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La Dda di Roma individua la finanziaria di San Marino che incassava i soldi del gioco online illegale

San Marino entra – pesantemente – nell’indagine  “The imitation game” con la quale ieri la Direzione distrettuale antimafia di Roma, lo Scico della Gdf, lo Sco della Polizia di Stato e la Squadra mobile della Questura di Roma hanno spezzato una catena di gioco illegale online, in Italia e all’estero. Per 11 persone è stato ordinato l’arresto e per tutti la contestazione è l’associazione a delinquere a carattere transnazionale volta a commettere una serie indeterminata di reati attraverso una rete illegale di gioco online, aggirando, la normativa di settore e omettendo il versamento dei tributi erariali. Per il presunto vertice dell’organizzazione criminale, Luigi Tancredi, è stata riconosciuta l’aggravante “mafiosa” per aver avvantaggiato il clan dei casalesi.

I proventi delle attività – come hanno raccontato anche alcuni collaboratori di giustizia – venivano versati mensilmente ai “casalesi” di  Michele Zagaria, Antonio Iovine e Francesco Schiavone. L’attività investigativa ha fatto emergere collegamenti con la ‘ndrangheta per il tramite del pieno e diretto coinvolgimento di Nicola Femia, considerato da investigatori e inquirenti contiguo ai Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria).

La Procura ritiene che Riccardo Baldassari – presunto organizzatore, che si occupava della conduzione tecnica delle piattaforme informatiche che supportavano i giochi illegale in Italia e all’estero, con prevalenza in Romania – fosse il braccio destro di Tancredi.

La stessa Procura ritiene che Salvatore Ferrara, detto sasà, partecipasse alla piramide illegale e controllasse un livello del gioco nel basso Lazio e in Campania.

E ora veniamo agli incroci di questi tre personaggi – il primo nato a Potenza, il secondo a Genzano (Roma) e il terzo a Formia  (Latina) – con San Marino, così come emerge dallo stato dell’indagine.

LA FINANZIARIA

Scrive il Gip Elvira Tamburelli (recependo la ricostruzione della Dda e del suo procuratore aggiunto Michele Prestipino Giarritta) che Luigi Tancredi è il gestore, di fatto, della Micro Immobili srl e Fingestus sa mentre Ferrara è l’amministratore unico della Micro Immobili (almeno fino al giugno 2009 e, successivamente, amministratore di fatto), tutte con sede a San Marino. Fingestus sa è una finanziaria sammarinese in liquidazione volontaria da fine 2009.

I due – più un terzo – secondo la ricostruzione delle indagini svolte, «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, intestavano fittiziamente alla Micro Immobili srl, rappresentata da …omissis…la titolarità di un appartamento a Potenza», i cui beneficiari erano lo stesso Tancredi e il fratello Antonio. Tutto ciò, secondo l’accusa, per eludere le disposizioni legislative in materia di prevenzione patrimoniale, potenzialmente applicabili ai due fratelli, a seguito di un’indagine delle Procure di Napoli e Potenza.

A Ferrara vengono intercettate alcune mail dalle quali emerge – scrive il Gip a pagina 118 – come egli «faccia confluire gli assegni provento di delitto ai conti della società finanziaria e fiduciaria Fingestus sa, avente sede in San Marino, riconducibile al Tancredi. L’indagato ha il preciso compito di collazionare gli assegni e di farli giungere a…omissis… che, a sua volta, provvederà a versarli sui conti della Fingestus. Fingestus sa è società che, unitamente alla …omissis…, partecipa ad altra società, sempre con sede in San Marino, la Micro Immobili nsrl, il cui amministratore unico e Ferrara Salvatore. Ebbene tale società, e Ferrara Salvatore in prima persona, ha impiegato i proventi tratti dal gioco illegale per acquistare, su indicazione e per volere del Tancredi Luigi, un immobile in Potenza, dove risiede suo fratello Tancredi Antonio, come accertato dallo Scico…».

L’informativa dello Scico della Gdf riporterà che oltre alla distinzione tra assegni a vista e a scadenza (118.715,00) da versare alla Fingestus, c’era anche un prospetto di assegni per importi di centinaia di migliaia di euro non trasferibili, scaduti o a scadenza.

L’ordinanza, da pagina 119 riporta altre mail dalle quali emerge come Fingestus sa, «società nella quale vanno a confluire i proventi derivanti dal gioco illecito del poker, abbia delle partecipazioni, unitamente alla società …omissis… sa, sempre con sede a San Marino, nella società Micro Immobili srl, il cui amministratore unico e Ferrara Salvatore».

I VERSAMENTI

Ancora più incisiva la traccia sammarinese quando si vanno a leggere le motivazioni per le quali la Procura di Roma contesta l’aggravante mafiosa a Luigi Tancredi (come sempre, e lo ripetiamo ogni volta, ci troviamo di fronte ad un’indagine e per tutti vale la presunzione di innocenza fino a eventuale terzo grado di giudizio e oltre). Lo stesso Tancredi – ricordiamo anche questo – non è considerato da investigatori e inquirenti affiliato ad alcun clan.

Per i pm della Dda e per il Gip che recepisce, l’associazione capeggiata da Tancredi era «finalizzata ad avvantaggiare il clan dei casalesi, avendo il Tancredi concesso il cosiddetto “sistema dollaro”, in esclusiva per i territori della provincia di Caserta, alla società Trust di Aversa, espressione imprenditoriale del clan dei casalesi nella consapevolezza che i rappresentanti e gestori di tale società avessero il benestare del clan dei casalesi: altresì stringendo analogo accordo direttamente con esponenti del medesimo clan (Pellegrino Attilio) allorché questi ultimi estromettevano dal business illecito la Trust di Aversa, sia pure per un breve periodo, salvo poi ripristinare l’assetto originario dei rapporti gestori, risultato caldeggiato anche dallo stesso Tancredi Luigi».

Ebbene le verifiche fiscali nei confronti della Trust srl da parte della Guardia di finanza di Caserta, hanno consentito di individuare alcuni assegni, tratti dai conti personali dei soci, incassati dalla società sammarinese Fingestus sa nei primi due mesi del 2009.

r.galullo@ilsole24ore.com