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Dda di Napoli: i Casalesi usano gli schermi sammarinesi per far perdere le tracce del denaro sporco

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Leggo in queste ore – dalla sempre ben informata Informazione di San Marino che con i colleghi Oddone e Fabbri svolge sempre egregiamente il lavoro – che ci sono e ci sarebbero stati interrogatori di alcuni indagati nell’indagine “Il Principe e la ballerina” della Dda di Napoli. Leggo altre due cose: ciascuno starebbe tentando di alleggerire la propria posizione o addirittura quella di altri e che San Marino reagisce come al solito mettendo la testa dentro la sabbia. Uno “struzzo politico-istituzionale” che poi si domanda ancora come mai la comunità internazionale guardi con diffidenza ai loro micro-passi (annunciati) sul viale della trasparenza e della collaborazione. Per fortuna però Maga Maghella ha portato sul Titano una Commissione parlamentare antimafia e un Osservatorio. Chissà che Babbo Natale non porti anche un “rilevatore automatico di mafiosi” inventato dal genio di qualche ingegnere della Silicon Valley.

Mentre il Titano dorme, i Casalesi fanno – come in larghe parti d’Italia – il bello e il cattivo tempo.

Dopo quel che vi ho raccontato ieri su questo blog (rimando al servizio), ecco altri particolari sul ruolo di San Marino nella presunta associazione camorristica che voleva investire e riciclare soldi sporchi in un centro commerciale a Casal di Principe.

Sempre secondo l’accusa, l’imprenditore Nicola Di Caterino, Francesco Cavaleri e Flavio Pelliccioni, con altri soggetti, “fittiziamente intestavano denaro di loro pertinenza e quindi nella loro effettiva disponibilità provento della frode, ai soggetti fisici e giuridici” anche di San Marino da cui poi venivano girati a soggetti che terzi che li portavano all’incasso.

Dunque la magistratura partenopea scopre in realtà una serie di soggetti che incassano per girata gli assegni fittiziamente intestati a Ifi e Dsm, i principali schermi utilizzati per fare sparire le somme lucrate da Unicredit ben sapendo, secondo l’accusa, di agevolare il clan dei Casalesi, soggetto economico e criminale alle spalle di Vian srl, l’impresa che avrebbe dovuto tirar su il centro commerciale.

Si tratta di una ulteriore dimostrazione dell’attività di fittizia intestazione svolta da Francesco Cavaleri che – sempre secondo l’accusa non pago  di occultare i beni dietro lo schermo di  società con sede a San Marino – utilizzava ulteriori schermi per fare perdere le tracce del denaro, destinandolo a soggetti ancora più lontani dalla vicenda in questione. Per costoro – e cioè per gli ulteriori e finali destinatari degli assegni – la Procura di Napoli sta approfondendo le indagini.

Nella lista c’è di tutto, comprese persone sottoposte a misure cautelari restrittive nonché a comunicazioni di notizia di reato per truffa, falsità commessa da privato, contraffazione, ricettazione, sostituzione di persona, rapina, violazione della legge sugli stupefacenti e, per finire, associazione a delinquere.

I rapporti con San Marino escono da ogni pertugio, come testimonia una sintesi, della documentazione sequestrata presso la filiale di Roma Tiburtina della Unicredit Banca d’impresa nel novembre 2008. Dalla “copertina 3 cartellina 4 fogli 35 e seguenti” gli inquirenti trovano un fax con intestazione “Ifis Sa inviato a Unicredit Banca con comunicazione di richiesta di accredito di euro 500.000/00. Testualmente: “come da accordi intercorsi con il dottor Mauro La Rocca, siamo con la presente a trasmettervi le coordinate bancarie sulle quali far pervenire un pagamento pari a euro 500.000/00…..”.  Segue, il 30 gennaio 2007 analogo fax con le indicazioni bancarie della Euro Commercial Bank di San Marino su  cui sono stati incassati numerosi assegni.

La Procura perde il conto di quanti soggetti – coinvolti direttamente o indirettamente nella presunta associazione a delinquere – abbiano contatti con San Marino.

Numerose sono anche le conversazioni telefoniche e le e-mail intercettate circa l’utilizzo di società di San Marino da parte di Flavio Pelliccioni.

La Procura riporta – a solo titolo di esempio – alcune delle conversazioni telefoniche ed e-mail intercettate:

1) e-mail dalla casella di posta elettronica …omissis…relativamente ad un contratto di associazione in partecipazione che Di Caterino deve stipulare con la fiduciaria di San Marino;

2) il contratto, redatto sotto forma di scrittura privata, sarà stipulato tra la Vian Srl e Ifis Sa – Istituto Finanziario Sammarinese Sa con sede a San Marino, Dogana, rappresentato (fittiziamente) da Francesco Cavaleri che verrà identificato grazie alla e-mail riportata negli allegati. Nel contratto le parti convengono che: la fidejussione è del valore di euro 8.000.000/00; la garanzia bancaria è richiesta dall’istituto di credito interessato (Unicredit Banca d’Impresa) alla realizzazione del centro commerciale che richiede, a titolo di equity, una fidejussione bancaria; l’utile riconosciuto alla fiduciaria è di euro 510.000/00 mentre il costo della garanzia è pari a 190.000/00 euro;

3) e-mail intercettata sulla casella di posta elettronica …omissis…con la quale un commercialista, anche lui indagato, invia un file contenente il contratto di associazione in partecipazione che Di Caterino deve stipulare con la Dsm Sa fiduciaria di San Marino e non la Ifis Sa come precedentemente concordato.

Per oggi è abbastanza. Alla prossima puntata

r.galullo@ilsole24ore.com