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Esiste la mafia a San Marino? Ecco il precedente firmato dal Segretario di Stato alla Giustizia Augusto Casali

Cari amici il 14 dicembre (si veda archivio) ho messo – gra-tu-i-ta-men-te – a disposizione (anche) del dirigente del Tribunale di San Marino, la brava dottoressa Valeria Pierfelici, un nuovo capitolo della relazione sullo stato della penetrazione mafiosa a San Marino che Ella si appresta a consegnare nelle mani del Segretario di Stato alla Giustizia Augusto Casali.

Non so se il mio ennesimo gesto di magnanimità – peraltro diffusa a piene mani in questi anni di inchieste sull’economia e la finanza criminale a San Marino – sarà ben accolta sul Titano. Qualcosa mi dice di no.

Molti di voi non sanno che il 5 ottobre 2009 due politici di San Marino, Pier Marino Mularoni e Giovanni Lonfernini (DdC), hanno presentato un’interrogazione parlamentare a seguito della gravità delle dichiarazioni – riportate in primis in un mio articolo su questo blog il 28 settembre 2009 (si veda archivio) – del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti, secondo il quale negli anni Novanta viaggiavano Tir carichi di soldi da e per la Repubblica di San Marino. Soldi delle cosche calabresi a vagonate.

Altre due cose i politici volevano sapere dal proprio Governo: se esisteva una pur vaga idea di fare una rogatoria con l’Italia per ascoltare Francesco Fonti e se gli organismi di vigilanza e di controllo del sistema bancario sammarinese si erano attivati per le parti di propria competenza.

Dopo le balbettanti ed immediate dichiarazioni di rito, il Governo sammarinese affidò a Casali il compito di rispondere.

LA RISPOSTA SULLA…’NDRANGHEDA!

La risposta di Casali arrivò in un battibaleno: il 23 ottobre Mularoni e Lonfernini ricevettero ben due paginette di spiegazioni che poi vennero protocollate il 10 febbraio 2010 con il numero 39319 dalla segreteria istituzionale degli Affari interni.

Casali rispose ai tre quesiti con esaurienti note.

Rispetto a notizie stampa che enfatizzano le dichiarazioni di un pentito, che prima di divenire collaboratore di giustizia era al soldo della ‘ndrangheda e quindi dedito al crimine – sigh! nella risposta scrive proprio ‘ndrangheda come direbbero, mi passi l’ironia Casali che so essere uomo di spirito, i boveri negri influenzadi  – in via preliminare è sempre necessario procedere alle verifiche possibili per poterne stabilire la veridicità o meno”.

Ora, a parte il fatto che se uno è pentito è perché prima era un mafioso e dunque è ovvio che Fonti fosse prima al soldo della ‘ndrangheta, quello che il duo di coppia dei Democratici di Centro chiedeva al Governo era proprio di “procedere alle verifiche” per capire se ‘sto Fonti era (è) attendibile o meno.

Ma andiamo avanti. “In merito al memoriale dell’ex santista della ‘ndrangheda (arindanghede! ndr), almeno per quanto concerne il riferimento a fatti specifici che sarebbero accaduti a San Marino, il racconto di Fonti, dopo le prime indagini, pare fare acqua da tutte le parti – si continua a leggere nella missiva di Casalicome ha riportato anche una delle testate giornalistiche che nei giorni precedenti avevano dato notizia delle dichiarazioni dello stesso Fonti”.

Ammazza che rapidità ‘sto San Marino. In appena 18-giorni-18 (compresi i festivi) erano state svolte indagini (da chi?) che (pare) facessero acqua da tutte le parti. Addirittura un giornale sammarinese lo confermava.

Peccato che il giornale che Casali non cita (L’Informazione, ndr), con un articolo dell’ottimo collega David Oddone metteva in evidenza una (supposta) incongruenza tra quel che dichiara Fonti nel suo memoriale a proposito della compravendita di una proprietà immobiliare e quelli che sarebbero stati i reali proprietari all’epoca dei fatti. A casa mia sarebbe stato un motivo in più per andare a fondo e invece, evidentemente, a San Marino una rondine (peraltro neppure vista) fa primavera.

Ma andiamo avanti. “Le iniziative di verifica intraprese – si legge ancora nella lettera – sono improntate a doverosa prudenza che in questi casi dovrebbe da tutti essere adottata. Ulteriori accertamenti sono comunque in corso, dei quali si attendono gli esiti”.

