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Credito Sammarinese/3 I nuovi clienti da pescare nella ‘ndrangheta, i pezzi grossi, conti stop e conti segreti

I vertici del Credito Sammarinese, nella prospettiva di ottenere depositi di rilevante entità che consentissero, in qualche modo, il superamento della fase di criticità, hanno aperto le porte dell’istituto bancario alla criminalità organizzata ‘ndranghetistica, avvalendosi della necessaria intermediazione dei Lubiana e del duo Macrì-Gabba, in grado di assicurargli gli imprescindibili contatti con i giusti clienti. Una banca, quindi, assolutamente già in ginocchio, che ha pensato di poter rialzarsi, ricorrendo ai depositi del crimine organizzato transnazionale, del tutto indifferente all’inquinamento del sistema finanziario e bancario sammarinese che ne sarebbe derivato, ma comunque sempre assicurando al proprio direttore generale prebende annue tra i 200 e i 300mila euro e al manipolo di faccendieri-intermediario le provvigioni e minimi fissi stipendiali concordati”: questo è quanto si legge a pagina 53 dell’ordinanza sulla tentata e ipotetica “scalata riciclatoria “della famiglia Barbieri al Credito Sammarinese, con la quale la Dda di Catanzaro e il magistrato italiano Rita Vannucci per il Tribunale di San Marino hanno posto fine al tentativo.

A leggere queste righe non vi sarebbe dubbio ma andando a spigolare gli interrogatori intercorsi in questi mesi si scopre quanto l’allegra brigata fosse in realtà perfino incapace di portare nuovi e facoltosi clienti estranei al mondo della criminalità organizzata.

GREMBIULI E COMPASSI

Il grande procacciatore d’affari è Domenico Macrì, nato nel ’46 a Nicotera (a due passi da Limbadi, nel Vibonese) ma residente a Città di Castello (Perugia).

Chi è Macrì? Un massone. In Umbria, come del resto in Calabria, in tutta Italia e a San Marino (soprattutto ai vertici eccellentissimi del mondo della finanza) grembiuli e compassi sono di casa. Un aspetto da non sottovalutare perché fra “fratelli” ci si aiuta e se uno siede da una parte e uno dall’altra….

Quanto a Nicotera, addirittura nei blog massonici si litiga sull’esistenza o meno di una Loggia staccata da quella di Limbadi, comune dove i Mancuso tutto possono e tutto dettano. A Nicotera ci sarebbe anche una Gran Loggia Nazionale dei Liberi Muratori d’Italia.

Strano perché Macrì appartiene ad un’altra parrocchia: il Grande Oriente d’Italia (Goi). Ed infatti leggete quanto riporta il sito del Goi dopo il coinvolgimento di un suo fratello nella vicenda. Parole e musica sono di Antonio Seminario, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Calabria. Dal che se ne deduce che Macrì appartiene non ad una loggia umbra ma ad una calabrese. "Esprimiamo fiducia nel lavoro della magistratura, ribadendo anche in questa circostanza l'assoluta estraneità ai fatti del Grande Oriente d'Italia. Domenico Macrì è stato immediatamente sospeso dall'Istituzione, in attesa che possa chiarire nelle sedi competenti le imputazioni a suo carico nell'ambito dell'inchiesta sull'operazione Decollo Money. La vicenda di cronaca non getta ombre sul Grande Oriente d'Italia-Palazzo Giustiniani, che crede nella legalità e ha fatto della trasparenza una questione di vita e di impegno per il riscatto del territorio. Ricordiamo che di recente, a Reggio Calabria, il Gran Maestro Gustavo Raffi ha lanciato un forte appello per spezzare le catene della 'ndrangheta e della criminalità. E' questo il percorso che seguiamo da sempre, e la nostra scelta di giustizia sociale. Non si torna indietro".

SALI E TABACCHI

Il 15 luglio il direttore generale dell’istituto, Valter Vendemini, viene interrogato.

A domanda risponde che Macrì gli fece incontrare Claudio Scardamaglia per portare depositi a San Marino. Ma non se ne fece nulla.

Ora, a meno che non si tratti di un caso di omonimia (di più l’ordinanza non dice) l’unico Claudio Scardamaglia che viene in mente è il lametino che, insieme ai fratelli Saverio e Angelo, è proprietario di Europa 2000, società con la quale ha riportato il marchiò Standa in Calabria. Non so se il Claudio in questione sia lui (se vuole può scrivere al blog) ma comunque millantare mi sembra un gioco al quale l’allegra brigata potesse non essere immune.

