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Sistema criminale in Calabria /6 ‘zu Luni Mancuso: “la ‘ndrangheta fa parte della massoneria” deviata – Le mele marce nella magistratura

Cari lettori da una settimana sto analizzando (e proseguirò anche in questa perché mai come ora c’è bisogno che l’informazione con la schiena dritta e indipendente si schieri al suo fianco) la “folle” e “visionaria” ipotesi investigativa del pm della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, che si è messo in testa di scoperchiare quel “sistema criminale”, fatto “anche” di ‘ndrangheta, che governa la Calabria. Lombardo che – per inciso – alcuni giorni fa ha ricevuto l’ennesima minaccia grave di morte. Ormai è abituato. Forse ciò a cui non si abituerà mai sono le disgustose litanie di quanti – a parole – gli esprimono solidarietà, vicinanza, amore e carità. Disgustoso!

Lombardo vuole proseguire l’opera – interrotta nel 2001, processualmente non provata ma quanto mai vera, viva e vegeta – di Roberto Scarpinato (si veda il mio articolo del 4 marzo in archivio).

Le principali pedine sullo scacchiere di Lombardo sono i processi Meta e Agathos, oltre a quelli svolti o in corso come Bellu lavuru e Piccolo carro, l’indagine sulla Lega Nord e su Francesco Belsito e la riapertura, inutilmente negata, dell’omicidio del giudice Nino Scopelliti.

Ciascuno di questi “pezzi” sta arricchendo la trama criminale. Alcune mosse sono state già vincenti. Altre attendono la contromossa. Altre saranno inattese.

Tra le tessere del sistema criminale un peso enorme lo ha la massoneria deviata.

Quando meno te lo aspetti – proprio su questo aspetto – arriva un “dono” inatteso. Un “dono” recente, recentissimo. Un “dono” che arriva dall’operazione Metropolis, della scorsa settimana, con la quale i militari del Gico della Gdf di Trieste e i finanzieri della Compagnia di Vibo Valentia, hanno sequestrato beni per un valore di 35 milioni ed eseguito 10 provvedimenti di fermo disposti dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, a firma dei magistrati Marisa Manzini e Simona Rossi, nei confronti di altrettanti soggetti affiliati al clan Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia). Tanto per capirci i Mancuso sono quelli che – da pari a pari con i cartelli sudamericani– dominano una quota enorme del narcotraffico mondiale.

E in questa operazione ci sono spaccati devastanti dei quel “sistema criminale” che va oltre, molto oltre la ‘ndrangheta come è stata finora conosciuta e “incasellata” a maggior ragione dopo l’indagine Crimine/Infinito che ci consegna una tessera sì importante ma pur sempre un custode delle regole scambiato per capo dei capi.

LA ‘NDRANGHETA E I CODICI

Sono state registrate diverse conversazioni ambientali nel corso delle quali, rendendo evidente la propria appartenenza alla ‘ndrangheta, Giuseppe Mancuso e il padre, Pantaleone, ne spiegavano l’organizzazione, le regole, le strategie e le modalità operative:

Giuseppe Mancuso parla con un suo fiancheggiatore residente in Lombardia: “[…] per dire… se hai bisogno di un medico… e la prenotazione… vai là, ti fanno una prenotazione… che ti fanno una prenotazione di 6 mesi… poi vado io… gli dici… tu ti rivolgi a me, mi dici… guarda mi ha fatto la prenotazione di 6 mesi… […] arrivo io, vado dal medico, parlo gli dico… fagliela in due giorni… quella è ‘ndrangheta!… […] anche se me lo ha fatto per favore che magari… che ci conosciamo… […] quella è ‘ndrangheta!… va bè, ci sono anche cose sbagliate eh… non è che ti dico che la ‘ndrangheta è uscita così!… […] qualcuno ha dovuto ammazzare!… […] se uno ha una fabbrica e viene un drogato e ti rompe la porta e ti ruba dentro… ti fa un danno di 6mila euro… tu ti rivolgi alla legge e la legge non fa un cazzo… anche perchè non ti ritorna indietro quello che ti è stato rubato… un altro mese ti compri il computer e ti succede la stessa cosa… fai così… fai un ragionamento… pago la tangente… su questo magazzino mi dai per dire… io guadagno annualmente 100mila euro… mi dai il 3%… 3mila euro… non viene più a romperti (…parola incomprensibile…) ti sta bene più che ti viene a rompere il magazzino o che paghi la tangente?… […] te la spiego meglio… […] questo è un paese!… […] questo è un altro paese!… questo è un altro paese!… qua c'è una famiglia, qua c'è una famiglia, qua c'è una famiglia!… questa famiglia non viene qua a rompere i coglioni… […] allora… uno… una persona… tiene tutto sotto controllo questo paese… […] si tiene il controllo… di cosa?… che la notte puoi dormire tranquillo, che sai che non ti ruba nessuno… in giro, nel paese, puoi andare tranquillamente… puoi camminare con la macchina, tranquillamente che nessuno… […] questo è un "codice" che deve (…parole incomprensibili…) questo paese… che nessuno deve rompere… se viene l'albanese, in questo paese, deve stare con due piedi in una scarpa!… ok?… perchè non può andare in giro a rompere i coglioni alla gente… […] se vuoi venire, lavori!… se no (…parole incomprensibili…) calci nel culo!..”

