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Reggio Calabria commissariata/Domani* si decide la proroga: il no di Alfano aprirebbe uno scontro frontale con logica, prefetti e Commissione antimafia

Entro domani* (salvo “voli” pindarico/istituzionali legati al destino della poltrona del Viminale ancora formalmente e saldamente legata ad Angelino Afano ma pronta ad essere assegnata a diverso titolare o riassegnata allo stesso, dal nascituro Governo Renzi) si decide la proroga del commissariamento di Reggio Calabria di ulteriori sei mesi. Da maggio (scadenza naturale) si passerebbe e novembre 2014.

Non vi sto ad annoiare con le diverse opinioni sul favore o sulla contrarietà al commissariamento (fosse per me, ma lo dico da anni e dunque ben prima dell’episodio reggino, affiderei la gestione dell’intera Calabria ai finnici circondati dai caschi blu dell’Onu e dal Mossad per almeno 3 tre generazioni).

E non vi annoierò neppure sul “giallo” (si legga www.corrieredellacalabria.it) della proroga comparsa e poi scomparsa, venerdì scorso, da un comunicato stampa di Palazzo Chigi.

Non oso neppure pensare (come fanno alcuni amici miei malvagi, infimi e subdoli) che l’appoggio del Ncd al nascituro Governo Renzi possa essere subordinato alla chiave di volta del commissariamento a Reggio Calabria. Crollerebbero, ohibò, di colpo, le mie gigantesche e sconsiderate attese per un Governo di svolta, immune dai compromessi di questo tipo…

E, pensate voi, nemmeno sottolineo che l’attuale titolare del Viminale è anche leader del Ncd al quale appartengono con ruoli di enormi visibilità ma potenzialità ahimè ancora inespresse anche il Governatore Scopelliti Giuseppe (per il quale pochi giorni fa l’accusa di Reggio Calabria, nell’ambito del cosiddetto “processo Fallara” ha chiesto la condanna a 5 anni e l’interdizione dai pubblici uffici) e Arena Demetrio (attualmente assessore regionale e sindaco di Reggio Calabria nel momento in cui il Comune fu sciolto per contiguità mafiosa sull’onda di un complotto giudoplutomassonico ordito da giornalisti, tra i quali chi scrive, magistrati ordinari, magistrati contabili, magistrati amministrativi, prefetti, ministri, commissioni prefettizie, ragionieri dello Stato, investigatori, periti terzi e indipendenti, politici del Pd, di Rifondazione e M5S, segreterie europee, Capi dello Stato e chi più ne ha più ne metta, ivi inclusi, se desiderate, anche la Spectre, Peppa Pig, Rin Tin Tin e Don Bairo l’uvamaro).

Non vi annoierò neppure con il fatto che chi dice, tra i politici locali della presunta opposizione, di opporsi al Commissariamento, in cuor suo spera ardentemente l’opposto, per il semplice fatto che candidati degni di questo nome in una competizione elettorale non ne hanno e anche ne avessero avrebbero paura di farli eleggere, visto che chi andrà a fare il sindaco nel prossimo mandato o farà il curatore fallimentare del Comune o ne aggraverà inevitabilmente lo stato e il contesto socio/economico.

Non vi disturberò neppure con la notizia che una nuova relazione dell’attuale terna prefettizia ne avrebbe tirato fuori di ogni da quel covo comunale, informando magistratura penale e contabile dei riscontri acquisiti. Ma a questo non ci posso credere perché mi cascherebbe l’immensa stima che ho per la costruzione (decennale, si badi bene) del “modello Reggio”.

Ora, è certo che c’è chi fa il tifo per il ritorno alle urne ma, ve lo giuro sul poster di Lilly il Vagabondo, Dio solo sa il perché, a meno che non ci siano altri e diversi motivi ai quali un’anima candida come la mia non osa neppure pensare nell’anticamera del cervelletto…

Da buon giornalista (“adorato” dalla politica calabrese in maniera bipartisan e per questo ringrazio infinitamente tutti, del resto ricambiati dal mio “peace and love”) mi limito a registrare sul commissariamento si è lungamente soffermata la Commissione parlamentare antimafia nella seduta del 3 febbraio 2014, quando era tornato a sedersi proprio il titolare del Viminale Angelino Alfano.

