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L’ignaro ex vicecapo della Polizia (De Sena), “scudo” per Rosy Canale, pasionaria (caduta) dell’antimafia

L’indagine coordinata dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri – non a caso chiamata Inganno – ha portato all’arresto, oltre che della pasionaria Rosy Canale (si veda su questo blog l’articolo di venerdì scorso) anche l’ex sindaco di San Luca (Reggio Calabria) Sebastiano Giorgi, un altro che sbandierava a destra e sinistra il suo impegno contro le cosche. Giorgi è rimasto sindaco fino al 17 maggio di quest’anno, allorquando giunse la decisione del Governo di sciogliere il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Nell’operazione sono indagati a vario titolo sei soggetti, per associazione per delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione aggravati ai sensi dell’articolo 7 della legge 203/91 (cioè aver agito al fine di agevolare la mafia).

Canale è stata arrestata e mandata ai domiciliari perché accusata di essere coinvolta in truffe e peculato ma senza l’aggravante mafiosa.

Lo dico sinceramente: spero che le accuse cadano perché, oltre al dispiacere che proverei per l’ennesima ferita mortale ad una regione, la Calabria, ormai sul precipizio, sarebbe avvilente constatare che uno dei più fedeli Servitori dello Stato – già capo della Criminalpol, superprefetto a Reggio, vicecapo della Polizia e infine senatore – possa essere stato usato, a sua insaputa, per fini diversi da quelli politici (certo, nulla di penalmente rilevante in questo caso, ma moralmente deplorevole). Se fossero vere le accuse, sarebbero l’ennesima testimonianza che in Calabria, come mai al mondo, è facile restare folgorati, in perfetta buona fede, dalle persone che si professano a parole paladine dell’antimafia e invece, magari, sono un’altra faccia del male. Ancora più infida e pericolosa di quella mafiosa. Un ex pm di Catanzaro di cui non posso rivelare il nome, il 3 dicembre mi disse, al termine dell’operazione Insula nella quale cadde Carolina Girasole, ex sindaco di Isola Capo Rizzuto: «Dottor Galullo, in Calabria, quel che appare non è». Già, ultimamente ne sono sempre più convinto, aggiungo io.

Parlo e scrivo dunque di Luigi De Sena che – come si evince dalla lettura dell’ordinanza firmata il 4 dicembre dal Gip Domenico Santoro – era stato di fatto “arruolato” da Rosy Canale come scudo umano per coprire, al più alto livello locale, i propri comportamenti. Sfido io!

Come scrive il Gip da pagina 433, quelli di Rosy Canale con De Sena e con il suo staff, non sono rapporti sporadici «ma si può affermare con documentale oggettività che il supporto offerto dal senatore De Sena alla Canale si concretizza in un aiuto “a 360 gradi” spaziando tra questioni politiche/istituzionali sino all’interessamento per la partecipazione di calciatori della squadra della Roma per la manifestazione cosiddetta “Andiamo al succo”».

A pagina 455 il gip scriverà che i collegamenti tra Rosy Canale e l’allora senatore del Pd De Sena, si dimostreranno granitici al punto che il senatore assumerà la veste di vero e proprio “mentore” e consigliere della Canale per ogni tipo di decisione che la stessa prenderà, compresa la candidatura alle elezioni regionali del 2010.

LA LUDOTECA

A pagina 458 si legge che la segreteria del senatore De Sena dispensa consigli e supporta Canale in tutte le operazioni di organizzazione logistica della ludoteca a San Luca e non solo.

Nel periodo immediatamente antecedente l’apertura della ludoteca Isola Rosa, Rosy Canale contatta numerosissime autorità, tra cui politici, sia in ambito locale che nazionale al fine di dare ampio risalto alla sua iniziativa. La valutazione dei soggetti a cui rivolgere l’invito viene anche gestita e/o comunque indirizzata dalla segreteria del senatore De Sena e dal dottor P. della prefettura di Reggio Calabria.

