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Nicola Gratteri/4: «Nella Locride 80 Carabinieri in meno e nella Procura di Reggio vuoti di organico: cosi si combatte la ndrangheta?»

Cari amici di blog, dalla scorsa settimana sto analizzando con voi alcuni passaggi dell’audizione del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, resi in Commissione parlamentare antimafia il 14 aprile.

Con la solita eccezionale schiettezza, quando si è trattato di parlare di politica e mafia, Gratteri non si è certo tirato indietro, sapendo perfettamente che di fronte si trovava anche parlamentari calabresi.

La scorsa settimana abbiamo visto il suo pensiero sulla politica calabrese, ritenuta debole, e il perenne dilemma della politica locale se ceder o meno al voto di scambio. Poi abbiamo visto come, secondo il procuratore antimafia, si formano le liste elettorali in Calabria (e non solo) e infine abbiamo visto l’evoluzione della ‘ndrangheta.

Questa settimana concludiamo l’analisi dell’audizione con umilianti paragoni tra gli investimenti italiani e in alcuni Paesi esteri nella lotta al crimine organizzato ma, ancor prima e dunque nel servizio odierno, analizzeremo la povertà e la confusione con la quale la criminalità organizzata viene combattuta in casa nostra, in Italia.

Il primo esempio Gratteri lo fa partendo da…casa sua. Vive nella Locride.

Rivolgendosi al presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, esordisce così: «Lei sa, per esempio, che nella Locride il gruppo Carabinieri di Locri ha 80 brigadieri in meno dell'organico? Noi molte indagini non le iniziamo perché non abbiamo gli uomini per poterle fare».

Già per questo, uno Stato di diritto degno di questo nome dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai calabresi onesti (la maggioranza) e agli italiani tutti. Passata la vergogna dovrebbe rimediare mandando gli uomini ma, ovviamente, nel vocabolario della classe politica italiana la parola vergogna non esiste.

Se da Locri si passa a Reggio Calabria le analisi e i fatti (perché di fatti e non di opinioni bisogna parlare) non cambiano. «Se a Reggio Calabria avessimo cinque o sei magistrati in più – ha continuato Gratterila situazione migliorerebbe. Invece, Reggio Calabria ha sempre un vuoto di organico, perché è una procura di passaggio. I magistrati che imparano il mestiere dopo cinque o sei anni se ne vanno. È naturale voler tornare a casa. Se si stesse un po’ più comodi, se ci fossero più magistrati, se si aumentasse la pianta organica, sarebbe un passo avanti. Si fa la pianta organica in base al numero degli abitanti, ma, se Reggio Calabria ha la distrettuale su tutta la provincia di Reggio Calabria, non si può usare lo stesso parametro per Teramo, Ancona o Campobasso. Non si può usare lo stesso parametro. Tuttavia, si continua a fare così e i ministri che si succedono vengono a dire che aumenteranno l’organico».

Inevitabile e sacrosanta la stoccata alla politica governativa (sia chiaro: di qualunque colore politico) che fa passerella e proclami, salvo poi lasciare tutto come prima. E il “prima”, man mano che passano gli anni, è sempre peggiore.
Allo stesso tempo, non bisogna dimenticarsi dell’ufficio del giudice, del Gip (il Giudice delle indagini preliminari) dove ci sono misure cautelari ferme da un anno. «Se ne rende conto? –  afferma Gratteri rivolgendosi ancora alla Bindi – . Sono ferme da un anno misure per imputazioni per 416-bis. Nel mentre la misura è sotto, il soggetto che ha combinato in un anno? Quanta gente piange perché quella persona è ancora in libertà?».
Cosa fare dunque? Per Gratteri, uomo pratico e senza peli sulla lingua, l’orizzonte è chiaro. Peccato che si scontri con un altro orizzonte: quello della politica e della conservazione dei poteri forti, che di fronte hanno tutt’altro panorama. «Incominciamo a chiedere che il ministro, il Csm, il comandante generale dei carabinieri, il capo della polizia, il comandante generale della Guardia di finanza – afferma Gratteri di fronte ai commissari antimafia – inizino a essere consequenziali perché hanno potere reale. Domani mattina possono fare quattro applicazioni extradistrettuali a Reggio Calabria. Domani mattina il generale può prendere ottanta uomini e mandarli a Locri».
Ce n’è anche per la confusione che regna tra le Forze dell’Ordine e sul consequenziale spreco di risorse: «Tutti fanno la stessa cosa. Se, invece, si avesse il coraggio di specializzare – la polizia fa una cosa, i carabinieri ne fanno un'altra, la finanza ne fa un'altra ancora – si potrebbe risparmiare. Per esempio, il miglior ordine pubblico lo fa la polizia di Stato. Sono inutili i baschi verdi. I baschi verdi tornano e fanno accertamenti sugli evasori fiscali, su quelli che portano i soldi all'estero. È inutile che facciamo le stesse cose.

Se esiste la Guardia di finanza da un secolo e mezzo sul mare, che buttiamo a fare i soldi con la guardia costiera, se la guardia costiera non ha esperienza di contrasto al narcotraffico e non ha competenza sull'immigrazione dei clandestini?
Cosa sta accadendo nel Mediterraneo in questo momento? Quanto ci sta costando questa missione dei militari nel Mediterraneo e cosa stanno facendo? Sono un taxi. A questo punto, prendiamo un traghetto ogni settimana dalla Libia e portiamo i profughi in Italia. Ci costano di meno, se è questo il dato. Sa cosa sta accadendo? Li stanno mettendo su barche sempre più fatiscenti perché sanno che sempre più si vanno a recuperare davanti alle coste della Libia. Incominciamo a ragionare in termini realistici
».

Schiettezza, realismo, idee, proposte, battute: questo è Nicola Gratteri. Anche per questo non è diventato ministro della Giustizia.

r.galullo@ilsole24ore.com

4 – to be continued (le precedenti puntate sono https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/05/nicola-gratteri1-la-politica-calabrese-ha-il-dilemma-se-cedere-o-meno-al-voto-di-scambio-nelle-ultime-ore-dal-voto.html

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/05/nicola-gratteri2-nelle-liste-elettorali-vengono-scientificamente-inseriti-rappresentanti-delle-cosch.html

https://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/05/nicola-gratteri3-oggi-la-ndrangheta-vive-con-noi-e-si-nutre-con-noi-il-ruolo-della-massoneria-deviata.html

  • Lucia |

    è uma grande persona Nicola Gratteri! e meno male che non è diventato ministro!e poi di quale ministero si parla e di quale giustizia?sono anni che ripete sempre le stesse cose che rimangono puntualmente inascoltate!è stata una fortuna,secondo me,che sia rimasto al suo posto.Se quello che dice fosse applicato anche alla P.A.allora si:altro che spending rewue!

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