Già nella premessa, la presidente Rosy Bindi aveva messo in chiaro che anche di quello si sarebbe parlato in quella audizione e così è partita una raffica di domande e risposte sul tema che, ovviamente, non poteva non toccare anche la sostituzione del prefetto Vittorio Piscitelli in riva alo Stretto.

PRIMO ROUND SUI DIPENDENTI

Alfano laprende alla larga e risponde dapprima alle iniziative intraprese all’interno del Municipio (del resto su espressa domanda del commissario Francesco D’Uva (M5S), 25 anni, di Messina, il più giovane deputato d’Italia). «Il quesito numero dieci riguarda le infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali – esordisce Alfano – e i provvedimenti nei confronti dei dipendenti del comune di Reggio Calabria. L'onorevole D'Uva, in relazione alla situazione del comune di Reggio Calabria, commissariato per infiltrazioni della criminalità organizzata, ha chiesto notizie in merito ai provvedimenti adottati nei confronti dei dirigenti e dei dipendenti dell'ente.

Al riguardo voglio subito sottolineare che, sulla base dei poteri previsti dal Testo unico sull'ordinamento degli enti locali, ho disposto, su proposta del prefetto, la destinazione ad altro ufficio di un dipendente dell'ente nei cui confronti la relazione prefettizia propedeutica al provvedimento di scioglimento aveva evidenziato concreti, univoci e rilevanti collegamenti con la criminalità organizzata.
Per quanto riguarda gli altri dipendenti menzionati nella relazione d'accesso nei cui confronti sono comunque emersi legami di parentela o frequentazioni con esponenti di clan locali, la Commissione straordinaria ha adottato un procedimento di mobilità interna, destinandoli ad altro ufficio. Cinque di loro sono stati sospesi dal servizio dalla Commissione di disciplina. È stato, inoltre, riavviato il procedimento disciplinare nei confronti di un impiegato condannato con sentenza definitiva.
Ricordo, inoltre, che la Commissione straordinaria ha revocato una delibera della Giunta comunale con cui era stata disposta l'immissione in ruolo, in violazione della normativa vigente, di un dirigente proveniente da un altro ente.
Si è provveduto anche alla rotazione degli incarichi dirigenziali, grazie alla quale sette dirigenti sul nuovo in organico sono stati preposti a settori diversi da quelli ricoperti prima dello scioglimento dell'ente
».

Quindi sappiamo che le Istituzioni (ciascuna per la propria parte di competenza) sono intervenute per tentare di aumentare il tasso di trasparenza e diminuire quello di conflittualità, grazie a spostamenti di pedine, pedoni, cavalli e cavalieri (il re e la regina erano già stati rimossi).
Su questo punto che sembrava pacifico, Vincenza Bruno Bossio, Pd, cosentina, moglie di Nicola Adamo, anch’egli Pd, entrambi influenti politici calabresi, con un “passato” tutto da riscoprire e un “presente” in fieri, la spara: «…è piuttosto discutibile che il processo di bonifica delle infiltrazioni, che avevamo sollevato anche nell'audizione a Reggio Calabria, passi semplicemente attraverso un trasferimento di mansioni, ossia attraverso il pass
aggio da un ufficio all'altro. Se c’è effettivamente un'infiltrazione, è discutibile che un semplice cambio di mansione possa tutelare la pubblica amministrazione.
Allo stesso modo, evidentemente c’è molto da fare sul discorso sia delle società miste, sia del piano di rientro. Mi associo alla richiesta. Penso che sia una questione importante
». Touchè! Bene, brava, bis verrebbe da dire ma non lo penso e dunque lo scrivo solo.

