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Ricostruzione post sisma in Emilia: le paure (diventate in parte realtà) della Commissione parlamentare antimafia – Piani di espansione della camorra

Uno spaccato della relazione della Commissione parlamentare antimafia, che ha concluso i lavori (si vedano miei servizio oggi sul Sole-24 Ore, post di ieri in archivio su questo blog oltre a due servizi reperibili sul motore di ricerca del sole24ore.com), è dedicata al rischio di infiltrazioni post terremoto. Se all’Aquila è tutto fermo, l’attenzione cade sull’Emilia-Romagna, dove la stima delle risorse necessarie per la ricostruzione è di 12 miliardi e 202 milioni: 676 milioni per i provvedimenti di emergenza; 3 miliardi e 285 milioni di danni all’edilizia residenziale; 5 miliardi e 237 milioni di danni alle attivita` produttive; 2 miliardi e 75 milioni di danni ai beni storico-culturali e agli edifici religiosi; la quota restante e` suddivisa fra edifici e servizi pubblici e infrastrutture.

Le ricadute sul Pil sono pesanti, tanto che per la prima volta, negli ultimi decenni, l’andamento del Pil regionale e` peggiore di quello nazionale: per il 2012, e` infatti stato stimato un calo del Pil nazionale del 2,4% e un calo del Pil regionale del 2,5%, erodendo così il differenziale che negli anni c’e` sempre stato, tra Pil nazionale e regionale.

Gli allarmi lanciati provengono direttamente dal capo della Procura di Bologna, Roberto Alfonso, secondo il quale soggetti appartenenti a ’ndrine calabresi si stanno organizzando per ottenere l’affidamento di lavori.

La provincia sotto maggiore osservazione è quella di Modena ma a essere monitorata è innanzitutto l’evoluzione di quella di Reggio-Emilia dove, oltre alla tradizionale presenza delle cosche calabresi di Cutro, si assiste ad una intensificazione della camorra. Entrambe sono pronte a muovere verso Modena per spartirsi la torta della ricostruzione.

Sul punto, appare utile riportare testualmente la preoccupazione del Procuratore della Repubblica di Bologna, Roberto Alfonso, proprio sulla penetrazione sempre più incisiva della camorra, i cui clan, anche per pregresse iniziative, sono pronti a balzare sul business post- sisma: «La cosa che ci preoccupa, che ci ha messo in allarme e che ci induce ad accertamenti molto incisivi è il rinvenimento, presso un imprenditore pesarese, di un foglietto manoscritto. Questo foglietto in realtà conteneva una sorta di organigramma: si pensava alla creazione di un nuova cellula criminale, da inserire in una struttura provinciale, con l’indicazione di una casa madre di Antonio Iovine, con Di Puorto Sigismondo come elemento di saldatura e con Alfonso Perrone, vicino a Zagaria, come braccio destro. Abbiamo qui questo appunto, per gli aspetti folkloristici che esso puo` rappresentare. Ovviamente questo ci allarma, perché significa che in Romagna si vogliono organizzare e strutturare in maniera più definitiva rispetto a quanto non lo siano stati in passato.

Non solo; sempre in base a questi appunti che abbiamo ritrovato, vi e`proprio un progetto di espansione di questa organizzazione criminale, che interessa le Marche e addirittura tutta la Toscana. Evidentemente c’e` il pensiero, l’idea e il progetto di estendersi anche nell’Italia centrale».

r.galullo@ilsole24ore.com