Giuro su quel che ho di più caro nella mia professione che sarebbe impossibile rappresentare meglio la ‘ndrangheta ancestrale: ordini, tangenti al 3%, sicurezza garantita al posto dello Stato, codici d’onore e ogni paese che ha la propria cosca dominante. Un capolavoro. Un capolavoro. Chapeau!

OLTRE LA ‘NDRANGHETA

Ma vediamo un altro capolavoro: quello in cui dopo il figlio, nella stessa intercettazione ambientale e è il padre Pantaleone, zio Luni, il vecchio, il saggio, a spiegare come va il “nuovo” mondo.

Pantalone Mancuso: “[…] la ‘ndrangheta non esiste più!… una volta, a Limbadi, a Nicotera, a Rosarno, a… c’era la ‘ndrangheta!… la ‘ndrangheta fa parte della massoneria!… […] diciamo… è sotto della massoneria, però hanno le stesse regole e le stesse cose… […] ora cosa c’è più?… ora è rimasta la massoneria e quei quattro storti che ancora credono alla ‘ndrangheta!… […] una volta era dei benestanti la ‘ndrangheta!… dopo gliel’hanno lasciata ai poveracci, agli zappatori… e hanno fatto la massoneria!… le regole quelle sono!… come ce l’ha la massoneria ce l’ha quella!…[…] perché la vera ‘ndrangheta non è quella che dicono loro… perché lo ‘ndranghetista non è che va a fare quello che dicono loro… […] perché… una volta… adesso sono tutti giovanotti che vanno… vanno a ruota libera sono drogati!… […] delinquenza comune!… lo ‘ndranghetista non voleva fare droga!… […] come non voleva… non faceva mai una lite… non faceva droga… adesso sono quattro drogati! […] pare che un… uno che faceva il magnaccio, pare che poteva stare nella “rota”?… […] o che picchiava la moglie… o che andava ad ubriacarsi… nelle… non doveva entrare nemmeno nelle cantine… lo ‘ndranghetista… perché c’era il “mastro di giornata” (carica tipica esistente in seno ad ogni ‘ndrina, la cui esistenza è stata accertata in innu
merevoli procedimenti penali, ndr) che girava nel paese… […] e se ti vedeva che entravi nella cantina… o che bevevi vino… “nsaccagnate!…” (botte, ndr)… […] ancora con la ‘ndrangheta sono rimasti!… è finita!… bisogna fare come… per dire… c’era la “democrazia”… è caduta la “democrazia” e hanno fatto un altro partito… Forza italia, “forza cose”… bisogna modernizzarsi!… non stare con le vecchie regole!… […] il mondo cambia e bisogna cambiare tutte cose!… oggi la chiamiamo “massoneria”… domani la chiamiamo P4, P6, P9…”.

Se lui è zio Luni una ragione ci sarà o no? Ha capito come va il mondo: la massoneria! Li è il vero potere. Lì è la vera evoluzione. “La ‘ndrangheta fa parte della massoneria…” dice. Ohibò: più o meno quello che dichiara nel 2010 il pentito Antonino Belnome (si veda nell’archivio il post di venerdì 8 marzo)

Ma andiamo avanti.

ALTRA INTERECETTAZIONE

Il 7 ottobre 20101 un’altra importante fonte di prova, per gli inquirenti, emerge nella conversazione in cui Pantaleone Mancuso afferma la sua appartenenza alla ‘ndrangheta. In tale contesto sottolinea inoltre il legame esistente tra la massoneria e la ‘ndrangheta.

Tre minuti e 46 secondi intercettati che valgono una vita.

