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Il boss Peppe De Stefano: “‘Ndrangheta? La conosco perchè leggo i giornali – Nessuno mi ha mai cercato per farne parte”.

 

Peppe De Stefano, boss di 'ndrangheta che appartiene ad una cosca che Reggio e la Calabria in pugno ha, non sa cos è la 'ndrangheta. E lo ribadisce nell'interrogatorio che rende il 20 aprile 2011 nel carcere milanese di Opera davanti ai pm Giuseppe Pignatone e Giuseppe Lombardo.

 

A domanda risponde così: "io di ndrangheta conosco quello che ho letto negli atti processuali e quello che ho letto nei giornali". E ancora: "io di ndrangheta non ho mai avuto a che fare e nessuno, nessuno si è mai avvicinato alla mia persona a dire vuoi fare parte della ndrangheta o meno ma una volta dottore, una volta…".

Lui capo? Lui "crimine"? Lui mammasantissima? Ma quando mai! Tutto quel che si dice lui è condizionato – a suo dire – dalle dichiarazioni del pentito Nino Fiume. E sapete perchè cari lettori? Ecco il perchè: "Non sono mai stato capo della famiglia De Stefano, non sono mai stato boss delle estorsioni dottore..non ho mai avuto la possibilità di comprare una palazzina, una casina, un appezzamento di terreno".

Lui, che secondo le accuse ha costituito un sistema estorsivo che passa solo ed esclusivamente dalle autorizzazioni e della geografia criminale della cosca a lui riconducibile, non solo non è un criminale ma addirittura ha la faccia tosta di dire che la cosca è morta almeno dal 77.

IL SISTEMA

Lombardo  ovviamente ci crede ed infatti gli dice: "Perché le ho fatto quelle domande su suo padre e i suoi zii? Perché ovviamente ritengo di aver capito qual è il filo conduttore del suo discorso e cioè che la cosca De Stefano finisce con suo padre. E' così?".

De Stefano risponde che è proprio così. E' proprio così. Lombardo continua a credergli e lo capirete dal dialogo che segue.

De Stefano – la verità è questa

Lomabardo – allora se questa è la verità

De Stefano – si

Lombardo – come è possibile..

Basterebbe già questo per stroncare qualunque discorso ma visto che Lombardo gli crede, da gran signore risponde: "no, no lasciamo perdere altre vicende". E prosegue così. 

 Lombardo – no, no perché sarebbe veramente..se lei vuole parliamo, parliamo per giorni ma qui c’è una contestazione ben precisa..io le chiedo come è possibile che accanto a quello che dice Fiume ci sono tutta una serie di conferme esterne prima acquisite andando come le ho detto prima a recuperare materiale che proviene da altre indagini anche intercettazioni ma non solo e poi dal settembre 2010 ci sono tre collaboratori di giustizia che parlano dei De Stefano e parlano di lei. Come si concilia quello che lei sostiene voglio dire che la cosca sia finita con la morte di Paolo..?

De Stefano– si l’intercettazione mi dovrebbe aiutare a ricordare

Lombardo – quelle di cui abbiamo parlato prima

De Stefano – di Pellicanò e basta

 Lombardo – in questo contesto..

De Stefano– in questo contesto abbiamo solo Pellicanò perché giustamente..

Lombardo– però io la prego voglio dire lei non ha bisogno di consigli

De Stefano– no, no

Lombardo– perché ha i suoi avvocati…di non trascurare voglio dire quattro o cinque dichiarazioni di collaboratori di giustizia

De Stefano– io non le trascuro per carità..io lì ho fatto forse l’errore di mettere a confronto con Fiume perché siccome..

Lombardo– perché lei con Fiume avendo il rapporto di cui ha parlato

De Stefano– no, no cerco di non farmi prendere dal..io li mettevo a confronto con Fiume perché? Nell’ordinanza di custodia cautelare Meta per quello che capisco io

Lombardo– si

De Stefano– la fonte primaria era Fiume dottore perché..

Lombardo– certo

De Stefano– per quello che capisco io

Lombardo– io le ho spiegato

De Stefano– perché poi c’è stato Chirico e c’è Chirico io non riesco a spiegarmi perché è andato da sto Pellicanò a dirgli delle estorsioni di comprare due bottiglie di Don Perignon che si cacciau u penseru cu l’estorsioni

Lombardo– ma non è quello importante per lei

De Stefano– non arrivo a capire io..non arrivo

Lombardo– non è quello importante

De Stefano– come non arrivo all’estorsione Marino dottore

Lombardo– l’importante di quella intercettazione è il passaggio in cui Chirico

De Stefano– si

Lombardo– praticamente parla riferendo diciamo ad una riforma mi passa questo termine

De Stefano- si, si

Lombardo– che avrebbe fatto lei

De Stefano – aspetta..

Lombardo– del regime delle estorsioni sulla città come un regime ormai codificato..quello è l’aspetto importante

De Stefano– e io posso solo difendermi come? Perché non posso difendermi con Chirico dottore Lombardo, mi posso difendere portandovi i riscontri sempre processuali che contraddicono Chirico perché quando Chirico dice..

Lombardo– e quali sarebbero ce ne sono già?

De Stefano– come non ci sono..le estorsioni le faceva…mi avete contestato le estorsioni a me da ventimila euro al mese, le estorsioni contestate come vi ho detto a..

