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Sorical Calabria: l’on. Napoli si rivolge al Governo, il coordinamento Bruno Arcuri scrive al blog e diffida la Regione

Il giorno dopo in cui l’onorevole Angela Napoli si rivolge al Governo con un’interrogazione sul caso Sorical e nei giorni in cui, su questo blog, dedico decine di servizi e contributi (l’ultimo, gradito, quello del consigliere Pd Mario Maiolo) sull’operazione Ceralacca, con la quale la Procura di Reggio Calabria e la Gdf scoperchiano un verminaio che chiama in causa anche la Sorical, la mia casella di posta elettronica (r.galullo@ilsole24ore.com) riceve una lettera del Coordinamento calabrese Acqua pubblica “Bruno Arcuri”.

Mi sembra un contributo che – seppur viziato da forzature – è molto interessante soprattutto per il filo rosso che lo attraversa: la gestione del servizio idrico in Calabria sarebbe un enorme imbroglio. Una matassa di illegalità con costi occulti, transazioni finanziarie poco chiare, connivenza della politica nella mangiatoia, finanziamenti mai realizzati e via di questo passo. Ovviamente sarebbe graditissimo che Sorical – attraverso il presidente Sergio Abramo o chi per lui – prendesse posizione su queste analisi critiche e, più in generale, su quanto Procura e Gdf stanno portando alla luce.

Questo umile e umido blog che tanto dà fastidio ai potenti (a partire dall’olezzosa classe dirigente calabra) è sempre pronto ad ospitare contributi di chiarezza atteso che la verità – come pure pretende il Coordinamento Bruno Arcuri di svelare – non è di questo mondo-

Buona lettura

La lettera del Coordinamento Acqua pubblica Bruno Arcuri

Egregio dottor Galullo,

vorremmo dare un contributo al dibattito che sta animando il suo blog, soprattutto per ripristinare la verità in un momento nel quale tutti in Calabria sembrano scoprirsi paladini dell’Acqua invocando, a gran voce, le commissioni d’inchiesta.

La commissione d’inchiesta è un passaggio necessario laddove la politica non è stata in grado di dare risposte chiare e di difendere un bene che appartiene a tutti i calabresi; d’altra parte la politica non poteva dare risposte chiare perché la società Sorical spa ha realizzato una assoluta compartecipazione degli schieramenti “opposti”.

Concepita da un governo regionale di centro-sinistra (giunta Meduri) la società mista Sorical spa ha visto la luce con una giunta di centro-destra (Chiaravalloti), per poi continuare con una giunta di centro-sinistra (Loiero) fino all’attuale di centro-destra (Scopelliti).

C’è molto di partitico (la politica è un’altra cosa) in questa società mista, dai presidente delle Province calabresi (di entrambi gli schieramenti) al presidente della Sorical espressione “partitica” di maggioranza; ma a parte questa presenza “istituzionale” i partiti sono stati assenti.

Il nostro Coordinamento è stato sempre in prima linea, pagando in prima persona l’impegno civile, denunciando le tante zone d’ombra nella gestione delle acque in Calabria; è quindi senz’altro utile fare chiarezza, soprattutto per quanto letto sul suo blog, su quanto accaduto nella nostra regione cominciando dall’inizio…

La gara per la gestione degli acquedotti esterni (altra anomalia tutta calabrese quella di frammentare il servizio idrico) fu vinta da un raggruppamento di imprese costituito da Acquedotto Pugliese Spa e Enel Hydro Spa che, tra gli impegni “congiuntamente e solidalmente assunti”, avevano una fideiussione di 400 miliardi di lire a garanzia dei futuri investimenti.

La fideiussione fu importante per la scelta del socio privato nella società mista Sorical Spa., basta leggere quanto riportato in un articolo di stampa dell’epoca “… si chiama Sorical spa e gestisce centinaia di milioni di euro pubblici, stanziati dalla Regione, dal governo e soprattutto dall’Unione Europea. Quando nacque, dopo un parto un po’ complicato, in Calabria la politica festeggiò alla grande. L’allora socio privato, l’Enel guidata da Paolo Scaroni, già importante compagno d’affari dei fratelli Pisante, aveva messo sul tavolo 400 miliardi di lire, a garanzia dei futuri investimenti. Tecnicamente si chiama fideiussione e fu la carta ritenuta vincente per aggiudicarsi il ghiotto affare delle acque calabresi.” (Manifesto, 1° settembre 2008).

Ma ad un certo punto i 400 miliardi svaniscono nel nulla, nello stesso articolo si può leggere “ … l’Enel intanto lascia l’affare acqua e passa tutto alla multinazionale francese Veolia. Oggi dei 400 miliardi di lire di garanzia si sono perse le tracce. Mai ritrovati, dice Luigi De Magistris negli atti della sua indagine sulla gestione della Sorical, una delle ultime inchieste che ha firmato come pm a Catanzaro”.

La Sorical inizia la gestione degli acquedotti il 1° novembre 2004 e poco meno di mese dopo, il 22 dicembre, Paolo Scaroni, amministratore delegato del gruppo elettrico Enel, annuncia la cessione delle attività nel settore dell’acqua ed il passaggio di Enel Hydro ai francesi di Veolia; ovviamente assente “ingiustificata” la politica calabrese.

La Sorical Spa non solo non ha depositato il denaro a garanzia, ma ha anche acceso un mutuo di 240 milioni di euro con la Depfa Bank, sotto forma di derivato finanziario.

