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MILANO CRIMINALE/4 L’autorigenerazione delle cosche calabro-lombarde colpite dalla Procura antimafia

Questo mio pezzo di approfondimento è stato pubblicato il 12 settembre sul Sole-24 Ore a seguito dell'indagine Ulisse della Dda di Milano che ha condotto in carcere 37 persone, di cui vi sto parlando da giornoi su questo blog. Lo ripropongo – integrato dalla nota della Confindustria Monza e Brianza di cui diedi conto in un nuovo articolo il giorno dopo sul giornale – per quanti non hanno potuto leggere nè l'uno nè l'altro, continuando sulla scia dei primo post su "Milano criminale" pubblicati (si veda l'archivio dal giorno 12 settembre in avanti).

 

Ancora una rete della 'ndrangheta militare smantellata in Lombardia, tra Milano e Monza. Merito della Direzione distrettuale antimafia, coordinata da Ilda Boccassini, che ha condotto l'operazione Ulisse  e ha portato a

37 ordini di custodia cautelare, firmati dal Gip Andrea Ghinetti. Se fosse servita la riprova che questa regione è ormai terra di profondo insediamento della criminalità, eccola dunque il giorno dopo il duplice omicidio nel capoluogo di Massimiliano Spelta e della sua compagna Sulejni Carolina Ortiz Paiano, dominicana di 21 anni, anche lei incensurata e lo stesso giorno in cui, in pieno giorno, c'è stata una sparatoria in centro tra due auto in corsa.

I provvedimenti riguardano i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, porto e detenzione illegale di armi, usura ed estorsione, tutti aggravati dalle finalità mafiose.

Si tratta dell'ennesimo risvolto dell'indagine Infinito che ha portato all'emissione delle ordinanze di custodia cautelare del 5 e 7 luglio 2010, del 18 ottobre 2010 e del 4 aprile 2011, a testimonianza del fatto che ormai esiste una vera e propria "filiera" di operazioni che puntano al cuore economico-criminale delle cosche calabro-lombarde. Questa è dunque la quinta ordinanza emessa dalla Dda di Milano che ha coordinato le indagini condotte, in questa fase, dal Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei Carabinieri-sezione anticrimine di Milano.

L'operazione – tra i tanti meriti – ha quello di aver evidenziato la "autorigenerazione" delle cosche in Lombardia e il potere di sottomissione che esercitano nei confronti degli imprenditori originari della Calabria o comunque vessati in maniera violenta dalle cosche, che non hanno (quasi) mai la forza di denunciare. Cosche che hanno ormai importato anche le tecniche di sopravvivenza e latitanza, come dimostra il bunker trovato a Giussano, simile a quelli scoperti nella Locride.

La "locale" di Giussano (vale a dire una "cellula" di 'ndrangheta strutturata), direttamente collegata alle "locali" catanzaresi di Guardavalle, Monasterace e Stignano, dopo aver avuto a capo Carmelo Novella (ucciso a San Vittore Olona il 14 luglio 2008) e Antonino Belnome, arrestato il 13 luglio 2010 e poi pentitosi, è passata nelle mani di Michael Panaija, arrestato il 10 aprile 2011. Sarebbe stato proprio Panaija, anche lui pentito, a svelare che il comando a Giussano era ormai nelle mani di

Ulisse Panetta, in possesso della dote del "vangelo".

E' Panetta – arrestato – si legge nell'ordinanza, "a sovrintendere alla gestione dell'armamento della locale…a mantenere i contatti con gli esponenti delle famiglie di riferimento in Calabria…a mantenere i contatti con le famiglie degli arrestati della locale, a partecipare ai summit nei quali vengono conferite doti e cariche e a partecipare alla pianificazione delle attività criminali percependone anche parte dei proventi".

Nella rete della Boccassini è caduto (si legge sempre nell'ordinanza) anche Peppino Corigliano

in possesso secondo gli inquirenti della "santa", ovvero di una dote superiore che gli consente di far parte della "società maggiore", diventato responsabile della "locale" di Seregno dopo gli arresti di presunti affiliati avvenuti il 13 luglio 2010 e l'11 aprile 2011. Più o meno uguale a quello di Panetta, il ruolo di Corigliano.

 

Il secondo aspetto – sottolineato con forza da Boccassini – è ancora la scarsa propensione degli imprenditori (in gran parte di origine calabrese e comunque sottoposti a usura e estorsioni dalle cosche) a denunciare minacce, telefonate minatorie, attentati incendiari e l'esplosione di colpi di pistola.

Gli industriali di Monza e della Brianza, però, proprio non ci stanno a passare per collusi con le cosche e omertosi con la Giustizia e le Forze dell'ordine.

La forza di 60mila imprese e la loro ribellione a ogni forma di connivenza è stata portata a sintesi da Renato Cerioli, presidente della locale Confindustria, che ha dialogato a distanza anche con la coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia, Ilda Boccassini. "Credo che le parole del pm siano state riprese in modo strumentale dalla stampa – ha esordito Cerioli e parlare di classe imprenditoriale collusa con i clan è fuori luogo e fuorviante. Nel nostro territorio come in altri in Lombardia sono stati accertati episodi di infilitrazioni mafiose legati purtroppo ad alcuni settori della vita pubblica e ad alcune imprese circoscritte a specifici settori economici ma esistono importanti anticorpi che sono alla base degli importanti successi che la magistratura e le forze dell'ordine hanno consguito in questi ultimi anni nel nostro territorio".

Pochi casi e limitati insomma – soprattutto se paragonati percentualmente alla forza dei numeri delle imprese – e comunque combattuti da sempre da Confindustria, in una linea di continuità che è patrimonio da anni.

Ci vuole un cambio di mentalità, ha sottolineato Boccassini e magari anche uno scatto di orgoglio e speranza come quello di           

Loreno Tetti, testimone di giustizia nel processo Redux Caposaldo, al quale nella notte tra il 17 e il 18 luglio, in zona Città Studi, è stato incendiato il furgone di panini. Tetti – l’unico a confermare la testimonianza contro il clan Flachi per le attività estorsive condotte nei confronti dei venditori di panini e bibite a Milano – ha riaperto l'attività il 10 settembre.

A lunedì 17 con un nuovo post.

r.galullo@ilsole24ore.com

4 – to be continued

 

(le precedenti puntate sono stata pubblicata il 12, 13 e 14 settembre)