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MAFIA CINESE/2 Sapete perché non si riesce a combatterla? Perche mancano interpreti dei dialetti dello Zhejiang e del Fujian!

Cari amici di blog, proseguo con il racconto dell’audizione in Commissione antimafia, il 24 ottobre, del procuratore capo della Repubblica di Firenze, Giuseppe Quattrocchi e dei sostituti procuratori Tommaso Coletta ed Ettore Squillace Greco. E proseguo con il raccontare ciò che ha aggiunto il prefetto di Firenze Luigi Varratta.

Il tema – dopo aver affrontato due giorni fa il tema della criminalità russa – è ancora oggi lo stesso: la mafia cinese.

Il sostituto Coletta affronta un problema tanto banale quanto incredibile: la lingua.

E’ una questione che dovrebbe essere risolta forse anche dalle nostre strutture di vertice, magari al livello organizzativo – afferma Coletta -. Le conversazioni captate in corso di intercettazioni sono in lingua cinese. Ora, finché parlano in mandarino abbiamo un numero sufficiente di interpreti ma, poiché le bande giovanili cinesi che agiscono con metodo mafioso provengono soprattutto dal Fujian, non abbiamo interpreti di lingua fujianese. Di conseguenza, il 50-60% del materiale probatorio che abbiamo captato nel corso delle intercettazioni rimane nei dischetti e nessuno ce lo traduce. Si è tentato, forse a livello di Procura nazionale antimafia, di creare un albo di interpreti, però il progetto non va avanti; non riesce a raggiungere risultati, sicché la difficoltà permane”.

 SQUILLACE GRECO

 Il sostituto Squillace Greco concorda su tutto. “I cinesi continueranno a commettere reati, ma noi non riusciremo ad indagare su di loro – dichiara – perché non conosciamo i dialetti: lo Zhejiang ed il Fujian sono quanto l'Europa, per cui diventa difficile affrontare il problema. Da questo punto di vista la direzione distrettuale antimafia ha cercato di dare una mano per trovare degli interpreti, ma è impossibile, perché bisogna trovare un interprete per ogni dialetto: è come dover cercare un interprete che parla svedese, uno che parla inglese, uno che parla romeno, perché nelle varie province e nei vari territori che compongono lo Zhejiang ed il Fujian vengono parlate lingue diversissime”.

 LUIGI VARRATTA

 Il 7 novembre, sempre in audizione in Commissione antimafia, è il turno del prefetto Luigi Varratta, da poco trasferito da Reggio Calabria. Aggiunge poco o nulla  “La criminalità cinese è la più pericolosa – afferma – in grado di trarre profitti notevolissimi dalla contraffazione e contro la quale vi sono difficoltà anche a reperire gli interpreti, considerato che molti cinesi parlano la lingua fujianese; ciò comporta il fatto che circa la metà delle intercettazioni effettuate rimanga senza traduzione.

Nel leggere queste notizie saranno felici il Comando provinciale della Gdf di Venezia e il Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma che, proprio poche ore fa, hanno eseguito 11 arresti e sequestrato beni (60 tra appartamenti, negozi, centri massaggi, un hotel, molte auto di lusso e conti correnti bancari) per 20 milioni, sventando un’associazione italo-cinese

L’organizzazione criminale italo-cinese, attraverso traffico di immigrati clandestini, sfruttamento della prostituzione ed il riciclaggio, aveva creato un vero e proprio impero economico, “colonizzando” letteralmente vaste zone del Veneto.

Le pratiche di immigrazione o ricongiungimento familiare di cinesi, in parte poi avviate alla prostituzione, ruotavano intorno a falsi contratti d’affitto, compiacenza di uffici pubblici nell’accettare documenti falsi e verificare residenze fittizie, false buste paga e falsi contratti d’assunzione ed anche conti correnti e mutui intestati a prestanome per nascondere la reale proprietà dei beni accumulati.

Seguitemi domani: un post sintetico ma che vale più di un libro perché in Italia la lotta alla mafie…è un a cosa seria!*

2 – to be continued (la precedente puntata è stata pubblicata ieri 12 dicembre)

r.galullo@ilsole24ore.com

* Non ridete per piacere. Parlo seriamente. E non ridete cvibbio!

  • paolo piazzini |

    si lo sappiamo grazie lo stesso

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