La Depfa Bank, insieme ad altri istituti di credito, è stata rinviata a giudizio nel marzo 2010 dal gup del tribunale di Milano, Simone Luerti, con l’accusa di truffa aggravata ai danni del Comune di Milano a seguito di una operazione in derivati.

Per tali motivi il nostro Coordinamento ha chiesto più volte di sapere chi sia il garante di tale operazione finanziaria ma, a tutt’oggi, nessuna risposta certa è stata data.

Il timore è che la garanzia sia stata prestata anche dalla parte “pubblica” della società Sorical Spa e cioè dalla Regione Calabria : questo significherebbe che il mutuo grava su tutti i cittadini calabresi.

E c’è un precedente che non fa dormire sonni tranquilli, quello relativo alla società gemella della Sorical spa che gestisce il servizio idrico nell’Ato4 del Lazio meridionale, ovvero Acqualatina spa.

Le due società-gemelle hanno lo stesso socio privato, la multinazionale francese Veolia, ed hanno acceso un mutuo con la stessa banca, la Depfa Bank; la Sorical spa di 240 milioni di euro ed Acqualatina Spa di 114,5 milioni di euro (in data 23 maggio 2007).

Per accedere al mutuo, Acqualatina Spa ha dovuto concedere il pegno su almeno il 67% delle azioni, ovvero sui due-terzi del capitale; il socio privato ha garantito il 49%, mentre per il restante 18% circa la garanzia è stata fornita dai Comuni.

Altro capitolo è quello degli investimenti.

Nella “Convenzione per l’affidamento in gestione degli acquedotti regionali della Calabria e del relativo servizio di erogazione di acqua p
er usi idropotabili” sottoscritta il 13 giugno 2003 la Sorical spa si impegnava a finanziare investimenti, entro i primi 5 anni di gestione, per un importo di 98,6 milioni di euro.

Il Coordinamento Bruno Arcuri ha più volte chiesto che venisse reso pubblico l’elenco dei finanziamenti realizzati in maniera tale che i cittadini ne venissero informati; anche in questo caso non è stata data  nessuna risposta né ci risulta che altre Istituzioni siano state in grado di conoscere gli investimenti realizzati nei Nostri acquedotti.

Le zone d’ombra sono tante ma forse la più eclatante è quella relativa alla tariffa applicata ai Comuni calabresi, assolutamente illegittima come confermato nello scorso mese di dicembre dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Calabria.

La questione di per sé è tutto sommato semplice. La normativa nazionale prevede che per situazioni come quella calabrese, dove non è ancora entrato in vigore il cosiddetto metodo “normalizzato”, la determinazione della tariffa idrica spetta al Cipe; ma soprattutto prevede che gli adeguamenti tariffari sono competenza esclusiva del legislatore statale.

Tale esclusiva competenza è stata ribadita ultimamente dalla Corte Costituzionale con l’emanazione di ben tre sentenze (n.246/2009, n.29/2010 e la n.142/2010), riprese dalla Corte dei conti della Calabria (deliberazione n. 388 del 30/06/10). L’Alta Corte afferma, in sostanza, che non solo la competenza è del legislatore statale ma che alle Regioni è preclusa ogni attività in relazione agli adeguamenti tariffari del settore idrico.

In Calabria invece gli adeguamenti tariffari sono stati stabiliti con delibere regionali, quindi assolutamente in maniera illegittima; il nostro Coordinamento ha indicato il maggior esborso da parte dei Comuni calabresi, a tutto il 31 dicembre 2008, in circa 30 milioni; soldi pagati in più dai Comuni e sottratti ad altre finalità, per esempio quelle sociali e di solidarietà in una regione che ogni giorno deve fare i conti con una crisi sempre più devastante.

E’ paradossale che una situazione di illegittimità acclarata sia ancora in piedi e che i rappresentati dei partiti in Calabria non riescano a far nulla; in verità ai Comuni che non riescono a pagare l’acqua vengono proposti e sottoscritti degli atti di transazione con scadenze decennali e addirittura, è il caso del Comune di Acri (provincia di Cosenza), viene stabilito, nella transazione, che la Sorical SpA “… ceda in tutto o in parte a terzi i crediti verso il Comune” : fatto di una gravità assoluta che consegna il Comune, e quindi i cittadini, nelle mani di creditori che, ovviamente, realizzeranno profitti nella riscossione del credito.

Ma quando vengono proposti questi atti di transazione ci si ricorda che il socio di maggioranza assoluta (53,50%) della Sorical Spa è la Regione Calabria? I rappresentanti dei partiti presenti in Sorical cosa ne pensano di questo?

Le problematiche prima descritte, insieme ad altre, sono state denunciate dal Coordinamento e tutti, sottolineiamo tutti, in Calabria ne sono al corrente ma nessuno interviene.

Sabato scorso il nostro Coordinamento, da sempre da parte dei Cittadini che ben lo hanno compreso partecipando numerosissimi a qualsiasi iniziativa a difesa del Bene Comune, presso la sala del Consiglio Comunale di Catanzaro ha tenuto una conferenza stampa per lanciare la diffida formale alla Regione Calabria, con richiesta di riscontro entro 90 giorni, per chiedere il ripristino della legalità nella gestione dell’acqua in Calabria.

Coordinamento calabrese Acqua pubblica "Bruno Arcuri"

8 –(le prime puntate sono state pubblicate il 16, 19, 21, 22, 26 e 28 e 29 marzo)

r.galullo@ilsole24ore.com

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