Ah, allora c’è il trucco. Non è vero che sono stati dati due mesi di tempo al dirigente del Tribunale Pierfelici per stendere la relazione! E’ dal 23 ottobre 2009 (14 mesi fa!) che Casali sta aspettando “ulteriori accertamenti…dei quali si attendono gli esiti”: Il che lascia presupporre che la relazione sarà – alla luce del tempo trascorso e del materiale raccolto – un’opera magna. Una sorta di Treccani della mafia a San Marino (ammesso e non concesso che esista, altrimenti basterà un bignamino).

Non può che essere così visto che lo stesso Pier Marino Mularoni – con il quale parlai ad aprile di quest’anno, poco prima dell’uscita del mio libro “Economia criminale” che tanto spazio ha dato a San Marino – mi disse che oltre a quella risposta scritta, in quel momento non c’era nient’altro. E, ovviamente, se ne dispiaceva, atteso il fatto che a San Marino il problema è il “ciaffico”.

ROGATORIA? MA DDE CHE!

Gli ingenui Marin Mularon e Lonfernon Lonfernin avevano alzato il ditino per chiedere se ci fosse alle viste una rogatoria per sentire Fonti. Fossi un governante sammarinese, sarei morso dall’arsura e solo un bell’interrogatorio con il bendido dindrangheda spegnerebbe la mia sete di verità, curiosità e giustizia.

Riporto testualmente la risposta di Casali, “in data 6 ottobre la Segreteria di Stato alla Giustizia ha richiesto al Magistrato Dirigente del Tribunale unico un riferimento scritto in merito all’interpellanza in oggetto per quanto riguarda la parte riferita alle competenze della magistratura, dalla quale si evince che esaminati i registri delle notizie di reato da parte del Cancelliere penale, “non risultano pendenti procedimenti penali aperti e riguardanti i fatti di cui all’interpellanza”.

Bastava dire no!

GLI OCCHI DELLA VIGILANZA

E veniamo all’ultimo quesito dell’impertinente duo di coppia, quello sulla vigilanza del sistema creditizio e finanziario. Qui la risposta di Casali, testualmente, è: “Gli organismi di vigilanza e di controllo sul nostro sistema bancario e finanziario, indipendentemente dalle informazione specifiche diffuse dalla stampa, agiscono dietro precisi input impartiti dall’attuale Governo e ispirati alla trasparenza e alla lotta al ri
ciclaggio e al finanziamento del terrorismo; linea politica adottata dall’Esecutivo e dalla maggioranza che lo sostiene fin dal loro insediamento e che ha ricevuto importanti riconoscimenti da parte di organismi Internazionali quali il Moneyval e l’Ocse
”.

LE CONCLUSIONI

La frase finale di Casali è un auspicabilmente un viatico a una relazione sulla penetrazione della mafia a San Marino prossima all’esaustività e densa di fatti, nomi, cognomi e riferimenti alla vita politica, sociale, economica, finanziaria, imprenditoriale e sindacale di San Marino.

Densa di proposte, correttivi, analisi e collaborazioni a tutto tondo con l’Italia. regno delle mafie. A partire, magari, dall’unica proposta degna di questo nome che dovrebbe inequivocabilmente fare anche la Fondazione Caponnetto di Firenze (sulla quale San Marino fa tanto affidamento): lo scambio di reciproche informazioni automatiche senza se e senza ma in tutti i campi, bancario, fiscale, finanziario, giudiziario e financo nel calcio. Come la disponi tu la formazione contro una squadra che fa catenaccio! Io a San Marino vò col 4-3-2-1, schema “albero di Natale” e voi in Italia come vi comportate?

Casali scrive “che di fronte alla possibilità (possibilità, ndr) di infiltrazioni malavitose (e non “mafiose”, ndr) nella nostra piccola Repubblica è necessario tenere la guardia alta a tutti i livelli, al fine di salvaguardare il nostro Paese e i nostri concittadini da pericoli che, per una micro realtà come San Marino, potrebbero (potrebbero, ndr) avere effetti molto pesanti. Il Governo ne è consapevole e agisce coerentemente di conseguenza”.

Che dire: è Natale, in alto i cuori, sono rivolti al Signore!

A Babbo Natale chiedo di cedere gratuitamente i miei articoli per la stesura della relazione della dottoressa Pierfelici, anche se sono “male informato”. Giurin giurello: ho fatto il buono, non mi sono mai messo le dita nel naso, ho glorificato Dio sulla “Terra” e Francesco Totti sulla “terra”, ho onorato il padre e la madre, non ho rubato, spesso ho desiderato la donna di altri e anche quelle senza compagno ma un nano-secondo dopo me ne sono bendido e ho rivolto le mie mani giunte all’alto dei Cieli!