Lombardo– lei si riferisce all’estorsione Tegano

De Stefano– l’estorsione Tegano, l’estorsione a Cesare gelati, i danneggiamenti che venivano fatti..l’estorsione Malavenda cioè signori miei..tutto questo..perdonatemi dottore dov’è sta riforma che ho fatto io?

Lombardo– lei ha visto i passaggi e le dichiarazioni di Moio?

De Stefano – si

Lombardo– ed io prima le ho fatto accenno a quel discorso del tre capi locale

De Stefano– si

Lombardo– perché lui ha detto non può esistere un locale

De Stefano – no

Lombardo– con tre capi

De Stefano– no l’ho spiegato dottore Pignatone..dottore io ho letto negli atti da collaboratori e altro che c’è un locale con un capo locale

Lombardo– ma l’ha letto in questa indagine o in altre indagini?

De Stefano– no ho letto versione Crimine in questa indagine ho letto Iannò che dice che il locale è chiuso ad Archi perché capo locale è Gallico cioè..

Lombardo– Ma lei si è soffermato sui passaggi in cui Moio a mia domanda spiega perché ad Archi ci sono tre capi locale

De Stefano– tre..si perché sono tutti importanti..è impossibile dottore non esiste dice..

Pignatone– questo lo dice anche Lo Giudice

De Stefano– dirà che ci sono tre capi locali?

Pignatone– che ad Archi..

Lombardo– che ad Archi c’è una situazione anomala

De Stefano– si, si, si no che poi tutti i collaboratori dicono tutti Lo Giudice e Moio parlano di divisioni a tre questo sto dicendo De Stefano Condello Tegano

Lombardo– e dicono anche un’altra cosa che coincide con quello che sostanzialmente dice Fiume

De Stefano– che non mi danno nessun ruolo a me questo è pure vero

Lombardo– chi?

De Stefano– Lo Giudice non mi dà nessun ruolo

Lombardo– Lo Giudice diciamo la colloca al vertice

De Stefano– Moio..Moio dice..

Lombardo– la sistema ma non le dà un ruolo

De Stefano– dice solo è capo della famiglia basta ma non dice è capo perché Orazio o perché Fiume..dice solo è il capo della famiglia e non dice né come lo sa..non andiamo avanti

Lombardo– vede De Stefano sarebbe stato estremamente sospetto se ci fosse stato una sovrapponibilità piena su tutti i punti

De Stefano – dottore si, si, si..io se so..se l’argomento certe volte non si riesce a sviluppare perché ci manca magari Moio o ci manca Fiume qui presente perché dottore Pignatone queste cose che io sto dicendo al dottore Lombardo di solito le porterei..le portavo a processo per discuterne davanti a dei magistrati ma siccome nei confronti del dottore Lombardo e vostri voglio fare la massima chiarezza perché veramente la situazione è insostenibile nel senso di..sono d’accordo che c’è Chirico c’è Moio c’è Lo Giudice c’è Fiume ce ne saranno tanti altri collaboratori..la cosa che vi posso assicurare è che non c’è da parte mia alcuna né mentalità né attività e né pensiero criminale dottore Lombardo nel modo più assoluto.

E al termine dell'interrogatorio, rivolgendosi a Pignatone, De Stefano dice: "ho detto al dottore Lombardo quando ci siamo seduti questa carica di capo crimine non mi appartiene dottore Pignatone e non mi appartiene la carica di capo crimine e né alcun potere sulle cosche della città o sulle riforme se ci sono state fatte riforme nella città…non mi appartiene"

A domani con nuove strabilianti "innocenze" dopo aver appreso, con quanto descritto oggi, che nessuna riforma delle estorsioni e del potere oppressivo a Reggio dipende dalla cosca De Stefano. Ah dimenticavo: abbiamo scoperto che di 'ndrangheta ne legge sui giornali e che nessuno l'ha mai cercato per "ingaggiarlo"….Quanti talenti sprecati!

r.galullo@ilsole24ore-com

2 – to be continued

 

  • antonello Iovane |

    so che non c’entra nulla ma mi devo liberare e dirlo ovunque sia possibile, in tutti i luoghi liberi…Ma di cosa stiamo parlando?…La corte dei conti delibera che il comune di lamezia viola sistematicamente principi contabili, da intercettazioni telefoniche emerge che consiglieri comunali di Lamezia pagavano tramite il sostegno dei mafiosi 30 euro a voto…però…eh però il New York Time parla di Trame, abbiamo dato la cittadinanza onoraria a Josè Graziano da Silva e il sindaco è fiero di essere invitato a convegni nazionali…ma di cosa stiamo parlando?!?!?!? SVEGLIA LAMEZIA SVEGLIA

  • bartolo |

    beh…galullo, paradossalmente, de stefano potrebbe dire la verità, se si considera che a capo della decisione del superamento della ndrangheta c’è stata proprio la sua famiglia e non i valorosi pp.mm. arrivati molto ma molto in ritardo e con le reti a strascico. almeno questo mi suggerisce la mia esperienza trascorsa grazie a venti anni di processi e transito per le indegne carceri dello stato, nonostante l’impegno lavorativo nel sociale, lontano anni luce dagli affari che si facevano indisturbati, all’interno della pubblica amministrazione, giudici, politici e criminali del malaffare.

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