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Omicidio di Carmelo Novella/2 Per il boss Belnome staccare la Lombardia dalla Calabria è impossibile

Cari amici come sapete da ieri (rimando all’archivio) sto analizzando l’ordinanza del 4 aprile 2011 del giudice milanese Ghinetti sull’omicidio del presunto boss di ‘ndrangheta Carmelo Novella, ucciso a San Vittore Olona il 14 luglio 2008. Delitto che sto analizzando alla luce non solo dei verbali del boss pentito Antonino Belnome (che dopo averlo negato si è autoaccusato di quell’omicidio) ma – paradossalmente – grazie a ciò che la pubblica accusa (certificata dall’ordinanza) mette nero su bianco.

Il movente principale non sarebbe – come ci ha messo in testa per anni la pubblicistica velinara e chi non si pone mai dubbi – l’idea secessionista di Novella, che voleva proclamare la “Libera Repubblica di Lombardia” fondata sulla ‘ndrangheta ma principalmente (ripeto: principalmente) su questioni meramente di guerre e omicidi promessi tra boss, padrini e mezze tacche legate – altrettanto ovviamente – ad affari e prevalenza sui mercati ma – soprattutto – a causa di sgarbi che il Novella avrebbe fatto (ma su questo punto ci arriveremo domani).

Vediamo – ad esempio – cosa fa mettere a verbale alle pagine 5 e 6 Belnome il 13 ottobre 2010 (quando non è ancora pentito e sulla “tempistica” rimando al post di ieri). Leggete.

I litigi con Novella sono successi antecedenti agli arresti che hanno avuto loro nella Mythos – dichiara Belnomeperché si erano scoperte delle cose che il Novella voleva uccidere il Gallace, si sono venuti a sapere certi fatti diciamo da parte del Gallace imperdonabili; poi era accusato di un tragiratore, uno che armava carrette per far litigare, nel senso con altre famiglie… Insomma da amici che erano, amici amici intimi , si sono odiati. Lui è rimasto giù ancora per un certo periodo ...”

Insomma – è vero che il “nostro” non si era ancora pentito ma in pratica dice: guardate che Novella voleva uccidere il boss Gallace, non propriamente un piccolo calibro in Calabria.

Sempre Belnome, nella stessa data dirà: “Novella è rimasto giù in Calabria per un

certo periodo, però lì non hanno voluto toccarlo perché l’avrebbero pagata, allora aspettavano che andasse al nord. Poi al nord diciamo si è compiuto questo fatto, così loro avevano meno … se l’avrebbero ammazzato a Guardavalle penso che la Magistratura e tutti quanti non avrebbero avuto dubbi…”.

Dunque, lo stesso giorno, scopriamo che la ‘ndrangheta è come i bambini: tu rubi una cosa a me e io la rubo a te. Tradotto: tu vuoi uccidere me e io allora decido di uccidere te. Lontano dalla Calabria, laddove ti sei rintanato: in Lombardia, dove certo non mancano appoggi, logistica, coperture, soldi a fottere e manovalanza. Così facendo – che scaltri ‘sti ‘ndranghetisti – i magistrati non avrebbero saputo riavvolgere il filo della trama mortale.

L’11 novembre – quando Belnome comincia ad abbozzare l’idea di pentirsi – nuovo interrogatorio.

E qui il pm Ilda Boccassini – che conduce le danze – tira fuori questa domanda: “Sì, ma a parte l'odio con i Gallace, come dice lei, lei per esempio sapeva del progetto di Novella Carmelo di creare un'autonomia della Lombardia rispetto alla Calabria?”

E Belnome, placido: “Sì, erano voci che si vociferavano”.

IL TESTO

Ora da qui in avanti lo riporto integralmente.

Pm: E cosa mi può dire in merito? Cioè che cosa dicevano le persone?

Belnome: Quelli che erano strettamente vicini a lui erano favorevoli.

Pm: Cioè, sarebbe? Faccia nomi e cognomi.

Belnome: Mah, Lamarmora, Pino Neri, i Mandalari. Tutte queste persone qui strettamente vicine a lui. E ce n'erano altri che adesso … quando mi viene in mente glielo dico.

Pm: Ma questo suo progetto era stato accolto favorevolmente dalle tre componenti Ionica, Tirrenica …

Belnome: La Ionica non l'ha mai calcolata, oggi come oggi la più potente è la Ionica. Oggi, allo stato attuale, sì. Perché dalle altre parti chi è stato decimato, chi ha avuto parecchi arresti. La Ionica negli ultimi anni era importante e lui aveva proprio il problema lì, con questi personaggi. I suoi problemi erano con loro.

Pm: Questi personaggi, nomi e cognomi.

Belnome: Vincenzo Gallace, Ruga Andrea, Cosimo Leuzzi, aveva contro non poco, per questo lui se ne andò, in sostanza, non aveva la forza di affrontarli se rimaneva in Calabria. Al nord magari si poteva organizzare, perché al nord era …

Pm: Poteva contare su un esercito diciamo suo, di famiglie, di locali …

Belnome: Era molto seguito .

Pm: …che l'avrebbero seguito.

Belnome: Era molto seguito, però dalla Calabria non era più tanto seguito lui, anche dalle famiglie famose, diciamo. Però al nord era …

Pm: Cioè? Quando lei dice famiglie famose me le deve indicare.