Alfano, prima dello scambio di vedute, a proposito della proroga aveva detto che «informo che è ancora in corso un'attenta e approfondita valutazione da parte degli organi dell'amministrazione centrale in merito alla documentazione trasmessa dalla Commissione straordinaria e dal prefetto di Reggio Calabria per verificare entro il termine prescritto, ossia il 19 febbraio prossimo, la sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge». Ma mentre afferma queste cose sa perfettamente come la pensa la Commissione parlamentare antimafia ed infatti dichiara: «Noi ovviamente teniamo conto di quanto è stato richiesto dalla Commissione straordinaria e da quanto viene richiesto, mi pare di capire, anche da questa Commissione».

 SECONDO ROUND

E già, a partire dal presidente, la Commissione è a favore della proroga (voci diverse, in quella seduta non ne sono state registrate) ed infatti Bindi, riprendendo la parola afferma: «… Lei ha giustamente fatto riferimento alla necessità di utilizzare i giorni che separano dalla presa di una decisione da parte della sua amministrazione per un approfondimento che parta dalla relazione che i commissari hanno fornito e dal parere espresso dall'allora prefetto di Reggio Calabria Piscitelli.
Dagli atti di cui abbiamo preso visione – la ringraziamo per la tempestività con la quale ci sono stati offerti – e che sicuramente i commissari avranno occasione di approfondire, da questa prima lettura a noi sembra, o almeno a me personalmente sembra che ci siano elementi oggettivi che spingono verso la concessione della proroga che la stessa Commissione propone. Questo per la situazione grave di squilibrio finanziario che la stessa Corte dei conti ha voluto evidenziare, per la grave situazione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e anche per la collusione con le organizzazioni criminali che è stata rivelata anche nell'apparato del personale e nelle cosiddette partecipate di quel comune.
Sappiamo bene che sarà lei a dover assumere la decisione,ma, se il parere di questa Commissione può avere una sua importanza, la lettura degli atti che noi abbiamo fatto ci porta a incoraggiare e a sostenere da parte sua un'accoglienza della richiesta che viene dalla Commissione prefettizia, che gestisce questa fase così delicata.
Questi sono due aspetti che mi sentivo di sottolineare
».

Claudio Fava (Sel) concorda. Eccolo: «A proposito della richiesta di una proroga per la permanenza dei commissari straordinari, faccio mia la sua sollecitazione su una decisione che possa essere il più possibile in sintonia con le preoccupazioni che questa Commissione ha espresso e che sono contenute anche nella richiesta di proroga avanzata dal prefetto».

Bruno Bossio invece intigne (come diciamo noi romani): «…io le vorrei ricordare che lei, a suo tempo, espresse nella prefazione del libro La democrazia sospesa una sua contrarietà allo scioglimento del comune di Reggio Calabria. Immagino che oggi questo tema, in quanto ministro dell'interno, abbia avuto modo di affrontarlo più direttamente. Non trova che ci sia un qualche conflitto d'interesse non tanto con il suo ruolo di segretario, quanto con il suo ruolo di ministro dell'interno, sia nel fare iniziative pubbliche con l'ex sindaco, dichiarato incandidabile in due gradi di giudizio, che con lo stesso presidente Scopelliti?
Io sono una garantista e sono per la presunzione di innocenza. Ovviamente, però, c’è un elemento specifico. Poiché so che lei avrà una manifestazione anche nei prossimi giorni, le chiedo se non pensa che ci sia un qualche conflitto d'interesse fra il suo ruolo di ministro dell'interno e il rapporto con chi è stato il protagonista diretto della vicenda dello scioglimento del comune di Reggio Calabria
».

Lucrezia Ricchiuti (senatrice Pd di Desio) intigne anche lei, seppur brianzola e non romana. Lo fa sulla questione del trasferimento del prefetto Piscitelli: «.. Le chiedo quali sono le motivazioni che hanno portato al trasferimento del prefetto Piscitelli».

