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ESCLUSIVO/2 Rapporto Bankitalia sul Credito di Romagna: fondi a 9 imprese da San Marino. Ecco nomi e cifre

Tre mesi di ispezione – dal 10 febbraio al 7 maggio 2010 – hanno fatto aprire bene gli occhi ai quattro ispettori di Bankitalia che hanno scavato a fondo negli strani rapporti che intercorrevano tra il Credito di Romagna e l’Ibs (l’Istituto bancario sammarinese).

Una banca, quella di Forlì, commissariata dal 28 luglio (si veda post di ieri in archivio) in cui la figura dell’amministratore delegato, Giovanni Mercadini (attualmente indagato dalla Procura di Forlì con altre 18 persone) si staglia senza mezzi termini.

 

LA FIGURA DI MERCADINI E IL COLLEGIO SINDACALE

 

L’ad Mercadini, scrivono gli ispettori di Bankitalia, svolge un ruolo egemone nella gestione strategica e operativa ed è l’unico riferimento di tutti i dipendenti, “sui quali esercita un elevato ascendente”.

Non adeguatamente trasparente – annotano gli ispettori – è stato finora il rapporto con l’organo di vigilanza, “specie nelle informative fornite sulle proprie sottoscrizioni di azioni e sul piano di incentivazione da lui pattuito con i principali soci…

Il collegio sindacale – sul quale più e più volte si appunta l’attenzione dell’ispezione – ha svolto un’azione inadeguata. “…l’organo di controllo – scrivono a pagina 18 gli ispettori – ha continuato a essere impegnato prevalentemente nella disamina rituale, condotta con scarso spirito critico, delle evidenze dell’ispettorato interno, e assorbito dalla cura di aspetti prevalentemente formali. Del tutto inadeguato, in particolare, il contributo offerto in occasione delle sedute consiliari…”.

Tutte le unità di staff della direzione operano in un contesto destrutturato e con forti commistioni di compiti, “spesso determinati dagli incarichi estemporanei assegnati direttamente da Mercadini, che non sempre garantiscono gli opportuni livelli di contraddittorio..”.

 

IL FINANZIAMENTO IN POOL

 

Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la Procura di Forlì, scrive chiaro e tondo che il personale che predisponeva le pratiche e le istruttorie dei finanziamenti  e gli esponenti aziendali del Credito di Romagna (banca capofila e soggetto mandatario senza rappresentanza della banca extracomunitaria sammarinese), coordinavano le rispettive azioni ed iniziative  secondo la logica di una perfetta sinergia operativa, espressa secondo criterio di vicendevole, mutuo e (tra esse) “assolutamente non competitivo sostegno alla rispettiva attività di finanziamento nel territorio italiano”.

La somma erogata ai propri clienti, con i  9 finanziamenti in pool con l’Ibs, dal Credito di Romagna nel periodo 2006/2007 trova una copertura completa nelle somme ricevute nello stesso periodo dall’Ibs, in parte a titolo di contributo destinato ai finanziamenti in pool e in parte dalle somme ricevute dall’Ibs con la sottoscrizione di certificati di deposito per 15 milioni, 10 dei quali riferibili all’Ibs e 5 all’Ibs Fiduciaria, emessi dallo stesso Credito di Romagna.

 

LO SCHEMA PERFETTO

 

I pm Fabio Di Vizio e Marco Forte descrivono minuziosamente anche il procedimento con il quale le due banche erogavano i fondi.

1) la richiesta di finanziamento veniva raccolta dal Credito di Romagna, che valutava il merito creditizio e le garanzie del cliente;

2) se la richiesta era  meritevole e l’importo superava i parametri previsti dalla normativa di vigilanza, non potendo erogarla singolarmente il Credito di Romagna inviava la documentazione alla Ibs al fine di valutare l’operazione;

3) se l’Ibs riteneva meritevole l’operazione deliberava il finanziamento e la sua partecipazione al pool organizzato dal Credito di Romagna;

4) il Credito di Romagna procedeva a richiedere tutta la documentazione necessaria;

5) il Credito di Romagna predisponeva la “convenzione interbancaria” che veniva  sottoscritta da rappresentanti di entrambe le banche;

6) una volta perfezionata l’operazione l’Ibs accreditava la somma da erogare, di sua spettanza, sul c/c di corrispondenza in essere presso il Credito di Romagna, ovvero, prima del gennaio 2008, inviando bonifico a beneficio finale del mutuatario ;

7) il Credito di Romagna provvedeva  ad effettuare al cliente l’erogazione della complessiva somma mutuata o del 1° Sal, determinata/o dalla sua quota di pertinenza unitamente a quella dell’Ibs;

8) il Credito di Romagna provvedeva  ad effettuare tutte le trattenute, anche per conto della Ibs (imposta sostitutiva, spese istruttoria ecc);

9) le rate di ammortamento venivano addebitate al cliente, il Credito di Romagna tratteneva la somma di sua spettanza e accreditava  sul c/c di Ibs la quota di sua pertinenza.

