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Con l’amante in un comune attaccato a quello in cui ha obbligo di soggiorno: il pm chiede 3 anni ma il giudice lo assolve. Viva l’amore!

Giuro che quando l’ho ricevuta non ci credevo.

Parlo della mail che, alcuni giorni fa, ho ricevuto da un avvocato.

Non lo conosco – non ho la più pallida idea di chi sia – ma la storia è fantastica!

Costui ha scritto di sana pianta una mail/articolo su una vicenda (sur) reale del quale è stato protagonista.

La mail/articolo l’ha persino titolata.

Ecco a voi come: “Sorvegliato speciale rischia tre anni di carcere per una fuga amorosa”.

Non essendo un giornalista ha sbagliato la titolazione che avrebbe dovuto essere: “Con l’amante in un comune attaccato a quello in cui aveva l’obbligo di soggiorno: il pm chiede tre anni ma il giudice lo assolve

Vi state incuriosendo almeno un pochino? Beh lo spero, anche perché la mail/articolo preconfezionato è stata subito ripresa da alcuni siti e giornali locali che l’hanno titolata come l’hanno ricevuta e l’hanno persino…firmata con il nome del giornalista o a cura della redazione. Pazzesco! Ma dove sta andando la nostra sacra professione?

Ma veniamo a noi. Cosa racconta l’avvocato aspirante giornalista? Che il suo assistito, un pregiudicato sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, era stato accusato dalla Procura della Repubblica – come vedete sto appositamente evitando di permettere l’identificazione di soggetti e luoghi perché quel che mi interessa non è fare pubblicità gratuita ma analizzare questa vicenda (sur)reale e che, a mio giudizio, segna una sconfitta per la giustizia – di essersi incontrato con l’amante in un hotel edificato in un altro comune, violando così l’obbligo di soggiorno.

La denuncia della “scappatella” si deve all’osservanza della legge: l’albergo ha trasmesso al commissariato di Polizia i soggiorni delle 24 ore precedenti e così gli agenti hanno scoperto che il sorvegliato speciale la notte prima se la spassava tra le lenzuola. Per questo il pm ha chiesto tre anni di reclusione.

E qui subentra l’avvocato, che contesta due cose: 1) l’hotel era al confine tra i due comuni; 2) il cliente non era consapevole di violare l’obbligo di soggiorno in ragione del fatto che l’hotel stesso dista poche centinaia di metri dall’ultima casa posta nel comune.

In punta di diritto la difesa ha sostenuto anche la tesi che il principio giuridico secondo cui la legge non ammette ignoranza, vale a dire l’”ignorantia juris non escusat” (è scritto proprio così nella mail/articolo, anche se si scrive “ignorantia iuris non excusat”…sigh!) “riguarda l’inconsapevolezza relativa alla sussistenza o alla reale portata di un precetto giuridico e non, viceversa, un fatto che funge da presupposto all’applicazione dello stesso”.

Con queste premesse l’impianto difensivo è giunto ad escludere la sussistenza del fatto delittuoso in ragione della mancanza dell’elemento soggettivo – dolo generico – necessario per configurare la condotta criminosa.

Pochi giorni fa il giudice monocratico del Tribunale, a fronte di una richiesta di condanna a 3 anni di reclusione avanzata dal pm, cosa fa? Ritiene fondate le argomentazioni della difesa e assolve il pregiudicato, reo soltanto, si legge nella mail/articolo spedita dal legale, “di essersi lasciato inebriare dalla passione amorosa e di non aver saputo porre un freno alla tentazione fedifraga”.

Insomma: l’amore vince sempre. Anche nel confronto con la giustizia. E poi, quando c’è la “bestia” che ribolle e la tentazione è fedifraga…A regà, l’ommo è ommo!

r.galullo@ilsole24ore.com

  • matteo zocca |

    vado OT ma sembra che per il pm Cisterna le cose si mettano male:
    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1N6PQ9

  • bartolo |

    caro galullo,
    se non fossimo nello stato che ha partorito le mafie, ci sarebbe da dire, VIVA la giustizia.
    epperò, nel caso specifico, la procura generale della corte di cassazione farebbe bene a procedere contro il giudice dell’amore per favoreggiamento con l’aggravante dell’art. 7 (aver favorito la ndrangheta) come avviene di norma per migliaia di innocenti sacrificati al principio del libero convincimento del giudice… “norma”, questa, che solleva il valente magistrato da ogni responsabilità; purché, motivi logicamente la sua decisione.

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