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Roberto Pennisi (Dna): «La BreBeMi finora è servita solo per interrare rifiuti. Ed è sempre vuota»

Ai media è sfuggito che il 4 novembre 2014 il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e il sostituto procuratore Roberto Pennisi si sono recati in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Nel post di mercoledì ho dato spazio alle convinzioni di Pennisi sul vero, presunto o falso affondamento delle navi dei veleni a largo delle coste calabresi da parte della ‘ndrangheta (si veda link a fondo pagina).

Ieri ho trattato della drammatica ricostruzione della criminalità di natura ambientale e del ruolo di Cosa nostra e ‘ndrangheta che si inseriscono nel ciclo legale del trattamento dei rifiuti. Accade ovunque, anche in Piemonte e Lombardia, dove la ‘ndrangheta regna.

Oggi proseguiamo su questa falsariga con specifico riferimento alla provincia di Brescia perché, proprio ad essa, Pennisi riserva non poche riflessioni e non poche stoccate.

«Brescia è uno dei punti sensibili del nostro territorio dal punto di vista dei traffici di rifiuti – spiega il sostituto procuratore nazionale antimafia – se non altro perché nel territorio bresciano si concentra un quantitativo estremamente rilevante di attività produttive e di attività produttive che producono rifiuti, tant’è vero che l’unico scopo al quale fino a questo momento è servita la BreBeMi è stato per interrare rifiuti. Io, che curo da poco il collegamento con Brescia, spesso vado da Brescia a Napoli in ferrovia. La ferrovia corre parallelamente alla BreBeMi e io la vedo sempre vuota. Purtuttavia, a noi la BreBeMi è nota nella misura in cui ha formato oggetto di una validissima indagine della Dda di Brescia anche per traffico illecito di rifiuti. C’è tutto un fenomeno particolarmente complesso, che non si può esaurire in poche battute».

All’accusa di essere un’autostrada desolata, la società BreBeMi rispose già con un comunicato ufficiale il 15 ottobre 2014. Eccolo: «Nei giorni scorsi alcuni mass media hanno diffuso un video dai contenuti falsi e ingannevoli, realizzato sulla A35 da tre persone a volto coperto che, simulando una partita di calcio sulla sede autostradale, hanno lamentato la totale assenza di traffico e la conseguente inutilità dell’infrastruttura.

Al proposito SdP Brebemi S.p.A. ha appreso che le Autorità competenti hanno avviato le indagini volte all‘identificazione degli autori del video stesso. La Società ha tuttavia ritenuto di non dover al momento sporgere alcuna denuncia, avendo accertato in modo inequivocabile che il video è stato realizzato in data antecedente alla entrata in esercizio dell’Infrastruttura. Brebemi prosegue pertanto con impegno e fiducia le proprie attività finalizzate al completamento della fase di avvio dell’infrastruttura».

LE DOMANDE A MONTE

Nulla si può spiegare in poche battute ma i commissari hanno sete di sapere dell’esplosiva situazione bresciana. Al momento non c’è stato tempo di approfondirlo con la Procura nazionale antimafia ma va ricordato che lo stesso giorno dell’audizione di Roberti e Pennisi sono stati auditi anche il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Giuseppe Peleggi e Rocco Antonio Burdo, Direttore dell’ufficio intelligence della Direzione centrale antifrode e controlli.

Il commissario Bartolomeo Pepe (Gruppo Misto) aveva fatto questa domanda: «Vorrei sapere se l’autorità delle dogane è a conoscenza di un traffico scoperto da poco in Lombardia, di cui il procuratore di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso si sta occupando. Pare che arrivino rifiuti tossici in container trasportati dalle navi attraverso l’Oceano indiano e il canale di Suez provenienti addirittura dall’Australia o su rotaia provenienti dall’Est. Si tratta di cianuri, fluoruri, bauxite e altro».

Burdo, direttore dell’ufficio intelligence della Direzione centrale antifrode e controlli, ha così risposto: «confermiamo che ci sono tre grandi inchieste sul territorio nazionale. Una di queste è partita da Brescia e da Bergamo e riguarda un monitoraggio di prodotti elettrodomestici rottamati (Raee), che inizialmente sembravano riferibili all’attività di migranti che avevano messo nei container frigoriferi e lavatrici usate, perché venissero utilizzati tal quali presso i Paesi di origine».
r.galullo@ilsole24ore.com

3 – to be continued (per le precedenti puntate si leggano

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2015/01/21/navi-dei-veleni-roberto-pennisi-dna-gli-affondamenti-della-ndrangheta-a-largo-delle-coste-calabresi-sono-favole/

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2015/01/22/roberto-pennisi-dna-cosa-nostra-e-ndrangheta-entrano-nel-business-legale-dei-rifiuti-milano-provincia-di-reggio-calabria/

oltre che

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2013/02/07/navi-dei-veleni-il-capitano-natale-de-grazia-tocca-i-fili-e-muore-mafie-massoneria-deviata-e-servizi/

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2013/02/07/navi-dei-veleni-il-capitano-natale-de-grazia-tocca-i-fili-e-muore-mafie-massoneria-deviata-e-servizi/)