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Confindustria Reggio Calabria: «Politici responsabili della situazione disastrosa in cui versa la città. Se ne assumano le colpe»

Il 23 ottobre Confindustria Reggio Calabria ha emesso un comunicato stampa che – solo a leggere il titolo – allontanava dalla lettura. Il titolo* così recitava: «Confindustria Calabria rafforza il suo ruolo attivo nei processi di partecipazione democratica della città e della provincia».
Sapete – amati lettori del blog – che, mediaticamente parlando, sono onnivoro e dunque, vincendo la resistenza del titolo, ho cominciato a leggere il comunicato.

Il primo capoverso – se il titolo era criptico – era ancora peggio. Leggetelo con me: «L’associazione degli industriali, presieduta da Andrea Cuzzocrea, al termine dell’ultima riunione del direttivo ha deliberato l’apertura di un tavolo programmatico che coinvolga le associazioni di categoria e le parti sociali, ma anche gli altri attori del territorio».

Cosa voleva significare? Non mi sono dato per vinto. Ho continuato a leggere.

Beh, non ci crederete: una critica della stagione politica di Peppe Scopelliti & C, che manco l’avesse scritta un giornalista cialtrone! Il nome dell’ex sindaco di Reggio Calabria non viene mai citato ma sfido qualunque persona di buon senso a leggere diversamente ciò che c’è scritto nel comunicato stampa. Per carità, nulla questio sul fatto che, se al posto della lunghissima stagione scopellitiana (diretta o indiretta), ci fosse stata altra stagione di altro colore politico, nulla o quasi sarebbe cambiato nella valutazione confindustriale, visto che centro, destra e sinistra in Calabria fanno a gara per chi amministra peggio.
Lo scopo di Confindustria – lo spiegano gli associati – è quello di avviare un percorso nuovo, il cui obiettivo è individuare pochi e chiari temi da sviluppare per il futuro di Reggio, una città – è stato evidenziato nel corso dei lavori – «che non ha bisogno di “libri dei sogni” né di inseguire modelli insostenibili dal punto di vista amministrativo, economico e sociale». Come – per caso – il “modello Reggio”?
Il direttivo di Confindustria (dove, suppongo, non frequentandolo, ci sono imprenditori di ogni estrazione politica e che dunque avranno votato a destra o a sinistra) ha pienamente condiviso l’impostazione data dal presidente Cuzzocrea che, nell’introduzione, ha rilevato la drammaticità della situazione. Alla politica – è stato univocamente rimarcato dal direttivo di Confindustria – «va attribuita senza ombra di dubbio e senza distinzione di colore la vera responsabilità di una condizione che non può che essere definita disastrosa. Reggio è in coda a tutte le graduatorie che tengono conto degli indicatori della vivibilità, del benessere sociale e della qualità dei servizi pubblici. E’, viceversa, in testa alle classifiche sulla povertà, sulla disoccupazione, sulla mortalità delle imprese, sull’economia sommersa».

Vede, Cuzzocrea e con lei il direttivo tutto, se queste cose le avesse scritte un giornalista cialtrone qualsiasi (poniamo me, per esempio, visto che questo è quel che pensa di me Scopelliti e gliene sarò eternamente grato) sarebbe stato additato come un complottista demogiudoplutomassonico. Quel che mi consola è che lo hanno pensato – prima di lui – altri Governatori calabresi e tanti altri poolitici (!?) calabresi, anche di diversa estrazione politica (a testimonianza che non guardo in faccia a nessuno). Un nemico della città, dunque, come se quel che lei esprime – e che esprimerebbe qualunque persona di buon senso – fossero opinioni e non invece, come drammaticamente sono, dati di fatto incontrovertibili.

Ma lei Cuzzocrea – mi scusi se mi rivolgo così a lei ma non ci conosciamo – va addirittura oltre e osa l’inosabile. Reggio, dice, e con lei il direttivo, mi piace sottolinearlo, «è soffocata dalla ‘ndrangheta che stritola le aziende sane. E’ paralizzata dalla crisi di un Comune che è stato commissariato per mafia e che versa, come e più degli altri enti locali, in condizioni penose dal punto di vista economico-finanziario. La liquidità che è stata iniettata dal governo non è un’elargizione gratuita ma un prestito oneroso che i cittadini pagheranno a carissimo prezzo per i prossimi vent’anni».

