciando altre suggestioni che affiorano nell’ordinanza – è riportare quanto si legge da pagina 333: «Anche il sindaco di Lecco Brivio Virginio nonostante la delicatezza della vicenda per la caratura dei personaggi coinvolti, dopo aver preso contatti con l’ufficio del Prefetto ed avere avuto informazioni evidentemente in merito agli sviluppi delle verifiche presso quell’Ufficio, non esita ad informare tramite Sms Palermo Ernesto rinviando le notizie ad un contatto diretto in Consiglio comunale», oppure quan
to si legge a pagina 346: «In tale fase finale della vicenda, come sintetizzato, appare allarmante anche se allo stato privo di rilievo penale il comportamento del sindaco di Lecco Brivio Virginio; questi, senza avere dirette competenze istituzionali e ben consapevole dei collegamenti mafiosi prospettati a carico dei privati coinvolti , attraverso i descritti contatti con Palermo Ernesto, Redaelli Antonello e Rusconi Marco cerca di raggiungere con la sua mediazione un compromesso economico tra i primi e il Comune di Valmadrera».

Ma quello che un giornalista degno di questo nome deve davvero fare è, dopo aver dato conto di quanto messo nero su bianco da un Gip che ha recepito la richiesta dei pm che a loro volta hanno delegato le indagini alla Gdf, è dare conto di quanto lei ha sacrosantemente detto a proposito del suo operato e dei suoi incontri.

In conferenza stampa (io ho visto quella che lei sindaco ha inserito sul suo profilo facebook e non so dunque se esiste una versione video più lunga ed esaustiva) lei, oltre a quanto ho riportato sopra e di cui ho dato dunque conto, ha detto un paio di volte di essere stato forse un «compartecipe un pò ingenuo» e che se il suo nome «oggi compare in questa inchiesta è solo la conseguenza del mio essere sindaco: la mia porta è sempre aperta».

Ha fatto bene a marcarlo, anche se le domando: ma cosa vuol dire compartecipe? Così come ha fatto bene (e un giornalista degno di questo nome devo raccontarlo) a dire che dal suo punto di vista i rapporti avuti con Palermo (per lui, come per tutti, oltretutto vale la presunzione di innocenza fino a eventuale passaggio in giudicato di una sentenza) sono sempre stati corretti e all’insegna di un naturale rapporto che esiste tra un sindaco e un consigliere che, lo ha detto e anche qui ha aggiunto particolari importanti, non ha mai fatto pressioni o esercitato altre forme di condizionamento.

Un giornalista degno di questo nome, infine, riporta che lei, sempre in conferenza stampa, ha detto che gli incontri con il collega sindaco Rusconi sono stati improntati alla collaborazione istituzionale tra amministratori e che lei ha semplicemente risposto ad una domanda che le era stata avanzata da Rusconi sulla “lettura” e sul “comportamento” che un’amministrazione comunale può o deve tenere a seguito di un’informativa atipica della Prefettura.

Vede sindaco, un giornalista (degno di questo nome) non è un giudice e si limita (rectius: deve limitarsi) a raccontare, a esporre quanto le parti (tutte) raccontano e porre e porsi domande.

Concordo con quanto ha detto in chiusura della conferenza stampa (nella parte almeno che ha reso disponibile): «quello che sta accadendo in queste ore dimostra che non bisogna abbassare la guardia».

 

MAI ABBASSARE LA GUARDIA

Non bisogna abbassarla mai anche perché ce lo ricordano lo stesso Gip e la stessa Procura nel capitolo dell’ordinanza (da pagina 465) intitolato “5 – Il capitale sociale o relazionale ” a disposizione della locale di Lecco

Leggiamone insieme alcuni stralci: «Quanto in precedenza esposto evidenzia altresì il “capitale sociale” o meglio dire il “capitale relazionale” di cui ha potuto disporre e dispone attualmente la locale di Lecco, attraverso principalmente l’attività dell’associato Palermo Ernesto, consigliere comunale a Lecco, e nel suo complesso in virtù del grado di penetrazione della stessa nel tessuto sociale e politico-amministrativo del lecchese.

Si intende con tali termini indicare quel complesso di risorse e contatti conferiti dai soci e di cui gode l’associazione criminale e che, esattamente come i capitali di una società legale, si accresce in relazione all’attività svolta dalla compagine sociale ed è destinato ad essere reinvestito per espandere in modo ulteriore l’attività dell’associazione.