Mancuso: tutti i “debitari” (usurai, nda)… tutti i pregiudicati… erano tutti sopra al balcone quando… è salito (è stato eletto)… quando l’hanno portato (è stato eletto)… eh!… tu vai mo a parlare… vai a dire che devi dire!… quelli quattro poveri sventurati sono!… i “debitari”! (usurai, nda) quali ‘ndranghetisti?… parlavano di ‘ndrangheta… ma non sanno nemmeno cos’è la ‘ndrangheta!… Loro parlano di ‘ndrangheta quando la ‘ndrangheta non esiste più!… una volta, a Limbadi, a Nicotera, a Rosarno, a… c’era la ‘ndrangheta!… la ‘ndrangheta fa parte della massoneria!…

Amico: uhm, uhm…

Mancuso: diciamo… è sotto della massoneria, però hanno le stesse regole e le stesse cose…

Amico: uhm…

Mancuso: ora cosa c’è più?… ora è rimasta la massoneria e quei quattro storti che ancora credono alla ‘ndrangheta!… (ride) perché… come si dice?… eh… fa parte… perché… la massoneria ha… questa qua… una volta era dei benestanti la ‘ndrangheta!… dopo gliel’hanno lasciata ai poveracci, agli zappatori… e hanno fatto la massoneria!… le regole quelle sono!… come ce l’ha la massoneria ce l’ha quella!...

Amico: e lo so!…

Mancuso: solo che adesso non c’è… c’è ‘ndrangheta più?…

Amico: no, no… non c’è gente con onore… quale onore?!…

Mancuso: è  finita la ‘ndrangheta!… pare che loro è da mo che… quando la ‘ndrangheta […parole incomprensibili…] quel cornuto di giudice là, quello della ionica, fa i libri sulla ‘ndrangheta… (si riferisce verosimilmente a Nicola Gratteri, ndr)

I LEGAMI OCCULTI

Ma c’è qualcosa che va ancora oltre e che si incardina alla perfezione con quel “sistema criminale” che – al di là di quel che possono pensare e ripetere allo sfinimento le professorone e i professoroni che al mondo spiegano cosa è la ‘ndrangheta da Milano a Reggio Calabria passando per Roma – è l’unica, vera frontiera da varcare se questo Stato decotto avesse davvero voglia di combattere le mafie: le mele marce all’interno della magistratura, delle Forze dell’ordine e cosi via. Insomma: le deviazioni nello Stato e oltre lo Stato.

Nel corso di un’interessantissima conversazione, intercorsa il 15 gennaio 2003, Diego Mancuso affermava ripetutamente che il suo odiato zio ed avversario mafioso Pantaleone Mancuso (nel colloquio indicato come “vetrinetta” e “zio Luni”), poteva contare su forti legami occulti con magistrati e appartenenti alle Forze dell’ordine, in quanto appartenente alla massoneria, e che non solo gli garantivano impunità, ma lo favorivano rivolgendo le attività investigative contro la parte della famiglia a lui contrapposta (ovvero quella cui appartiene lo stesso Diego Mancuso).

Balle? E allora vediamo cosa si legge nel decreto di fermo della scorsa settimana.

In relazione all’attendibilità ed al valore probatorio del contenuto della conversazione, gli inquirenti sottolineano che proprio i colloqui carcerari di Diego Mancuso (fra i quali anche quello sopra sintetizzato) hanno costituito l’elemento di prova più importante alla base della motivazione della sentenza di condanna emessa a conclusione del processo Dynasty, che nel 2007 ha assunto valore definitivo, passando in giudicato ad esito del positivo vaglio finale della Suprema Corte di Cassazione.

ANCORA UN PASSO

In relazione alla contiguità di ambienti massoni con la ‘ndrangheta, asserita dagli indagati nel corso di conversazioni intercettate, i magistrati della Dda di Catanzaro segnalano quanto emerso in altra conversazione ambientale registrata il 7 aprile 2010 all’interno di un’autovettura Renault Megane utilizzata da Giuseppe Mancuso (classe ‘77), figlio di Pantaleone Mancuso. Con lui c’è un amico.

Al minuto 12.05, ipotizzano un parallelismo tra tale organizzazione e la massoneria. Poi al minuto 12:25:

Mancuso: la massoneria è potente (…pausa…)

Amico: eh ma tutta è una massoneria…

Mancuso: tutta

Amico: Per dire… anche noi… siamo in tre… mah… hai bisogno… ti procura… è massoneria… è una massoneria tre…

Mancuso: No va bò… così…

Amico: Va bè… hai bisogno di… ti porto giro… ti porto… cioè… il problema massoneria è proprio… i migliori proprio.

Mancuso: No, no, noi siamo la massoneria quella degli sventurati… (ridono)

Amico:  Eh loro pensano (…incomprensibile…)

Mancuso: Quelli sono la massoneria con i soldi…

Amico: Noi lo facciamo più per disperazione (ride) (…incomprensibile…) va.