Forse (non si capisce bene dall’ordinanza) sempre attraverso Macrì, Vendemini avrebbe conosciuto tal Roberto Nannoni, a San Lazzaro di Savena, nella fabbrica di tabacco “Serena”. Qui avrebbe conosciuto Gerardo Cuomo che, dichiara testualmente Vendemini, “aveva avuto problemi con la giustizia per contrabbando di sigarette”.

Più precisamente, il 21 febbraio 2008, la Corte d’Appello di Bari ha ribaltato la sentenza di primo grado e ha assolto Gerardo Cuomo dall’accusa di aver fatto transitare, dal Montenegro in Puglia, mille tonnellate di tabacco al mese . Il fatto“non sussiste”. Assolti anche Alexander Hagsteiner ed Elio Galli.
La Corte d’appello di Bari ha ribaltato la sentenza di primo grado pronunciata dal tribunale del capoluogo nel novembre del 2004. In quella sede Cuomo fu condannato a sette anni e quattro mesi di carcere mentre il pm della Divisione distrettuale antimafia di Bari, Giuseppe Scelsi, chiese per Cuomo la condanna a dieci anni.
Nel 2000 Cuomo fu protagonista del cosiddetto Ticinogate: supposta corruzione tra potere giudiziario e imprenditoria che coinvolse anche l’ex presidente del tribunale penale Franco Verda. La Corte presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will condannò Verda a 18 mesi con la condizionale per corruzione passiva aggravata, violazione e istigazione alla violazione del segreto d’ufficio. Minore fu la pena inflitta a Cuomo: 10 mesi e 5 anni di espulsione per complicità in corruzione passiva. Il 30 aprile 2002 la Corte di cassazione e revisione penale del Tribunale d’appello del Cantone Ticino, ridusse a Cuomo la pena condannandolo a sette mesi di detenzione e sospendendo condizionalmente la sanzione accessoria dell'espulsione per un periodo di prova di due anni.

Il rapporto con Nannoni – dirà Vendeminiera in un primo tempo finalizzato a convincere Cuomo ad aprire rapporti con il Credito Sammarinese. Poi mi propose un cambio di dollari in euro per il quale io mho attivato la strada per perfezionare l’operazione coinvolgendo Daneu, operazione che non si è verificata”.

Insomma: altre due operazioni andate in buca. Che disastro!

Meglio non andrà con Federico Argo di Ronchi dei Legionari “presentatomi da Mac
in vista dell’acquisto della banca
”. Ecco dunque un nuovo potenziale acquirente?

Alle successive due domande dirà di non sapere nulla di “conti stop” e di “conti segreti”. Chissà perché ma ho idea che proprio lì batteranno i pm.

A domani.

3 – to be continued (le precedenti puntate sono state pubblicate il 2 e 3 agosto)

r.galullo@ilsole24ore.com

p.s. Invito tutti ad ascoltare la mia trasmissione su Radio 24: “Sotto tiro – Storie di mafia e antimafia”. Ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 6.45 circa e in replica poco dopo le 00.05. Potete anche scaricare le puntate su www.radio24.it. Attendo anche segnalazioni e storie.

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  • pasquale montilla |

    La Calabria offre ancora ampi spunti su ndrangheta e massoneria come binomio vincente per il controllo del territorio .Aggredire le massonerie deviate di fatto stato nello stato l’ardua produzione anticorpale di pochi magistrati onesti e coraggiosi.
    Appare evidente che le famiglie mafiose con mentalita’ imprenditoriale e i tanti affiliati si nutrono delle logge per decidere insieme strategie finanziarie.Basterebbe applicare un semplice ed unico principio:
    sequestrare l’elenco dei massoni(la vera borghesia mafiosa) e incrociare i dati e rapporti con i nuclei familiari ndranghetisti ben conosciuti.
    Poi qualcuno mi spieghi perche’nessun politico o ex assessore calabrese dia un contributo a queste splendide pagine di vero giornalismo d’inchiesta.Una vera generazione politica fallimentare .
    Attendiamo gli arresti dei vertici regionali collusi.
    dr.Pasquale Montilla

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