Si fa riferimento in buona sostanza ad un complesso di relazioni, contatti e disponibilità di soggetti estranei all’organizzazione, non necessariamente significativi sul piano della rilevanza penale delle singole condotte di questi ultimi, che segna il grado di penetrazione della associazione nel tessuto politico- amministrativo e sociale e costituisce “ la riserva” delle risorse relazionali di cui può disporre l’associazione ex art.416 bis cp in vista dell’incremento di tale penetrazione.

E’ naturale che tanto maggiore risulta essere il capitale sociale della locale di ‘ndrangheta tanto più elevato è il livello di pericolosità della stessa sul piano organizzativo e di espansione in vista delle attività lecite ed illecite previste come scopo dell’associazione ex art. 416 bis c.p..

Emerge come visto dalla complessiva attività di indagine che la locale facente capo a Trovato Mario disponeva principalmente attraverso la figura del politico Palermo Ernesto di contatti con esponenti di primo piano dell’amministrazione comunale lecchese, in primo luogo con il sindaco Brivio Virginio (non indagato ndr) , coinvolto nella vicenda dell’aggiudicazione della concessione del Lido di Parè, oltre che con Invernizzi Alberto (non indagato ndr) , consigliere comunale di Lecco, più volte contattato e coinvolto da Palermo Ernesto in relazione ad interessi della locale .

Risultano, ovviamente, numerosi i riferimenti a rapporti illeciti anche con l’amministrazione comunale di Valmadrera attraverso la figura del sindaco di quel Comune Rusconi Marco, coinvolto in prima persona negli episodi corruttivi di turbativa indicati sub E – G.

Il gruppo criminoso ha avuto anche rapporti di frequentazione e intensi contatti con Ghezzi Silvia (non indagata ndr) , persona impegnata politicamente già nell’Udeur e poi nel partito del Popolo della Libertà ed esponente politico del lecchese, come visto coinvolta nella vicenda dell’appoggio elettorale della cosca in vista delle elezioni amministrative del 2011 in Lombardia e Calabria.

In tale ultimo contesto si è assistito allo sviluppo di rapporti della locale di Lecco con altri esponenti politici ed in primo luogo Oliverio Antonio (non indagato ndr) , già assessore della Provincia di Milano sino al maggio 2009, e con Addisi Luigi Calogero (non indagato ndr), consigliere comunale a Rho (Mi) per il Partito Democratico oltre che con esponenti politici di primo piano in Calabria (non indagati ndr)».

A domani.

r.galullo@ilsole24ore.com

3 – to be continued (si leggano anchehttps://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/04/operazione-metastasi1-mutuo-soccorso-politico-sullasse-lombardia-calabria-i-voti-di-cosenza-si-contrattano-a-lecco-e-mil.htm
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https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/04/operazione-metastasi2-la-politica-%C3%A8-il-salto-di-qualit%C3%A0-della-ndrangheta-al-nord-un-circuito-perverso-che-aumenta-in.html

  • gigi |

    Ottimo articolo, a Brivio non basta l’arroganza e quel curioso episodio delle minacce che avrebbe ricevuto per una licenza revocata (su input della prefettura), quando si prese un vigile (a Lecco sono disarmati) come scorta, cosa che gli valse l’onore delle cronache nazionali. Peccato che non risulta abbia mai denunciato nessuno, eppure le pretese minacce furono fatte di persona e via mail… Utilissmo leggere il sito Qui Lecco Libera che sta inchiodando la politica lecchese, in questo caso targata PD, alla scandalosa vicenda emersa dall’inchiesta Metastasi.
    Sulle minacce a Brivio, cfr il Corriere di Lecco. http://www.corrieredilecco.it/dettaglio.php?id=MjMzNQ==&idc=Mg==&idc2=&titolo=19755Lecco%2C+ancora+buio+sulle+famose+%93minacce+mafiose%94+a+Brivio

  • galullo |

    Caro Bollinger (ma in realtà chi c’è dietro lo pseudonimo? Se mi segue sa che non amo parlare con anonimi o nomi di fantasia), Le rispondo ribaltando un vecchio detto: “Piuttosto che niente…niente”. In altri termini: se è questa la riforma del 416 ter lasciate il mondo com è. Saluti

  • Hermann Bollinger |

    Caro Galullo, scusi se esco fuori tema. Visto che lei è diventato per me un punto di riferimento sul tema della criminalità organizzata, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa della nuova disciplina del voto di scambio, attualmente in fase di discussione in Parlamento. Ovviamente sono interessato alla sostanza, non alla polemica politica di piccolo cabotaggio. Grazie

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