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INCONTRO ESCLUSIVO/ 2 Il boss pentito di ‘ndrangheta Luigi Bonaventura: “Una scorta dopo l’incontro con il pm Lombardo”

Cari amici da ieri sto raccontando l’incontro che ho avuto a Termoli (Campobasso) con il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, boss di ‘ndrangheta crotonese, destefaniano fin dalla prima ora.

Luigi Bonaventura (per una parte del profilo rimando al post di ieri) è quello che il 26 gennaio di quest’anno, rispondendo nel corso di un’udienza a Catanzaro, si dipinge così: “io appartengo ad una famiglia di ‘ndrangheta di Crotone, che è la Vrenna Bonaventura. Diciamo che comunque io appartengo a questa cosca, da legami di sangue cioè sono nato, mio nonno era Luigi Vrenna chiamato o zirro, insomma era uno dei capi della Calabria all’epoca. Comunque, ricopro un ruolo già importante dalla giovane età di diciannove anni venti anni, ero già un fedelissimo di mio zio Gianni, ero un suo braccio destro”.

Bonaventura – che sta collaborando da 5 anni con la Giustizia e varie sentenze ne hanno fissato l’assoluta attendibilità – denuncia da tempo il tentativo di farlo fuori (fisicamente e psicologicamente). Vive, con i suoi familiari, nel terrore. E’ logico, chiunque al posto suo avrebbe paura. Del resto lo ammette lui stesso: “ultimamente ho paura” mi dice tra una pausa e l’altra della nostra chiacchierata nell’appartamento di Termoli in cui vive.

Quell’”ultimamente” non è difficile da capire. Il 2 maggio si è incontrato a Milano con il pm calabrese Giuseppe Lombardo che sta indagando sul caso Lega/Belsito.

Lui, Bonaventura, nasce destefaniano e per la famiglia De Stefano, “mamma” delle cosche di Reggio Calabria, chi nasce così deve anche morirvi di morte naturale. Se tradisci muori prima: di morte innaturale.

E con lui – nel passato più o meno recente – ci hanno provato a farlo fuori, come lui stesso ha denunciato più volte a diverse Procure (e a loro e solo a loro spetta riscontrarne l’attendibilità).

Ora che ha virato le dichiarazioni e ha deciso di rivelare quel che conosce su un fronte nuovo – gli intrecci tra politica, eversione nera e De Stefano – quella paura si fa più forte. Quei pochi spostamenti (sempre gli stessi e abitudinari) dovranno forse cambiare e portarlo a rintanarsi ancor di più in quell’appartamento dal quale non esce quasi mai da 5 anni e nel quale riceve – come è avvenuto alla mia presenza il 9 maggio – la visita degli uomini del servizio di protezione.

E a loro,  proprio a loro – ha consegnato una lettera da spedire al Servizio centrale di protezione del Viminale a Roma, della quale sono in gradi di rivelarvi il contenuto.

UNA SCORTA E RISORSE PER SOPRAVVIVERE

Io sottoscritto Luigi Bonaventura attualmente collaboratore di giustizia visto la grave situazione di pericolo che mi trovo io e la mia famiglia specie dopo gli ultimi impegni di giustizia di rilievo nazionale, chiedo che mi venga assegnata urgentemente una scorta fissa per me e la mia famiglia per tutta la nostra permanenza qui a Termoli unico luogo con le indicazioni sopra indicate che noi riteniamo sicuro.

In più chiediamo per fronteggiare le nostre gravi esigenze di salute e non solo, che ci venga dato un prestito di 5000 euro da poter restituire a 150 euro al mese.

Detto questo e in attesa come ormai da mesi che avvenga una giusta risoluzione del contratto come nei termini stabiliti dal mio legale colgo l’occasione di inviarvi i miei più cordiali saluti”.

Queste sono le richieste. Legittime? No? Altri giudicheranno, così come altri appureranno – con ulteriori riscontri anche incrociati – ciò che ha raccontato e racconterà ancora Luigi Bonaventura sulla famiglia De Stefano e sulle fortune politiche di alcune persone.

Un fatto è certo: un conto è raccontare dall’interno la ‘ndrangheta di Crotone (che nella letteratura di settore viene, non a caso, definita “minore”), altro conto è toccare i fili del potere: quelli che conducono alla “mamma” reggina che tutto può: i De Stefano. In questo caso chi tocca i fili – se non ha una “protezione” a terra – muore.

A domani, con un nuovo approfondimento sul collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura.

2 – to be continued (la prima puntata è stata pubblicata il 14 maggio)

r.galullo@ilsole24ore.com

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