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La lucida sfida del boss Peppe De Stefano al pm Giuseppe Lombardo: “Me lo dica lei chi comanda a Reggio Calabria”

"Dottore me lo dica lei chi comanda a Reggio!" Se ci fosse un premio internazionale per l'umorismo giudiziario se lo aggiudicherebbe senza dubbio alcuno Peppe De Stefano from Archi, Reggio, Italy.

Rivolto al pm Giuseppe Lombardo nel carcere milanese di Opera, il sense of humor di Peppe De Stefano esprime il meglio il 20 aprile 2011.

Nell'interrogatorio De Stefano non cede di un millimetro all'accusa e – se è vero che il diavolo si nasconde nei dettagli – è straordinario il fatto di questa continua "sfida" a Lombardo che appartiene solo a chi sa di poterla sostenere."Me lo dica lei chi comanda"…Una sfida che dura per tutto l'interrogatorio.

Così come straordinario è che insista – anche di fronte a Giuseppe Pignatone – a dire che la cosca è finita. Morta. Sepolta, come i cadaveri che purtroppo sono rimasti come memoria delle più o meno palesi guerre di mafia in Calabria.

Leggete qui in questo poker servito di articoli (più sorpresa finale) che sto dedicando alle sue deposizioni, di cui questa è la terza "mano" (per gli altri due post si vedano in archivio i servizi del 31 luglio e 1° agosto).

MORTI NEL '77

De Stefano– io sono così..questo io vi posso dire a lei e al dottore Pignatone sono qua sono questo e vi assicuro che in certe schifezze non sono mai entrato e spero di non entrarci mai malgrado stia pagando assai dottore, sto pagando assai…e oggi vorrei solo tanta ma tanta serenità e legalità per i miei figli perché io non posso averla più ma serenità almeno per loro e un giorno se finirò di scontare la mia pena vivermi sti creature per le quali..basta non voglio nient’altro. Non c’è mania di grandezza perché le manie di grandezza noi la mia famiglia conosciamo meglio di altri cosa voglia dire sofferenza dovuta ad un nome ad una grandezza ad una storia. Dottore dopo che abbiamo visto quello che abbiamo visto..

Lombardo– fino a quel famoso tredici ottobre lei dice

De Stefano– il sette novembre 77, il 24 novembre 74, il tredici ottobre 85,

Lombardo– è finita lì?

De Stefano– per me si, per me dottore nel modo più assoluto..c’è secondo lei io posso minimamente pensare di far passare a mio figlio quello che ho passato io?

Lombardo– no

De Stefano– dottore Lombardo

Lombardo– non mi pare che nessuno questo lo abbia neanche…

De Stefano– me lo sta dicendo faccio la domanda a me stesso, faccio la domanda a me stesso..è vita quella di non vedere i propri cari per anni di combattere e stressare voi per fare un colloquio con i bambini senza vetro..cioè è vita questa?

CHI COMANDA?

Ed ecco la parte in cui il sorriso – tipico dell'humor riflessivo – si apre sulla bocca di chi legge: la parte in cui la storia racchiusa in una stanza di un carcere prova a capovolgere le vite. Nel gioco delle parti chi carnefice è si erge a vittima ma chi Stato è regge botta e non arretra. Basta tenere le posizioni ed è già vittoria.

Lombardo– e chi comanda a Reggio?

De Stefano– dottore chi comanda a Reggio? che domande mi faciti..dottore Lombardo chi comanda a Reggio?

Lombardo– eh

De Stefano– e ve lo devo dire io? Me lo potete dire voi

Lombardo– lo chiedo a lei ed ha diritto di non rispondere

De Stefano– no, no perdonate il..

Pignatone– può dire che non lo sa

De Stefano– non lo so come vi posso dire chi comanda a Reggio dottore…io vi posso dire cosa ho fatto io e perché mi sono dato alla latitanza, che magari uno si pensa che mi sono dato alla latitanza per comandare a Reggio…nel modo più assoluto

V.M.– scusatemi io credo che la cosa vi stia più volte..

De Stefano– mi avete fulminato con quella domanda dottore…chi comanda a Reggio…ha fatto una domanda bellissima

V.M.– è che sui fatti specifici poi a lui..a lui e alla sua famiglia non lo trovate…lui è il coperchio, chiunque parla, chiunque dice lui è il capo supremo

Lombardo– si avvocato penso che sia un tema totalmente sviscerato a fondo

V.M.– lo ha detto in maniera..

Lombardo– si, si, si

De Stefano– ma non che lo voglio come mia difesa

Lombardo– ma lei..lei

De Stefano– ma nascondermi dietro

V.M.- ho notato il fatto delle bombe senza Lo Giudice..

De Stefano- dottore Lombardo nascondermi dietro i miei morti, dottore Lombardo nascondermi e nascondere le mie malefatte dietro i miei morti sarebbe veramente..sarei, apparterrei alla feccia dell’umanità, non sarei degno di essere padre, di essere vivo e di essere qui davanti a voi dottore Lombardo non c’è…non c’è sto Angelo Chirico con la riforma industriale, non ci sono le cariche istituzionali di Fiume, non ci sono i privilegiati anzi possiamo essere i più emarginati come dice Moio i privilegiati…qua ci sono dal 1985 che abbiamo ndranghete e compagnie belle da un lato e inquirenti dall’altro perché il primo 416 bis me l’hanno fatto a sedici anni e che a voi risulta perché mi accompagnavo in motoretta con i latitanti e chi erano i latitanti? I miei compagni di classe del centro sud Flaminio cioè andiamo alla storia di Giuseppe De Stefano. Dottore Lombardo che poi nel 2003 dovevo fare cinque anni di carcere..perché quando leggo che la famiglia De Stefano è andata in fibrillazione sulle dichiarazioni di Fiume io posso fare solo il sangue amaro perché non è vero niente. L’ho spiegato io

E sulle fibrillazioni della cosca De Stefano entreremo nel dettaglio nelle prossime ore.

r.galullo@ilsole24ore.com

 

3 – to be continued

(le precedenti puntate sono state pubblicate il 31 luglio e il 1° agosto)