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Dio quanto piace il Ponte sullo Stretto al network scoperto dalla Dda di Reggio Calabria!

L’ordinanza di custodia cautelare firmata il 13 maggio dal Gip di Reggio Calabria Barbara Bennato nell’ambito dell’indagine Fata Morgana (alla quale rimando con i link sotto) contiene una parte molto ma molto interessante sugli appetiti che ruotano intorno all’area metropolitana dello Stretto, a cavallo tra Reggio Calabria e Messina.

Una parte che torno a sviluppare perché, ufficialmente, Reggio Calabria si sta avvicinando a lunghi passi verso il debutto mentre risuonano ancora le parole del premier Matteo Renzi nel corso dell’inaugurazione il 28 maggio del nuovo elettrodotto “Sorgente-Rizziconi” realizzato da Terna tra Calabria e Sicilia. «Quando si chiude la Salerno-Reggio Calabria e si dà un segnale di recupero per le strade in Sicilia saremo pronti ad affrontare il tema del ponte sullo Stretto o, come dice Delrio, la Napoli-Palermo dell’Alta Velocità », ha detto il premier.

Avevo già trattato il tema grazie al decreto e perquisizione e sequestro disposto dalla Dda di Reggio Calabria e firmato il 9 maggio dai pm Rosaria Ferracane, Giuseppe Lombardo, Luca Miceli, Stefano Musolino nei confronti di una trentina di indagati nell’operazione Fata Morgana (rimando ai link a fondo pagina).

Le “cimici” della Guardia di finanza, il 28 marzo 2014 alle 19.13 intercettano all’interno del Circolo Poseidonia Paolo Romeo in un’allegra chiacchierata con il senatore Scilipoti (estraneo all’indagine).

Ecco la chiacchierata.

Scilipoti: Poi sto lavorando a questo grosso incontro che dobbiamo dare, il primo lo facciamo a Messina e il secondo lo facciamo…e potrebbe essere anche un argomento importante…dell’area dello Stretto.

Romeo: si

Scilipoti: perché là c’è l’attenzione dei media nazionali

Romeo: per esempio, la società Ponte dello Stretto, che fine ha fatto?

Scilipoti: Facciamogli un’interrogazione Paolo!!!

Romeo: Bravo!!! Perché

Scilipoti: …se tu me li prepari ste cose…

Romeo: si!

Scilipoti: Prepara sta cosa dai!

Romeo: Allora, questa qui…Io ti do ora…Vediamo se la trovo…

Scilipoti: Ce l’hai già pronta l’interrogazione?

Romeo: si, no, no…L’interrogazione no…(…)…sai qual è l’idea? La società Stretto di Messina ha un patrimonio di…Diciamo ricerca sul campo, che è inestimabile. Se si mette a frutto quel patrimonio per…oh…Io trovo questa cosa, te la preparo…

Scilipoti: lunedi, martedi…mandami il materiale, tutto quello che ti serve…

Un argomento, quello della Società sullo Stretto di Messina, annota il Gip a pagina 339, che era stato ripreso anche nei giorni successivi quando, il 7 aprile 2014 alle 16.42, Scilipoti riferisce a Romeo di trovarsi con i propri «…amici di Forza Italia e Forza Silvio”, con i quali aveva pensato di organizzare una conferenza sullo stesso argomento dell’interrogazione da lui presentata. Romeo si era dimostrato molto favorevole, aggiungendo anche che l’iniziativa fosse in linea con l’attività, portata avanti come task force con tutte le associazioni di categoria del settore, con la finalità di elaborare il piano industriale dell’Agroalimentare, per il quale erano già stati insediati i tavoli tecnici di lavoro. Lo stesso legale aveva assicurato che avrebbe messo a disposizione tutta la relativa documentazione e che, contestualmente, “in ordine a quell’ipotesi di lavoro sulla società dello Stretto”, gli avrebbe fatto visionare una vecchia interrogazione, da lui rielaborata, coerente con l’emendamento dello stesso Scilipoti relativo alla costituzione di un’Agenzia sull’area dello Stretto, nell’ambito della Città metropolitana. Il senatore si era dimostrato favorevole a presentare una nuova interrogazione anche su tale argomento e aveva assicurato una delega, per conto dei tre club riuniti in serata, ad un ingegnere che curasse i rapporti col Romeo in vista di una comune organizzazione».