Per aver scritto le stesse cose sulla ‘ndrangheta – da molti anni prima del direttivo di Confindustria Reggio – sono stato additato come un nemico della città, un pupo nelle mani di pupari, suppongo, demogiudoplutomassonici. O forse soltanto plutomassonici. O forse soltanto Pluto, nel senso del cane disegnato da Walt Dinsey. Per anni ho scritto e – Cristo solo sa perché – continuo a scrivere delle penetrazioni delle cosche nella res pubblica reggina e calabrese ma questo non andava, non va e non andrà bene ai veri pupari, quelli che stanno mettendo in ginocchio da diversi decenni Reggio e la Calabria tutta. Per aver scritto, questo in tempi più recenti, che chiunque prenderà in mano la città dovrà diventarne il curatore fallimentare sono stato preso a maleparole dai soliti noti, evidentemente (come credo sarà) già sicuri di vincere.
«Reggio Calabria è malata e i suoi veri nemici sono coloro che vogliono continuare a somministrarle una cura sbagliata – continua con raro sprezzo del pericolo il comunicato stampa – . Né è ammissibile che chi ha partecipato a pieno titolo a una certa gestione amministrativa oggi possa declinare le responsabilità che gli appartengono. La vecchia terapia porterà alla morte civile, sociale ed economica la città più grande, popolosa e importante della nostra regione».

Spero vivamente che queste prese di posizione, Cuzzocrea e direttivo tutto, non siano un manifesto politico (nel senso deteriore) ma, come lei scrive e il direttivo sottoscrive, «un tavolo programmatico di Confindustria Reggio Calabria che intende rappresentare un momento di vero confronto e di condivisione tra soggetti realmente interessati al futuro della città: dal decreto Reggio al turismo, dalla pubblica amministrazione alla legalità, dalle politiche sociali ai trasporti».
Sono abbastanza vecchio (giornalisticamente parlando) per non credere ai tavoli programmatici (forse sarà anche per questo che quel titolo mi allontanava dalla lettura) ma è giusto che richiamate con forza – visto che recentemente anche voi industriali ed imprenditori siete stati duramente attaccati da Scopelliti e i suoi sodali – il «diritto/dovere di stimolare la politica e la classe dirigente cittadina con assoluta e irremovibile determinazione, perché è questo il compito di chi si assume il rischio e la responsabilità d’impresa dando lavoro e lustro alla nostra realtà. In una comunità sempre più dilaniata dalla personalizzazione degli scontri, che ha finito per alimentare la disaffezione dei cittadini dalla res publica, per gli industriali reggini non dovranno prendere il sopravvento le forze della malapolitica e del malaffare».
E’ il momento di superare le visioni particolari e di avere a cuore l’interesse superiore di Reggio e dei reggini: lei, voi, così concludete quel comunicato stampa che – l’avesse anche solo pensato un giornalista – sarebbe stato per l’ennesima volta crocefisso.

Io sottoscrivo quella frase finale solo che dovete convincermi che sarà davvero così
e dovete spiegarmi come ci riuscirete. Magari anche con un sano senso di autocritica.

Ho sempre pensato e continuo a pensare che destra, centro e sinistra in Calabria siano solo sostantivi sul vocabolario e non contenitori di principi e valori contrapposti, vivaddio, ma rivolti in una sana competizione al bene superiore della cosa pubblica. E ho sempre pensato e continuo a pensare che la cupola mafiosa che governa Reggio e la Calabria sia fatta anche (ma non solo) di cosche, sempre più agenzie di servizio per quel governo strisciante e sotterraneo (senza colore politico) che ha portato la vostra città e la vostra regione alo sfascio negli anni.

*troverete sopra il pezzo titolo che avrei fatto io al comunicato stampa.

r.galullo@ilsole24ore.com

  • bartolo |

    forse galullo non comprende. e forse io comprendo male. comunque nel faro di capospartivento sta la baita-villa dell’onorevole minniti, in fatti di disastri contro la calabria, questo eminente personaggio… ha delle responsabilità che altro che scopelliti…
    complimenti galullo. soltanto, quando accusa i calebresi di essere inermi, ecco perché a mio avviso dice una bestemmia… i calabresi sono solo vittime, vittime, vittime.. di un sistema che, altro che ndrangheta!!!

  • campacavallo |

    QUANDO IL FARO DI CAPOSPARTIVENTO RITORNA A ILLUMINARE IL MARE CALABRO
    SERVIZI E NUOVA ANTIMAFIA AL SERVIZIO DELLA REGGIO BELLA E GENTILE
    ORA SI CHE IL POPOLO REGGINO E NON PUO’ TORNARE A SPERARE I RAGGI ILLUMINATI DEL PREDETTO FARO SONO RITORNATI PIU’ RADIOSI DI PRIMA
    UBER ALLES REGGIO, I CONFINDUSTRINI SENZA INDUSTRIE SI SONO STANCATI DI FARE LA FAME, FORZA O MIO BEL FARO ILLUMINA IL NOSTRO CAMMINO NOI AL MASSIMO CI METTIAMO I NOSTRI VOTI, CON IL PORCELLUM E ANCHE SENZA.

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