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Filotto di avvisi di garanzia per il Governatore calabrese Scopelliti – Le reazioni di Naccari (Pd) e Napoli (Fli)

Anche questa è "poca roba". Lo fa capire lui stesso, Peppe Scopelliti che non a caso – con un'abitudine ormai consolidata – avverte tutti nel corso di una pausa del consiglio regionale.

«Sono stato convocato in Procura dal dottore Dominijanni perché indagato per la vicenda che riguarda la nomina della dirigente Sarlo. L’assessore Tallini ha già detto che si è trattato di una scelta collegiale e io da presidente fornirò con serenità ogni chiarimento necessario» ha infatti riferito ieri.

Il Governatore Scopelliti gioca ancora d’anticipo e annuncia l'iscrizione nel registro degli indagati per la vicenda della nomina a dirigente generale della Regione di Alessandra Sarlo.

Il Presidente della Calabria – inventore dell'invidiato modello Reggio – ha fatto anche la battuta: «So già che questa notizia riempirà le prime pagine di tutti i giornali ma ormai siamo abituati a tutto».

Anzichè fare battute e richiamare la guerra del Vietnam che circonderebbe la sua Giunta (identica cosa raccontava l'ex Governatore Loiero Agazio quando leggeva i miei articoli critici sul Sole-24 Ore, evidentemente la "piangite" è filo comune delle inesistenti destra e sinistra calabrese) avrebbe fatto meglio a chiarire qual è (sarebbe) l'ipotesi o le ipotesi di reato. Abuso d'ufficio? Concussione?

Non so se è un record assoluto tra i Presidenti delle Regioni ma di certo l'onni-sorridente Governatore calabrese, fra avvisi di garanzia e rinvii a giudizio, sta imbucando un filotto dietro l'altro.

Come ricorda il grande "manovratore" Lucio Musolino sul Corriere della Calabria (a proposito: il Partito dei Comunisti italiani è l'unico che ha visto – rectius: l'unico che ha voluto vederla – l'informativa della Squadra mobile e dei Carabinieri di Reggio sul diritto di cronaca e la libertà di stampa che ha coinvolto oltre a Musolino e chi vi scrive anche il collega Paolo Toscano della Gazzetta del Sud e di cui ho dato conto su questo blog il 27 luglio), "

"appena due settimane fa l'ex sindaco della città dello Stretto è stato rinviato a giudizio nel processo che si sta celebrando davanti al Tribunale di Reggio sul caso Fallara. Il 7 novembre prossimo dovrà comparire in aula per rispondere di abuso d'ufficio e falso in atto pubblico…sempre a Reggio il governatore Scopelliti e l'attuale assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Caridi, sono in attesa del processo d'appello per la mancata bonifica della discarica di Longhi Bovetto…Tentato abuso d'ufficio è l'accusa, invece, che gli contesta il pm di Catanzaro Gerardo Dominijanni. Scopelliti è finito nel registro degli indagati in qualità di commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro della sanità…".

Lo dico sinceramente e con il cuore in mano al netto del fatto che anche Scopelliti (come quasi tutti i politici calabresi abituati a essere lisciati da una corposa parte della stampa) mi considera – come ha espressamente dichiarato – un "cialtrone": caro Presidente rispetti la libertà di stampa. Non la irrida con il prestesto di svelare una verità – l'ennesima iscrizione nel registro degli indagati – che i bravi colleghi calabresi sarebberso stati comunque in grado di raccontare.

Anche perchè se non ci arrivano loro ci arriva quel pò di oppisizione che resta in Calabria dove ne accadono di ogni ma pochi, pochissimi hanno la forza di denunciare. E sapete perchè? Perchè il cerchio dell'impunità oggi tocca a te e domani può toccare a me. Tanto vale rafforzarlo il cerchio magico anzichè indebolirlo.

E così capita che Demetrio Naccari Carlizzi – forse l'unica voce temuta del Pd reggino e non a caso l'indagine della Procura di Reggio che lo coinvolge e che credo che riserverà parecchie sorprese inattese viene cavalcata alla grande dal Pdl – è tra i pochi che si espone con una mail speditami con l'autorizzazione alla pubblicazione (altri mi hanno scritto o telefonato ma nessuno mi ha autorizzato perchè, si sa, il coraggio è di chi lo ha). Mi scrive Demetrio Naccari Carlizzi:

«La discussione sull’azione amministrativa e sui rapporti con i poteri ed in particolare con la criminalità organizzata non può alimentarsi di simpatie o pettegolezzi e nemmeno di una caricatura tra buoni e cattivi condizionata da chi ha più forza comunicativa. L’analisi sia politica che giudiziaria deve essere rigorosa sugli atti e sui provvedimenti perché è su questo che è possibile distinguere i comportamenti dal marketing individuale dove molti sono capaci di apparire diversi da come sono realmente. Il Tribunale di Reggio Calabria nei giorni scorsi aveva statuito circa la competenza del processo Sarlo (nomina all’asp di Vibo) come riporta Il Quotidiano della Calabria nell’edizione del 31 luglio, partendo dal presupposto che "l’atto finale della presunta corruzione era stata disposta dal governatore Scopelliti in persona". Anche qui è necessario analizzare i fatti, le chiacchiere valgono poco».

E così capita che il 2 dicembre 2011 il membro della Commissione parlamentare Angela Napoli (Fli) dia alle stampe un comunicato che in maniera algida (considerazioni politiche di cui poco mi cala così come poco mi calano quelle di Naccari Carlizzi e del mondo intero) ha ricostruito la vicenda "Sarlo" nella quale è appunto coinvolto il Governatore che - glielo auguro di cuore per il bene dei calabresi – sono sicuro che uscirà immacolato dalle accuse.