Poche decine di pagine sopra, a pagina 316, il Gip, avvalorando quanto sostenuto dai pm della Dda reggina, scriverà che «le indagini hanno consentito di accertare l’alacre ed incessante attivismo del Romeo, invero sine titulo, nella vicenda legata alla progettualità politica e ai finanziamenti pubblici per la costituenda Area Metropolitana dello Stretto…».

Non c’è traccia della interrogazione parlamentare di Scilipoti negli atti della Camera ma in compenso se ne trovano di anni precedenti, a testimonianza dell’ affetto per la causa del Ponte sullo Stretto prima e dopo la decisione lo scioglimento e la messa in liquidazione della Società Stretto di Messina decisa il 31 marzo 2013 dal Governo con un decreto firmato dal ministro pro tempore Passera.

Il 27 giugno 2013 Scilipoti presenterà l’interrogazione a risposta scritta (ancora giace in attesa di risposta) n 4-00455 al ministro delle Infrastrutture sul completamento della variante ferroviaria di Cannitello, stralciata dall’intero progetto ponte ed inquadrata come opera propedeutica, con circa 6/7 milioni da spendere (sullo stesso filone presenteranno interrogazioni parlamentari scritte o orali al ministro delle Infrastrutture e/o al Presidente del consiglio dei ministri anche Mauro Mattei del Pd il 12 dicembre 2013, la cosentina del Pd Vincenza Bruno Bossio  il 25 marzo 2015 , Costantino, Fava, Scotto, Franco Bordo, Pellegrino, Zaratti, Airaudo, Placido, Fassina, Ricciatti, Carlo Galli, Ferrara, D’Attorre, Marcon, Duranti, Piras, Fratoianni, Melilla, Quaranta, Daniele Farina, Ginacarlo Giordano, Gregori, Konbichler, Nicchi, Paglia, Palazzotto, Pannarale, Sannicandro, Zaccagnini e Folino il 10 novembre 2015).

Ma il messinese Scilipoti c’ha il pallino fisso di tutto quanto vive a cavallo tra Reggio (dove è stato eletto) e Messina (dove è nato), tanto che già il 10 luglio 2008 e il 23 settembre 2009 aveva presentato due interrogazioni a risposta scritta  (4-00597 e 4-004296) , su ciò che girava intorno ad un’opera stimata (ma parliamo di otto anni fa) 6,3 miliardi e aggiudicata per 3,9 miliardi prima che il banco politico saltasse.

Il 1° aprile 2014, per non farsi mancare nulla, Scilipoti presentò un’interrogazione all’allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi sulla gestione della spesa del “decreto Reggio”, in relazione al finanziamento del “progetto integrato centro alimentare, trasporti pubblici e servizi annessi” per un importo di circa 32 milioni.

Poco dopo, da pagina 322 dell’ordinanza, ecco che investigatori e inquirenti torneranno ad approfondire il tema dei rapporti allacciati da Romeo con i politici. Nell’ambito delle politiche comunitarie e nazionali, in occasione dell’importante iniziativa mirata al riconoscimento dell’identità dello Stretto europeo e all’inserimento della sua specificità nella programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2014/2012, vengono registrati i rapporti tra l’avvocato Romeo, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa ed altri rappresentanti delle Istituzioni coinvolte nel progetto.

E soccorre l’informativa della Guardia di finanza n. 97066 del 29 marzo 2016, laddove si legge che «…è utile premettere, al riguardo, che le Province di Reggio Calabria e Messina hanno aderito al Progetto “Nostra” (Network of Straits) con l’obiettivo di creare un sistema riconosciuto dalle Istituzioni comunitarie che identifichi le zone litoranee europee e il loro immediato retroterra come un laboratorio privilegiato per la sperimentazione di innovative politiche europee in campo ambientale, economico e sociale, con il conseguente appoggio economico da parte dell’Unione europea.