Belnome: lo parlo di San Luca, parlo di Platì, parlo della famiglia Barbaro, parlo di tutti i Santo Licoti. Finché lui stava al nord gli dicevano "Si, sì, va be' , poi vediamo, di qua e di là, ma contro i Gallace, i Ruga, i Leuzzi non ci si metteva nessuno perché si sarebbe scatenata una guerra tipo Reggio. Quindi non conveniva a nessuno e non lo avrebbero fatto certo con lui, avevano parecchi business con noi, quello sì. Allora sotto sotto si vedevano, si incontravano, partecipavano, io ho mangiato anche a casa di Pasquale Barbaro, della buonanima, un paio di volte mi ha accennato a alcune cose, però senza entrare mai nei dettagli perché lui aveva il San Gianni con il figlio…

INTERROGATORIO DEL 26 NOVEMBRE 2010

Il 26 novembre – giorno in cui comincia ufficialmente la collaborazione – nuovo interrogatorio. E la cosa da sottolineare è che proprio quel giorno – in cui deve stupire con effetti speciali i pm – Belnome insiste con il dire che i progetti secessionistici di Novella restavano sullo sfondo e non per quello venne deciso (dai vertici delle cosche) di farlo fuori. Leggete per convincervene (o meno o, quantomeno, essere dubbiosi).

Pm: Lei ha già riferito le ragioni per le quali era stata decisa l'eliminazione di Novella, rispetto sia alla situazione interna della cosca di Gallace sia lei ha parlato anche della non accettazione da parte della “provincia” del progetto di Novella di staccare la Lombardia dalla Calabria; può spiegare meglio?

Belnome: Il principale movente dell'omicidio Novella è di carattere personale (eh daje ndr). Gallace Vincenzo aveva appreso da terze persone che addirittura Novella aveva in mente un progetto omicidi ario in suo danno per prendere il suo posto, altre mancanze gravissime del Novella erano emerse dal contenuto di intercettazioni telefoniche nell'ambito del processo Appia Mithos. La questione relativa al progetto autonomista di Novella era invece subentrata in un secondo momento, si trattava peraltro di un progetto a mio giudizio irrealizzabile perché la Lombardia non potrà mai staccarsi dalla Calabria. Tra l'altro, dopo l'omicidio Novella, tutti quelli della Lombardia erano assolutamente impauriti e non avevano la forza di nominare autonomamente un nuovo loro rappresentante ed erano quindi rispettosi delle regole della 'ndrangheta.

Pm: Riguardo al movente Gallace; chi andò a dire a Gallace "Guarda che Novella vuole ammazzarti"?

Belnome: Non ne sono a conoscenza.

Pm: Quali erano le mancanze ascrivibili a Novella che sono emerse dalle intercettazioni?

Belnome: Gallace Vincenzo non entrò mai nel dettaglio riguardo a queste mancanze,

posso dire che era ferito a livello personale; in particolare emergeva dagli atti del processo Mithos che Novella e/o altri a lui vicini avevano addi1ttura espresso male parole contro la madre di Gallace.

Pm: Leuzzi Cosimo e Ruga Andrea avevano anche loro un movente personale?

Belnome: Non so se Leuzzi avesse un movente personale; quanto a Ruga Andrea era arrabbiato con Novella perché questi si era comportato male in occasione del matrimonio del figlio di Ruga, abbandonando la cerimonia perché a suo dire vi erano persone sgradite ai Gallace. Ruga, per avere spiegazioni circa questo comportamento aveva convocato Novella all'ortomercato, ma questi non si presentò e mandò il figlio Alessio. Ruga si risentì ulteriormente e non diede alcuna spiegazione ad Alessio.

INTERROGATORIO 26 NOVEMBRE: SECONDA PARTE

Pm: Lei ha già riferito le ragioni per le quali era stata decisa l'eliminazione di Novella rispetto sia alla situazione interna della cosca di Gallace, sia lei ha parlato anche della non accettazione da parte della Provincia del progetto di Novella di staccare la Lombardia dalla Calabria. Può spiegare meglio?

Belnome: Principalmente la motivazione non è stato il discorso di staccare, perché quello è venuto in seguito, questi discorsi qua, nel senso che era un fatto personale della zona Ionica. Era un fatto personale perché erano venuti a galla determinati fattori gravissimi dove il Novella voleva ammazzare Vincenzo Gallace per prendergli il potere e, visto il suo carisma e vista la sua favella, visto le sue …strategie, visto il personaggio che era, era molto pericoloso, di cui sono andate delle persone di cui lui aveva intrapreso questi discorsi a parlare con Vincenzo Gallace. E poi uscirono delle intercettazioni, adesso non so bene nel dettaglio, ma uscirono delle cose quando sono scoppiate le intercettazioni gravi anche. I motivi numeri uno sono questi.

Per il discorso di staccare la Lombardia, questa era una cosa che aveva in mente lui, ma non era di facile attuazione, perché … a parte che dopo che è morto lui è subentrata in tutta la Lombardia una paura e non sapevano più nessuno che pesci prendere, nel senso che non volevano mai e poi mai mettersi contro né i Gallace e tantomeno i Ruga e i Leuzzi. Questo nessuno. Riunire e prendere delle decisioni, ma mai autonomamente in Lombardia, sempre con d'accordo la Calabria, perché se non è d'accordo la Calabria in Lombardia non possono autonomamente dire "Facciamo

questo e … ", perché in Lombardia ognuno comanda al suo paese, non è …

Pm:… costui era in ottimi rapporti con i Barbaro di Platì e con i Sanlucoti. Addirittura i Barbaro ebbero un paio di incontri con Gallace Cosimo in carcere e con Gallace Vincenzo per invitarli a comporre il contrasto con Novella.

Beh ora mi fermo. Domani concludo

2 – the end (la prima puntata è stata pubblicata ieri, 8 maggio)

r.galullo@ilsole24ore.com

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