Mancuso: Eh… infatti (ride) (…incomprensibile…)

Amico: Lo facciamo più per disperazione.

Mancuso: (ride) Per dire… quando… dammi la mano… così la danno… la danno… la dai la massoneria… con il dito avanti… capito?…

Amico: Ah… ho capito…

Mancuso: Poi ci sono altre cose…

Amico: Se io saluto così… se lui mi saluta così è un massone…

Mancuso: Certo.

Amico: Se io saluto così è un massone… eh quindi mi piace che sei un massone… invece non sono un massone…

Mancuso: Quando tu se…

Amico: (…incomprensibile…) un massone te lo fa per disperazione…

Mancuso: (ride) Quando tu fai così… lui ti dovrebbe rispondere… non mi ricordo come… come cazzo si dice…

Amico: (…incomprensibile…)… no

Mancuso: (ride) Ma… ma come cazzo fanno.

Amico: se tu fai così ti rispondo…

Mancuso: sempre con la mano…

Amico: e alcune sono quasi… sono quasi serie, perché alla fin fine tutto si muove sul (…parola incomprensibile…)

Mancuso: prima era un mafia eeeh…

Amico: si, si, si…

Mancuso: e ho capito ma mi porti dico, pure a me che io chiedo di (…parole incomprensibili…) per dire se a me mi dicono in questa maniera io non vado… scendo giù… scendi giù in Calabria no e hai bisogno di un medico… e la prenotazione vai là ti fanno una prenotazione… che ti fanno una prenotazione di 6 mesi… poi vado io… gli dici… tu ti rivolgi a me, mi dici… guarda mi ha fatto la prenotazione di 6 mesi…

Amico: poi dovevamo…

Mancuso: arrivo io, vado dal medico, parlo gli dico… fagliela in due giorni… quella è ‘ndrangheta!… capito! tutto è ‘ndrangheta!… e quello…

Amico: minaccia!…

Mancuso: no!… anche se me lo ha fatto per favore che magari… che ci conosciamo… la legge mi dice che qua… che quella è ‘ndrangheta!… va bè, ci sono anche cose sbagliate eh… non è che ti dico che la ‘ndrangheta è uscita così!…

Amico: allora…

Mancuso: …qualcuno ha dovuto ammazzare!…

Amico: io te lo dico che la vedo da uno al di fuori… no!…

Mancuso: uhm

Amico: perché io sono lombardo…

Mancuso: uhm

Amico: sono questo… allora secondo me…la verità sta nel mezzo, nel senso che, comunque, finché tanto c’è la ‘ndrangheta…

Mancuso: uhm…

Amico: finché tanto c’è la ‘ndrangheta…

Per il momento mi fermo qui. Direi che di spunti di riflessione nella comprensione del “sistema criminale” calabrese ce ne sono in abbondanza.

Domani e dopodomani torneremo alle origini (viziate) della ‘ndrangheta.

6 – to be continued (le precedenti puntate sono state pubblicate il 4, 5, 6, 7 e 8 marzo)

r.galullo@ilsole24ore.com

  • Christian |

    Sabato sarà la giornata in ricordo delle vittime della mafia dell’associazione Libera.
    E’ proprio per il ricordo delle vittime innocenti e per il rispetto che dobbiamo loro che bisogna assolutamente indagare sul “sistema criminale”, sui suoi autori e portarli a processo davanti alla Nazione. Ovunque essi si nascondano. Per questo il PM Lombardo deve continuare le sue indagini e lei fa benissimo a trattare questi temi quotidianamente.
    Grazie ad entrambi !!!

  • bartolo |

    caro galullo, mi pare che anche in queste intercettazioni di unitarietà della ndrangheta neanche a parlarne. anzi, un ulteriore conferma di istituzioni giudiziarie indotte a procedere sotto gli impulsi di ambienti mafiosi che li usano in sostituzione delle armi contro i propri rivali nel tentativo di mantenere la supremazia territoriale di riferimento. tentativo illusorio, considerate le infinite polizie giudiziarie che operano in sinergia con le procure, ora contro gli uni, ora contro gli altri, in un gioco al massacro che non risparmia la società civile. vera vittima di un sistema allo sbando. non per nulla, la classe intellettuale calabrese, finalmente, ha coniato la sequente frase: se di mafia si muore, di antimafia si campa.

  • matteo zocca |

    nella prima intercettazione Giuseppe Mancuso sembra Vito Corleone ne Il Padrino.
    ps: al dott. Lombardo è arrivato un attestato di solidarietà anche da parte del governatore (sic!) Scopelliti, e ho detto tutto !

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