Per ora mi fermo qui. Mi raccomando, non perdetevi la puntata di sabato.

r.galullo@ilsole24ore.com

3 – to be continued (le precedenti puntate sono state pubblicate il 9 e il 14 dicembre)

p.s. Invito tutti ad ascoltare la mia nuova trasmissione su Radio 24: “Sotto tiro – Storie di mafia e antimafia”. Ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 6.45 circa e in replica alle 0.15 circa. Potete anche scaricare le puntate su www.radio24.it. Attendo anche segnalazioni e storie.

p.p.s. Il mio libro “Economia criminale – Storia di capitali sporchi e società inquinate” è ora acquistabile con lo sconto del 15% al costo di 10,97 euro su: www.shopping24.ilsole24ore.com. Basta digitare nella fascia “cerca” il nome del libro e, una volta comparso, acquistarlo.

  • salvatore calleri |

    la Fondazione Caponnetto ha già fatto la proposta dello scambio automatico d’informazioni su mafia e tutto ciò che è connesso alla stessa sia durante la trasmissione televisiva di san marino tv sia alla chiusura della scuola di formazione per magistrati sia con un intervista al quotidiano la tribuna. Cordiali saluti

  • Christian Ciavatta |

    Se San Marino è diventata ciò che è diventata (ossia la cassaforte di molti clan mafiosi) è anche e soprattutto colpa nostra, di noi riminesi. Siamo stati noi per primi a chiedere ai sammarinesi di costituire banche e finanziarie per gestire il denaro della nostra enorme evasione fiscale, siamo stati noi ad insegnare loro come riciclare questi denari per riportarli in Italia a costi ridotti, siamo spesso noi a costituire e dirigere le società sammarinesi coinvolte nelle triangolazioni.
    Il “sistema” San Marino non è stato creato dai sammarinesi, ma da noi riminesi, noi tutti abbiamo delle gravissime responsabilità e dovremmo vergognarci per ciò che siamo diventati e per ciò che, per avidità, abbiamo partecipato a realizzare.

  • Sylviane Stefanelli |

    NULLA MI SORPRENDO DOPO QUASI 19 ANNI DI SOFFERENZA.
    IL TRIBUNALE RISPONDE ALLE ROGATORIE DEI POVERETTI NON DEI POTENTI…………
    ECCO COME SI COMPORTA IL TRIBUNALE DI SAN MARINO CON UNA CITTADINA SAMMARINESE CHE NON è STATA PROTETTO DA NESSUNO. L’UNICA INDAGA IN ITALIA CHE SI è COSTITUITA , HA SEMPRE DENUNCIATO CON CAPARBIETA’ TUTTO……. ORA ANCHE LE RESIDENZE FITTIZIE DEI GIUDICI…DEVONBO PAGARE LE TASSE IN ITALIA SE VIVONO IN ITALIA……
    http://www.giornale.ms/la-storia-di-sylviane-stefanelli-da-lei-scritta/
    http://www.giornale.ms/i-giudici-denunciati-alla-agenzia-delle-entrate-da-sylviane-stefanelli/

  • Matteo Zeppa |

    Signor Galullo, lo schema di calcio a San Marino è il 5-5-5 applicato da Oronzo Canà.
    Ripeto, sino ad essere logorroico (ahimè).
    San Marino è (è ndr) Mafia!
    Il troppo benessere vissuto da molti, o da alcune specifiche categorie sono lapalissiani.
    14 Istituti bancari, quasi 70 Finanziarie, 9000 appartamenti vuoti (ma questo lo sa meglio di me)…ma come possono ancora giustificarli gli INTELLIGENTI??
    L’Italia ci ha fatto male??
    EVVIVA l’ITALIA ALLORA!
    La stampa italiana ci ha fatto male??
    EVVIVA LA STAMPA ALLORA!
    Se dovessi ringraziare qualcuno, allora sono proprio gli italiani tanto bistrattati in Repubblica, visti come gli orchi cattivi.
    Da venti anni or sono, la Terra di Marino scelse di essere il rifugio di certe persone….normale che se le maglie si fossero strette, saremmo rimasti in braghe di tela.
    Bene è quello che accade oggi, e sentire certe persone dire e genoflettersi con i verbi al condizionale, o cercare ipotesi del tipo esistono gli UFO (?!?) pur di non ammettere concussioni (credo) abbastanza evidenti, mi procura l’orchite (mi passi il termine, ma ciò è la cruda realtà).
    Il guaio è che chi fa ciò, solitamente siede su scranni potenti da 15/20 anni (che caso) e nel loro tempo libero insegnano alle future generazioni la fine e amena arte “dell’essere struzzo”…
    Buona vita da uno che non ha glorificato Dio, ma s’è spellato le mani per Roberto Baggio!

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