Canale, ad un certo punto, riceve una telefonata da parte della segreteria del senatore De Sena, nel corso della quale gli interlocutori fanno commenti sulle personalità che hanno accettato l’invito, criticando invece aspramente chi non presenzierà.

Il dato importante è che anche in questo dialogo Canale parlerà dell’onorevole Giorgia Meloni, allora ministro della Gioventù, la quale, benché le avesse concesso un finanziamento e avesse mostrato interesse per la sua iniziativa, le preannunciò la sua assenza «per altri impegni istituzionali». Il risalto mediatico che Canale stava cercando di dare alla sua iniziativa, rischiava di affievolirsi a causa dell’assenza di molte personalità di grande risalto.

Seguendo questa scelta metodologica – si legge a pagina 475 dell’ordinanza – ritorna il supporto offerto dall’entourage del senatore De Sena a Canale anche per scrivere una lettera dal tono “pungente” da indirizzare al ministro Meloni e all’onorevole Alessandra Mussolini in relazione all’assenza all’inaugurazione della ludoteca.

La lettera è stata scritta e poi “rivista” dal senatore.

 

IN CERCA DI UN POSTO IN LISTA

Nell’indagine vengono registrati una serie di altalenanti rapporti con diversi esponenti politici, da inquadrare nella cura degli interessi privati che Canale, secondo l’accusa, perseguiva, occultandoli dietro il Movimento delle donne di San Luca.

Il 23 novembre 2009 Rosy Canale venne contattata da suo padre il quale la informò di aver appreso da un suo amico candidato alle regionali del 2010 che, durante la convention del nuovo Psi che si era tenuta a Lamezia Terme, lei risultava essere stata indicata come candidata.

Rosy Canale dirà al padre che non potevano candidarla senza il suo consenso e che comunque il senatore De Sena la voleva incontrare perché lei aveva fatto una buona impressione alla senatrice Anna Finocchiaro (conosciuta in occasione dell’inaugurazione della ludoteca). Rosy Canale informò il padre di aver incontrato sia la senatrice Finocchiaro che il senatore De Sena e che entrambi puntavano su di lei.

Il padre di Rosy Canale si compiaque di quanto appreso e consigliò alla figlia di seguire quella strada perché si trattava del primo partito di opposizione.

Canale, quindi, risultava aver dapprima confermato il suo appoggio a tal Saverio Zavettieri ma nel frattempo non disdegnava la possibilità di valutare altre opportunità nelle fila del Pd.

Nell’ottica di sfruttare la propria ribalta mediatica – si legge da pagina 601 – Cana
le
stava cercando di collocarsi all’interno di schieramenti politici, non ancora definiti, in grado di garantirle, in buona sostanza, un remunerativo “posto di lavoro”.

La vicinanza di Canale al senatore De Sena nonché il dialogo con un altro personaggio lascia presumere gli inquirenti che il Pd calabrese fosse interessato all’immagine di Canale per una candidatura per le imminenti elezioni regionali.

 

STRADA IMPERVIA

Da pagina 611 ci si avvia alla conclusione di questo triste capitolo. Nella conversazione del 27 novembre 2009, la segretaria del senatore De Sena informò Rosy Canale sugli sviluppi di un possibile inserimento quale candidata nelle file del Pd per le elezioni regionali in Calabria anche se poi Canale riconsidera la candidatura di Zavettieri, che a differenza di De Sena, era, secondo il suo giudizio, un politico vero.

Ed in effetti il 7 dicembre Rosy Canale riesce a parlare con Saverio Zavettieri al quale conferma la propria disponibilità per la candidatura.

Da pagina 633 le amare conclusioni del gip: «È evidente, ed ormai confermato, come la Canale si muova su più fronti al solo fine di arrivare ad una sistemazione garantita che le permetta di avere uno stipendio. Il dato rilevante è che per fare ciò millanti il suo interesse per l’antimafia o per il sociale dicendo di avere a cuore la situazione delle persone disagiate, quando nella realtà non ha assolutamente scrupoli a prevaricare ogni diritto delle persone che la circondano, come ad esempio le donne di San Luca che con lei hanno aderito al movimento».

r.galullo@ilsole24ore.com