Una delle prime conversazioni relative a tale argomento risale alla metà di maggio 2013, in cui l’avvocato Paolo Romeo parla con l’assessore dell’Area dello Stretto della Provincia di Messina, Michele Bisignano, di una bozza di protocollo d’intesa da sottoscrivere prossimamente per accedere a dei finanziamenti previsti, nei prossimi sette anni, per tutti gli Stretti d’Europa che intraprenderanno iniziative comuni in ordine alle problematiche della mobilità, del turismo e della cultura tra le contrapposte sponde, nell’ambito di un progetto promosso dall’Unione Europea. L’accordo si svolgerebbe il martedì successivo alle ore 11 alla presenza del giudice Tuccio Giuseppe».

Ricordiamo che il network europeo degli Stretti e il progetto “Nostra” sopra citato, sono tuttora vigenti, vivi e vegeti. L’ultimo appuntamento di cui si ha traccia? Al palazzo della Provincia di Reggio di Calabria il 28 ottobre 2015 dalle 9.30 alle 14. Poche ore per illustrare un progetto, con Raffa gran cerimoniere. Così venne presentato l’evento: «metterà in evidenza il maggiore impegno delle autorità locali per lavorare su questioni europee nello stretto di Messina. Questa sarà l’occasione per condividere i risultati del Interreg IVC Progetto Nostra «Rete di Stretto» nello stretto di Messina e per discutere il ruolo dell’iniziativa Stretto europee (Esi) per affrontare le grandi sfide dello Stretto di Messina insieme con le autorità locali simili al confine con altri stretti europei e di migliorare la realizzazione delle politiche europee a livello locale. Una particolare attenzione sarà data a considerare come i risultati di Nostra e l’iniziativa Stretti europei possano partecipare allo sviluppo di una regione integrata delle attività di governance innovativo, nel cuore della regione euromediterranea».

Il 24 maggio 2013 alle 14.06 gli investigatori raccolgono un’altra chiacchierata tra Romeo e Domenico Pietropaolo sull’insediamento della Commissione degli Stretti, composta da tre dirigenti, un rappresentante della Cittadinanza Attiva e uno dei sindacati relativi all’associazione degli industriali, alla Camera di commercio e agli ordini professionali. Pietropaolo chiede a Romeo se a curarne la convocazione sarà la stessa Provincia di Messina con il consigliere…omissis…e questa è la testuale risposta di Romeo: «…si, però gli dobbiamo preparare la letterina per mandargliela a tutti questi, in modo che gliela mandi omissis…prepariamo la letterina, gliela diamo a omissis che l’aspetta, lui la dirama a tutti questi soggetti che tu indicherai come componenti di questa commissione, naturalmente gli devi spiegare quello che deve fare…».

Tutta la ricostruzione della Guardia di finanza e dei pm, in vero, è un continuo fiorire di interferenze presso la Provincia di Reggio Calabria, con lettere scritte sotto dettatura, seppur con modi suadenti, da amministratori accondiscendenti, commissioni poco gradite e relegate al ruolo di inutili sottocommissioni e via di questo passo. Fino a che investigatori e inquirenti non aprono perfino il capitolo delle interferenze sulla Regione  Calabria, dove non mancano – sempre a giudizio degli inquirenti – i consiglieri che si mettono agli ordini di Romeo.

Per il momento mi fermo qui ma tra poche ore ricomincio con altre spigolature dell’ordinanza. Questa volta si parlerà di massoneria.

r.galullo@ilsole24ore.com

6 – to be continued (per la precedente puntata si legga https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/05/11/con-lindagine-fata-morgana-la-dda-continua-la-caccia-alle-logge-selvagge-che-governano-la-calabria/

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/05/12/il-ricatto-per-la-dda-in-calabria-diventa-arte-e-reggio-e-governata-da-un-circolo-di-pescatori/)

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/05/13/le-mire-delle-logge-occulte-sui-finanziamenti-miliardari-nellarea-metropolitana-dello-stretto-di-messina/

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/05/19/i-comitati-daffari-riservati-in-calabria-lindagine-meta-apre-la-strada-fata-morgana-ne-segue-la-scia/)

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2016/05/20/i-riservati-in-calabria-per-la-dda-ce-chi-galleggia-al-di-sopra-della-triade-mortale-de-stefano-tegano-condello/)