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OltReggio contiguo/7 In 13 mesi un appalto su due del Comune di Reggio Calabria a imprese con controindicazioni mafiose! Valore: 7 milioni!

Ma chi l’ha detto che i prefetti non lavorano? Faticano e come! Certo che una gratificazione – almeno – l’avranno: saranno anche loro iscritti d’ufficio nella mitica, mitologica e rutilante “cricca” che sta assalendo Reggio e la Calabria tutta perché manovrata da oscure forze del male, dietro le quali, presumo, si agiti la Spectre internazionale.

Facendo parte della cricca (senza che io sapessi di farne parte lo ha pubblicamente rivelato mesi fa al globo terracqueo Ciccio-Peppe Scopelliti) ho una proposta da fare: ma perché – ora che siamo stati, oddio, scoperti – non ci riuniamo tutti in un Palazzetto dello sport (presumo che da qui alla riunione le truppe della cricca iscritte d’ufficio saliranno ma si accettano anche candidature di iscrizione che saranno girate per il vaglio direttamente al Governatore) e non nominiamo un presidente, una cda, che so, un tesoriere. Magari ci facciamo consigliare qualche nome da chi ha affossato i conti dei Comuni calabresi. Non è un’idea geniale?

Criccaroli di tutto il mondo, uniamoci! Ho già pronto il logo (“Cc&A”, che sta per “Criccaroli calabresi e affini”) e lo slogan: “Cricca anche tu per una Calabria migliore”. Oppure, guagliò, un altro che è uno spettacolo: immaginatevi un cartellone con un mouse e un pc nel cui schermo c'è l'immagine del Municipio di Reggio Calabria e la mia faccia a lato (ma potrebbe esserci quella di Lucio Musolino del Corriere della Calabria o di Enrico Fierro del Fatto Quotidiano o di qualche pm che sta rivoltando le sacche decennali di impunità) che sbuca, fa cucù e dice: "Cricca qui per rendere migliore il tuo domani". Che ne dite? Ma il concorso di idee è aperto…Volendo possiamo fondare un partito, una banda musicale, un circolo di cricket, una sala da the, un presidio per disturbati mentali.

Possiamo conquistare il mondo con le nostre doti paranormali: facciamo parte di una cricca e non lo sappiamo! Geniale!

QUEI “CRICCAROLI” DELLA COMMISSIONE

Prendete i “criccaroli” che hanno avuto l’ingrato compito di coordinare il lavoro della commissione la cui relazione è stata alla base dello scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Poveretti, per avere l’elenco delle opere pubbliche avviate dall’amministrazione nel biennio 2011/2012 hanno dovuto faticare e non poco! Lo dicono loro, mica io! Ma ci pensate ragazzi: i “criccaroli” della Commissione hanno dovuto faticare per avere quanto dovrebbe essere più trasparente di acqua sorgiva, più chiaro della luce, essendo il Comune la “casa” dei reggini!

Leggete, leggete qui“Alla luce degli elenchi fomiti dai settori di interesse, da ultimo con nota n. 97009 in data 15/06/2012, a seguito di numerose ripetute sollecitazioni derivanti da parziali riscontri – si legge testualmente nella relazione – risulta un numero ridotto di lavori pubblici per lo più sotto soglia comunitaria”.

Ripetute sollecitazioni derivanti da parziali riscontri”: capite da che parte stanno i veri “criccaroli”?

E come sono stati assegnati i lavori? Con gara? Maddeche…” Con “prevalente, frequente ricorso” ad affidamenti con procedura negoziata – trattativa privata (132 su un totale di n. 254 affidamenti dal gennaio 2010 al 28 marzo 2012) e affidamenti diretti (76). La commissione ha poi acquisito l’elenco dei contratti stipulati dall' Amministrazione comunale dal 10 maggio 2011 al 29 febbraio 2012, ritenendo necessario approfondire la natura dei rapporti intrattenuti con i soggetti destinatari delle somme per lavori, servizi o forniture nonché accertare se i destinatari fossero in rapporti di contiguità con sodalizi criminali.

Nella sostanza ha avuto modo di constatare come la gran parte delle procedure negoziate (cioè, gestite attraverso il sistema della trattativa privata e del cottimo fiduciario) e degli affidamenti diretti risultasse appannaggio di un ristretto numero di ditte, molte delle quali presentavano collegamenti diretti ed indiretti con cosche locali.

Più precisamente, la Commissione di indagine ha potuto rilevare che quasi il 52% delle procedure di affidamento(132 su n. 254 procedure di affidamento) è stato effettuato attraverso forme negoziate (cioè trattativa privata e/o cottimo fiduciario).

A loro volta, la maggior parte di tali procedure negoziate (70 su n. 132 affidamenti, pari al 53%) si è conclusa con l'aggiudicazione ad imprese locali, con controindicazioni di tipo mafioso. “In termini di valore, ciò significa che a tali imprese, attraverso procedure negoziate svolte dal 10 gennaio 2010 al 31 marzo 2012 e dunque con un minore livello di trasparenza e pubblicità rispetto alle gare aperte – si legge testualmente nella relazione – risultano assegnati ben 6.927.923,00 euro sui 12.988.629,00 impiegati dal Comune mediante queste procedure di affidamento”.

Quanto agli affidamenti diretti, si registrano nel periodo di interesse (dal 1/1/2010 al 29/02/2012) 76 affidamenti diretti su n. 254 (pari a circa il 30%). Di tali 76 affidamenti diretti, 30 sono stati assegnati a ditte con controindicazioni di tipo mafioso (pari al 39%). “Il che significa, in termini di valore, che tali imprese risultano beneficiarie di circa 923.976 euro sui 2.270.484 impiegati dal Comune per affidamenti diretti”, si legge testualmente nella relazione.

Dagli atti esaminati dalla Commissione di indagine, emerge come il sistema di affidamenti pubblici ha consentito di selezionare, secondo rotazione, le stesse imprese (con controindicazioni di tipo mafioso, che sfuggono alle cautele antimafia, trattandosi di contratti sottosoglia), che si sono aggiudicate circa il 64% degli affidamenti gestiti dal Comune di Reggio Calabria, pur con procedure negoziate che però, esaminate singolarmente, risultano per lo più esenti da gravi irregolarità.

E' appena il caso di osservare come il sistematico affidamento alle medesime imprese di lavori, forniture e servizi – nota amaramente la Commissione prefettizia – abbia determinato naturalmente l'estromissione di fatto di altri operatori economici, assicurando alle stesse un ruolo di riferimento esclusivo nel reclutamento della manodopera, nell' acquisto di materiali, nel noleggio di mezzi e all'acquisto di servizi vari”.

Direi che per il momento può bastare. Dandovi appuntamento a domani, sabato 20 ottobre, per una nuova puntata in cui vedremo che al Comune di Reggio Calabria manca, secondo il giudizio della “Commissione prefettizia criccarola”, l’abc del codice antipenetrazione mafiosa nel mondo degli appalti, vi lascio dicendovi che la Commissione prefettizio/criccarola di indagine ha anche enumerato con tanto di nome e cognome il numero delle imprese che hanno un livello di contiguità con le consorterie criminali. Sapete quante sono? No? Ve lo dico io: 31!

Buona vita criccarò!

4 – to be continued (le precedenti puntate sono state pubblicate il 16, 17 e 18 ottobre)

r.galullo@ilsole24ore.com