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Stazione unica appaltante: nella provincia di Salerno iscritti 4 Comuni su 158 e la prefettura insorge

Il 1° ottobre ho avuto il piacere di moderare a Napoli la tavola rotonda “Azione e strumenti di contrasto a tutela delle Istituzioni e dell’economia nella lotta alle mafie” organizzato dalla prefettura del capoluogo campano. Vi avevo promesso – amati lettori di questo umile e umido blog – che vi avrei raccontato gli interessantissimi spunti usciti da quella giornata (si vedano per i precedenti i link a fondo pagina).

Oggi voglio appuntare la mia e la vostra attenzione innanzitutto sulla riflessione del prefetto vicario di Salerno, Giuseppe Forlenza.

La sua relazione è stata incentrata sull’utilità (o meno) della stazione unica appaltante. Debbo onestamente dire che dopo la sua relazione, se avevo dubbi sull’utilità della stessa, sono stati fugati.

Ebbene, su 158 Comuni della provincia di Salerno, sapete quanti hanno stipulato un protocollo con la prefettura relativo al ricorso alla stazione unica appaltante? Solo nove ma attenzione, perché di questi solo quattro lo hanno fatto in maniera convinta, gli altri cinque solo perché sciolti per mafia!

Ma non è finita. Tutti e cinque, una volta tornati alla normalità (vale a dire con organi democraticamente rieletti) hanno fatto domanda per recedere dal contratto stipulato con la prefettura. Io qualche domanda me la porrei e se le è poste, di fronte alla platea, anche il prefetto Forlenza.

«Abbiamo abbassato i costi della convenzione – ha continuato il prefetto – visto che i Comuni si lamentavano per la loro onerosità (ma da quando la legalità è un costo? ndr) ma spesso le prestazioni offerte e accettate dai Comuni stessi sono ritenute urgenti e indifferibili, come nel caso dei lavori connessi alla protezione civile e dunque i tempi non sarebbero, secondo gli amministratori, compatibili con quelli della stazione unica appaltante. A parte che su questo ci sarebbe da discutere ma comunque ci siamo trovati di fronte ad una scarsa collaborazione degli enti locali appaltanti, addirittura riottosi a fornire informazioni».

E’ finita qui? No che non è finita qui. «Abbiamo pochissime richieste di adesione alla stazione unica appaltante – ha concluso sconsolato il prefetto Forlenza e nessuna proviene dall’agro nocerino sarnese dove pure ci sarebbe bisogno della tracciabilità dei fornitori». Come in tutto Italia, aggiungo io.

Ora mi fermo e, augurando a tutti buon fine settimana, vi do appuntamento alla prossima settimana.

5 – the end (per le precedenti puntate si vedano https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2015/10/02/la-prefettura-di-napoli-fa-quadrato-con-le-altre-istituzioni-dello-stato-e-mette-le-conoscenze-a-fattor-comune/

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2015/10/06/comuni-sciolti-per-mafia-due-anni-di-commissariamento-non-bastano-parola-del-prefetto-di-caserta-arturo-de-felice/

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2015/10/08/comuni-sciolti-per-mafia-desertificazione-amministrativa-e-asservimento-dei-dipendenti-il-caso-di-casapesenna/

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2015/10/15/il-procuratore-nazionale-antimafia-franco-roberti-lo-stato-ha-abbandonato-casal-di-principe/)

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