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Un calcio al calcio malato

Domenica fischio d’inizio per la partita Spagna-Germania che chiuderà i campionati di europei di calcio in terra austriaca e svizzera. Si chiuderà così ufficialmente una stagione calcistica lunghissima che non ha visto code giudiziarie ma solo transazioni e accordi. Come quella che ha visto la Reggina calcio chiudere con Federcalcio la vicenda relativa ai bilanci gonfiati con plusvalenze fittizie. O come l’accordo bonario con il quale la Juventus ha chiuso la pratica sim card estere in uso a Luciano Moggi. Trecentomila euro e passa la paura. Il triplice fischio con il quale l’arbitro italiano Rosetti chiuderà la competizione non porrà però fine a una stagione di veleni che rischia di trascinarsi anche la prossima. Basta ascoltare gli ospiti che saranno in voce a "Guardi o ladri", in onda il sabato alle 19.30 su Radio24. L’alto dirigente dell’Alto commissariato anticorruzione Lacommare (abolito questa settimana) racconterà le criticità della Federazione italiana gioco calcio, non propriamente un esempio di trasparenza. E il presidente della Reggina Calcio, Lillo Foti, racconterà la sua esperienza. Che racconta forse un calcio immaginifico, dove le pastette non esistono e i campionati sono regolari. Sarà ma crediamo che uno sport dove girano milioni, presidenti che cambiano società come i vestiti, tv autoritarie che si contendono i diritti a colpi bassi, calciatori succubi e centinaia di club soffocati dai debiti, si presti a giochi oscuri. Ora e in avanti, nonostante  le rassicurazioni degli addetti ai lavori e i calci che gli spagnoli e i tedeschi tireranno domenica a un pallone. I calci bisognerebbe tirarli, a effetto, al calcio malato. Una metastasi di cui non si accorgono solo gli addetti ai lavori.

roberto.galullo@ilsole24ore.com