Ve lo allego sotto, affinchè sia data contezza di quanto – ogni morte di Papa – destra e sinistra hanno il coraggio di scrivere.

Gli incarichi nella Regione Calabria della dottoressa Alessandra Sarlo

L'inchiesta "Infinito" ha confermato come in Calabria meritocrazia e disoccupazione vengono calpestate pur di favorire parenti di noti personaggi e nulla importa se questi finiscono poi arrestati con l'accusa di corruzione, rivelazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento personale aggravato dalla finalità di favorire l'associazione mafiosa.

Ed è così che l' 11 maggio 2010 la dottoressa Alessandra Sarlo, moglie del Magistrato reggino Vincenzo Giglio, arrestato il 30 novembre 2011, riceve una telefonata da parte del medico Vincenzo Giglio, cugino omonimo del Magistrato, e anche lui arrestato nell'operazione "Infinito", con la quale le viene comunicato che sarebbe stato fissato un incontro per riuscire ad ottimizzare una sua collocazione occupazionale di dirigente in ambito regionale.

Sta di fatto che il 12 luglio 2010 la Giunta regionale della Calabria, con delibera n. 507, nomina la dottoressa Alessandra Sarlo a Commissario Straordinario dell'ASP di Vibo Valentia, per la durata di
mesi sei. Il relativo decreto di nomina, n. 212, viene firmato dal Presidente della Giunta regionale a soli due giorni di distanza e precisamente il 14 luglio 2010.

Si da il caso che il 23 dicembre 2010 il Presidente della Repubblica decreta l'affidamento della gestione dell'amministrazione dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia ad una commissione straordinaria, a seguito della deliberazione di scioglimento per infiltrazione mafiosa, adottata dal Consiglio dei Ministri il 17 dicembre 2010, su proposta dell'allora Ministro dell'Interno, Roberto Maroni.

Non può essere sottaciuto il fatto che nella relazione che ha portato allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell' ASP di Vibo Valentia, viene evidenziato come alcune illegalità, anche di natura mafiosa, presenti in quell'Azienda, siano perdurate durante la gestione del Commissariamento con a capo la dottoressa Sarlo.

Ma, per l' amministrazione della Regione Calabria, la moglie di quel Magistrato non può continuare ad accontentarsi del suo ruolo di Dirigente interno presso l' amministrazione provinciale di Reggio Calabria e allora, con delibera n. 308 del 12 luglio 2011, su proposta dell'Assessore regionale al personale, Domenico Tallini, delibera di istituire il Dipartimento "Controlli", prefigurando 1 Direzione Generale, 2 Settori e 4 Servizi con a capo di ognuno un dirigente.

Il 26 luglio 2011 viene pubblicato sul sito della Regione l'avviso interno per il conferimento dei relativi incarichi dirigenziali, prevedendo la scadenza dopo soli 7 giorni.

L' 11 agosto 2011, la Giunta regionale, con deliberazione n. 381, ha determinato che nessuna delle 9 candidature interne, aderenti all'avviso del 26 luglio 2011, "risultava idonea" ai fini del conferimento dell'incarico di Dirigente Generale del neo istituito Dipartimento "Controlli", pur se dalla tabella allegata all'atto si rilevava che alcuni partecipanti avevano ricoperto ruoli dirigenziali apicali e specifici, e, pertanto, la stessa Giunta demandava il conferimento dell'incarico al Dipartimento "Organizzazione e Personale".

Per delega del Dirigente Generale, avv. Umberto Nucara (già dirigente del Comune di Reggio Calabria), viene attestata la regolarità amministrativa e contabile dell'atto e dell'istruttoria dalla dottoressa Rosalia Marasco, dirigente del Settore Giuridico, il cui contratto risulta però nullo, poiché la Corte Costituzionale, con sentenza n. 108 del 23 marzo 2010, ha dichiarato illegittima la legge regionale n. 8/2010, in base alla quale la stessa Marasco era stata trasferita dal Comune di Cosenza alla Regione.

Il 16 agosto 2011 è stato pubblicato, per la copertura del posto del Dipartimento "Controlli, l'avviso per dirigenti comandati da altre Pubbliche Amministrazioni, con scadenza 10 giorni.

L' 1 settembre 2011 la Giunta regionale della Calabria, con delibera n. 389, individua tra i 7 partecipanti, guarda combinazione, nella dottoressa Alessandra Sarlo (moglie del Magistrato Vincenzo Giglio), la dirigente generale del Dipartimento "Controlli" e le assegna tale ruolo, decretato in data 16 settembre 2011 dal Presidente della Giunta Regionale, con atto n. 149.

Quanto sopra fa emergere alcune delle modalità con le quali la Regione Calabria gestisce gli incarichi e la necessità a ché l'Italia si doti con urgenza di un adeguato provvedimento legislativo anticorruzione.

on. Angela Napoli

Componente Commissione Parlamentare Antimafia

 

Roma, 02 dicembre 2011

  • Massimo Di Stefano |

    Il pentito Nino Fiume attendibile a intermittenza. Quando accusa Il governatore Scopelliti, è un menzognaro, se accusa De Stefano dice la verità. I misteri della ndrangheta 🙂

  • matteo zocca |

    caro Galullo sa per caso se il Governo ha deciso di sciogliere il comune di Reggio? o almeno entro quale data deve prendere questa decisione ? grazie

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