 

LE OPERAZIONI SOTTO LA LENTE

 

A beneficiare, secondo la Procura e la stessa Bankitalia, dei finanziamenti in pool per complessivi 36,650 milioni (oggetto di svariate contrattazioni e rivisitazioni) dei quali cui 15 accordati dal Credito di Romagna e 21, 550 accordati dalla banca sammarinese, sarebbero stati l’Immobiliare Arca srl (per 6.313.819, dei quali 3.684.957 a carico/da parte dell’Ibs e 2.628.862,00 da parte del Credito di Romagna), Escavazioni meccaniche srl (il Credito di Romagna, banca capofila per 100mila euro ha concesso in pool, senza vincolo di solidarietà, con l’Istituto Bancario Sammarinese per  900mila euro, un finanziamento chirografario bullet, della durata di 18 mesi meno un giorno, per complessivi 1 milione), Opera Costruzioni immobiliari srl (2,5 milioni, dei quali 1,5 a carico/da parte dell’Ibs e 1 milione a carico/da parte del Credito di Romagna), Tosi Villamarina srl (il Credito di Romagna, banca capofila per 500mila euro ha concesso in pool, senza vincolo di solidarietà, con l’Istituto Bancario Sammarinese, per 2,250 milioni un primo finanziamento sotto forma di mutuo chirografario bullet, della durata di 18 mesi meno un giorno, per complessivi 2, 750 milioni), Evaristo srl (4.827.663 dei quali 140.482  euro a carico/da parte del Credito di Romagna e 4.686.691 a carico/da parte dell’Ibs), Ospedali privati riuniti spa di Forlì che detiene il 100% del capitale sociale dell’Ospedale privato accreditato “Villa Igea Spa” importante e nota struttura sanitaria che opera a Forlì dagli anni 50  (il Credito di Romagna, banca capofila per 1,5 milioni ha concesso in pool, senza vincolo di solidarietà, con l’Istituto Bancario Sammarinese, che si è impegnato per altri 1,5 milioni, un finanziamento sotto forma di mutuo chirografario bullet, della durata di 18 mesi meno un giorno, per complessivi 3 milioni),  Romagnola immobiliare spa (1 milione, dei quali 300mila euro a carico/da parte del Credito di Romagna e 700mila euro  a carico/da parte dell’Ibs), Edilizia moderna srl (7 milioni, dei quali 3,5 a carico/da parte del Credito di Romagna e l’altra metà  a carico/da parte dell’Ibs) e infine Soc. Coop. Muratori srl di Verucchio (Cmv) (il Credito di Romagna, banca capofila per 200mila euro ha concesso in pool, senza vincolo di solidarietà, con l’Istituto Bancario Sammarinese, che ha messo a disposizione 2 milioni, un finanziamento sotto forma di mutuo chirografario bullet, della durata di 18 mesi meno un giorno, per complessivi 2,2 milioni. Come si vede tutte o quasi società attive nel ramo dell’edilizia.

2 – to be continued (la precedente puntata è stata pubblicata ieri, 30 luglio su questo blog)

r.galullo@ilsole24ore.com

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  • SIAM FATTI COSI |

    Dott. Galullo la sentivo sempre alla mattina presto mentre andavo a lavorare, ora per incompatibilità di orario non piu’ e me ne dispiace un poco. Sono un forlivese e fiero cliente del Credito di Romagna, specifico fiero, sempre trattato ottimamente come condizioni la mia ex banca 3 anni fa mi dava lo 0,75 nel conto quando ci siamo conosciuti mi diedero il 4% ed anche ora ho condizioni di primo ordine senza dimenticare che vado a fare le mie operazione durante la pausa pranzo perche il Credito fa orario continuato, fatta questa premessa, doverosa per quanto mi riguarda personalmente è giusto che chi ha sbagliato anche in buona fede paghi è ovvio, ma è infantile scagliarsi con una potenza di fuoco come è successo anno scorso contro il Credito; a forli lo sanno tutti che da fastidio come banca perchè è forte nei servizi e nelle condizioni che le altre banche se le sognano, ripeto lei ha fatto bene a fare la sua inchiesta ma mi chiedo lei è pronto fare quello che ha fatto contro Unicredit?