ULTIMO ROUND

Alfano replica a tutti, come è doveroso e giusto che sia per chi rappresenta lo Stato: «Il termine scade il 19. Io vi prego di valutare il mio comportamento in base agli atti, perché credo che parlino più delle parole dette in Commissione. Credo che questo sia un punto molto importante. Ciascuno di noi nel dibattito politico esprime opinioni, ma credo che sia di comune consensus la preferenza per la democrazia piuttosto che per i commissariamenti. Occorrono la democrazia ove possibile e i commissariamenti ove necessario. Credo che questo sia un patrimonio comune. Non credo che ci sia qualcuno che possa dire di preferire in generale i commissariamenti alla democrazia.
Io appartengo alla categoria di coloro che ritengono che, se è possibile la democrazia, è meglio la democrazia, se è necessario il commissariamento, si procede per il commissariamento. Questa è la regola di natura generale. Credo anche di dovermi sottoporre alla regola per cui il ministro dell'Interno debba avere la possibilità di parlare anche attraverso gli atti. Devo essere ossequioso anche a quella regola
».
Condivido le parole di Alfano ma il punto è proprio questo: ammesso e non concesso che il commissariamento non sia democrazia (lo era forse di più la contiguità mafiosa?) e ribadito che personalmente, in Calabria e in ampie parti del Sud sponsorizzerei per almeno 3 generazioni questo tipo di democrazia “indiretta” anziché una democrazia “sospesa” o “contigua” (credo che questo sia ancor più di comune consensus), è meglio (rectius: si deve) prorogare o no ‘sto benedetto (o maledetto) commissariamento per il bene di Reggio e non di una parte, qualunque essa sia?

Quanto al trasferimento del prefetto Piscitelli per Alfano «è avvenuto in un quadro ovviamente ordinario di movimenti di prefetti, che è stato, peraltro, molto ampio».
Come molti cittadini calabresi, Ricchiuti, che pur calabrese non è, non ci sta a questa risposta e ribatte: «Capisco che ci sia un turnover, ma spostare un prefetto dove c’è un comune, come Reggio Calabria, commissariato, mi sembra una decisione discutibile».

Alfano, che non è romano, né brianzolo né calabrese ma che in Calabria ha tanti amici risponde piccato a Ricchiuti: «Non ci abbiamo mandato un calciatore. Abbiamo mandato un prefetto altrettanto bravo».

Anche Ricchiuti ha tanti amici in Calabria ed infatti controreplica: «Non discuto che sia bravo, ma forse era il caso di mantenere lo stesso prefetto».

Fine dei p
rimi round ma da domani l’incontro (salvo miracoli politici/istituzionali all’italiana) sarà diverso e ancor più crudo.

* P.S.  A poche ore di distanza dal mio articolo il Governo, sul proprio sito ufficiale, ha emesso il seguente comunicato stampa:

Al fine di consentire il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, il Consiglio, appositamente convocato, ha approvato su proposta del ministro dell’Interno il decreto che proroga di sei mesi la durata dello scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria, che a termini di legge deve essere deliberata entro il 19 febbraio.

 

 

r.galullo@ilsole24ore.com

  • bartolo |

    Caro Galullo,
    il confronto tra Commissione Bicamerale Antimafia e Ministro degli Affari Interni sulla proroga o meno d’accordare alla Terna Commissariale che sta governando il Comune di Reggio Calabria, a seguito dello scioglimento per infiltrazioni della ndrangheta, rappresenta un alta forma di dialettica democratica che, in uno Stato veramente degno di questo nome, dovrebbe destare l’attenzione di almeno il 90% di cittadini, calabresi in particolare; considerato il primato mondiale dell’organizzazione mafiosa prossima alla conquista del Palazzo sede ONU.
    Invero, con tutto il rispetto della sua attenzione sul tema, non so il resto d’Italia, ma, certamente, i reggini, incuranti per come sono stati presentati al resto del mondo, si sganasciano dalle risate.
    A me, che a causa di quello scioglimento ho perso il mio posto di lavoro, l’Onorevole Bindi e la sua Commissione; Alfano e il suo (?) Ministero che , si confrontano al fine di valutare il tempo necessario per la bonifica della ndrangheta dalla Casa comunale reggina, mi fa sgorgare lacrime a fontanella.
    Saluti, bartolo iamonte.

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