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Bell’Italia/Denuncia del collegio sindacale sulle procedure esecutive: l’Asp di Reggio Calabria paga i creditori senza un perché

Impossibilitato ad esprimere un giudizio sul bilancio. Ad arrendersi di fronte all’evidenza è il collegio sindacale dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, che lo mette  nero su bianco in una lettera inviata il 29 ottobre alla Procura della Corte dei conti e al commissario regionale per il piano di rientro sanitario, cioè Scopelliti Giuseppe.

Nel documento – due paginette – il collegio, presieduto da Luciano Fedele, rileva, fin dalla verifica dei dati di bilancio 2011, l’esistenza della voce “debiti da regolarizzare su pignoramenti assegnati”, esposta per la bellezza di 393,8 milioni.

Questa cifra astronomica rappresenta i mandati di pagamento effettuati ma non ancora contabilmente imputati e regolarizzati, sui creditori che hanno avanzato procedure esecutive.

La cosa fantastica è che il collegio sindacale, non avendo ricevuto il dettaglio dei singoli pagamenti, non è in grado di verificare se il pagamento riguardi solo il capitale o anche gli oneri. Le spiegazioni sono state chieste agli uffici competenti, scrive Fedele, ma risposte zero.

Non è però finita, perché nonostante i solleciti e le riunioni, da fine 2011 a oggi la situazione non è cambiata.

La situazione, insomma, oltre a determinare, scrive sempre il collegio, un’irregolarità contabile e rappresentare una situazione patrimoniale non veritiera, fa si che attraverso le procedure esecutive vengano pagati creditori di cui «non si ha alcun riferimento contabile né l’effettiva natura del debito e della sua effettiva dovutezza».

Brutto e burocratico il termine “dovutezza” che, sburocratizzato, vuol, dire che l’Asp di Reggio non sa se, per quella voce, quel che sta pagando è dovuto o meno.

Il collegio conclude invitando ciascuno a fare la propria parte e assumere ogni iniziativa per regolarizzare contabilmente i pagamenti effettuati con la specifica indicazione dei destinatari e per fornire indicazioni che risolvano il perdurare delle irregolarità contabili.

Per il momento la sola a intervenire è l’opposizione del centrosinistra attraverso il consigliere regionale Demetrio Naccari Carlizzi secondo il quale «valutare i dati contabili dell’Asp 5 di Reggio Calabria come attendibili sarebbe un chiaro azzardo. Ma il tavolo massicci di fronte a tali gravissime certificazioni che cosa fa? I dati inviati al Massicci non sono quelli certificati dai revisori ma quelli del modello Ce ed é qui che emerge il problema. La terza commissione regionale ha più volte invitato a dare spiegazioni la Kpmg, advisor per il piano di rientro dal disavanzo sanitario, che ha risposto di non essere autorizzata per contratto a relazionare sui contenuti delle analisi prestate se non alla struttura commissariale. Questo nonostante venga pagata milioni di euro dalla Regione Calabria. A norma di legge per chi presenta bilanci incompleti o irregolari è prevista la decadenza di diritto senza l’attivazione di procedure. Il direttore generale dell’Asp reggina, che fino ad oggi non si è mai presentata in commissione sanità, per la quale la Procura di Catanzaro ha chiesto l’interdizione dai pubblici uffici, con gravi problemi di compatibilità e presenza dei requisiti per il ruolo ricoperto, rappresenta la punta dell'iceberg di una situazione che non è compatibile con alcuna regola giuridica. Il tavolo Massicci, a questo punto e davanti a certe evidenze, dovrebbe smetterla di usare pannicelli caldi o di far finta di non vedere. Aspettiamo che ciò avvenga. Chiediamo una verifica globale della corte dei conti regionale per i bilanci di tutte le Asp calabresi e delle aziende ospedaliere. È di una gravità inaudita il documento dei revisori dell’Asp reggina. È la certificazione del fallimento del commissario ad acta per il piano di rientro».

L’opposizione fa l’opposizione e ora, dunque, si attende la risposta del Commissario ad acta della Regione per il rientro del debito sanitario, vale a dire il Governatore Scopelliti Giuseppe.

r.galullo@ilsole24ore.com

  • Nicola Conocchiella |

    E’ INCREDIBILE CHE I “POLITICANTI” NOMININO, AD AMMINISTRARE ENTI DI SERVIZIO PUBBLICO, COME LE ASL, NON PERSONE COMPETENTI E CORRETTE, MA “APPARTENENTI” ALLA LORO CORTE, QUASI SEMPRE INCAPACI, CHE POI GESTISCONO QUESTI ENTI, NON SECONDO LE REGOLE DI BUONA AMMINISTRAZIONE, MA…….SECONDO LE PROPRIE “FANTASIE”, GENERANDO SITUAZIONI DISASTROSE, QUASI SEMPRE ILLECITE, PER FAVORIRE, A LORO VOLTA, GLI AMICI COMUNI CON , O SOLTANTO QUELLI DI, CHI LI ABBIA “PIAZZATI”, IMMERITATAMENTE, IN QUELL’INCARICO !!

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