  • SIAM FATTI COSI |

    Unicredit, sequestrati 245 milioni di euro
    Profumo indagato per frode fiscale
    La banca è accusata di avere evaso le tasse camuffando da dividendi degli interessi con la collaborazione di Barclays. La replica di piazza Cordusio: “Siamo convinti della correttezza del nostro operato”

  • PIERANGELO |

    NON SCENDO IN ARGOMENTI TECNICI E IN PARTICOLARI ANCHE PERCHE’ NON NE SONO A CONOSCENZA, MA COME MAI NON SE NE PARLA PIU’ DEL CREDITO DI ROMAGNA? COME MAI IL COMMISSARIO DESTINATO ALLA BANCA SE NE ANDATO? COME MAI SUL CREDITO DI ROMAGNA PER UN MESE TUTTI I GIORNI SUI GIORNALI C’ERANO ARTICOLI INFAMANTI E SULLA CARIM NON SI TROVA QUASI NULLA?
    NON SARA’ MICA SOLO UNA GUERRA DI POTERE TRA POTENTI POLITICI E IMPRENDITORI VARI, NON SARA’ LO SCOOP CHE SERVE A QUALCHE MASS MEDIA PER FAR CASSA E ODIENS, NON SARA’ IL SOLITO SISTEMA ITALIA? E COME AL SOLITO CI RIMETTONO I DIPENDENTI O IL SEMPLICE TITOLARE DI CREDITO O DI DEBITO DELL’ISTITUTO IN QUESTIONE. GRAZIE!

  • Livia Leardini |

    Bene Fidis, partendo dal suo presupposto e considerandolo corretto quale ipotesi, perchè il Ministro Tremonti non chiede pubblicamente lo scambio di informazioni automatico al sistema banacario e finanziario sammarinese? A dire il vero l’ha già chiesto questa primavera e la delegazione sammarinese ha preso tempo. Nel frattempo, in Consiglio Grande e Generale, il vostro Parlamento a San Marino si chiama così, è stato adottato un ordine del giorno, approvato da tutte le componenti politiche presenti, di maggioranza e di minoranza, per rispondere si alle richiesta sullo scambio automatico delle informazione nel settore bancario e finanziario così come richiesto dal vostro Ministro alle Finanze, che risolverebbe, a monte, tutte le possibili distorsioni in quel settore. Non ho idea se il mio Governo ha formalizzato all’Italia questa nuova disponibilità ma, anche se non l’avesse fatto, il Governo italiano sicuramente è a conoscenza di questa decisione. Non vogliamo colpevolizzare Bankitalia? Va bene. Non vogliamo parlare di richieste di tangenti? Purtroppo andrà altrettanto bene (non per me, ma tant’è!). Non vogliamo parlare dei vari soggettini politici italiani che hanno prima usato il mio Paese e poi lo hanno bruscamente mollato? Ben venga, per me è una benedizione che ora se ne stiano ben lontani. Ma almeno un accordo politico, che blocchi ulteriori distorsioni future, l’Italia lo vuole ottenere o no?? O vogliamo continuare a sovraccaricare le Procure italiane dopo che il latte è già stato versato?? O vogliamo costringere il mio Paese verso una reale deriva off-shore, pericolosissima vista la strategica posizione territoriale nel bel mezzo dell’Italia e dell’Europa? Quest’ultima possibile deriva comporterebbe distorsioni che farebbero impallidire i volumi delle attuali inchieste delle Procure italiane. Non capisco l’atteggiamento del Governo italiano, anche se sono pienamente consapevole delle colpe del mio Paese e dei diversi Governi che lo hanno retto almeno dagli anni 90 in poi. Questo silenzio non lo capisco davvero! Si vocifera di dossier su alcuni soggetti sammarinesi che Tremonti vorrebbe “dimessi” a ruoli che non possono più nuocere ai rapporti italo-sammarinesi. Esattamente come a inizio 2009 si vociferava di una registrazione, poi venuta alla luce di recente, nell’affaire Carisp-Delta. Ma riguardo al fatto che certe cose debbano essere denunciate nelle giuste sedi, sia diplomatiche che giudiziali, e che i cittadini ne debbano essere portati a conoscenza, a voi non disturba? A me si e mi solletica molti dubbi e perplessità. Avere la soluzione in mano e non spingere per chiederla, sapendo che San Marino non potrebbe che accettarla, non lo capisco.

  • fidis |

    Come recita la perizia del consulente, («…Le istruttorie dei finanziamenti non sono sempre supportate da adeguate analisi dei bilanci e di rischi a livello di sistema») in quanto il soggetto finanziato ha una provvista offshore presso la stessa IBS (frutto di evasione fiscale) con cui controgarantisce in toto (e ad abbundantiam) i finanziamenti ricevuti. Un’altra ipotesi di riciclaggio.

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