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Crescono le segnalazioni di operazioni sospette anche perché l’informatica ha preso il posto dei piccioni viaggiatori!

Questo mio servizio è stato pubblicato sul Sole-24 Ore mercoledì 4 aprile. Lo ripropongo – integrato da alcune riflessioni  che non ho inserito nell’articolo – per quanti avessero perso l’opportunità di leggerlo sul quotidiano.

A fine anno le segnalazioni di operazioni sospette batteranno ogni record. L’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia ne riceverà almeno 60mila, circa 10mila in più rispetto allo scorso anno.

A darne notizia nel corso del convegno sul riciclaggio e i costi d’impresa organizzato martedi 3 aprile a Napoli dalla locale Direzione investigativa antimafia (Dia) e dall’Università Federico II è stato lo stesso direttore dell’Uif, Giovanni Castaldi, che ha messo a nudo l’arretratezza di un sistema che, fino a maggio 2011, viaggiava con segnalazioni cartacee e, nella migliore delle ipotesi, su floppy disk. “Da maggio – ha spiegato – le informazioni viaggiano solo telematicamente e questo consente di avere informazioni in tempo reale e con modelli di segnalazione sempre più perfezionati.”.

Vale dunque la pena di sottolineare un aspetto finora sottaciuto: le informazioni bancarie viaggiavano soprattutto per posta e una alla volta. Figuriamoci se – con sistemi così arretrati e fuori dal mondo – era possibile pianificare una seria strategia. E c’è già da ringraziare – ho avuto modo di riflettere, per paradosso, con la qualificatissima platea presente a Napoli nel corso della giornata di lavori che ho moderato – che i piccioni viaggiatori sono da tempo fuori uso!

Castaldi – che è una delle persone più preparate di cui disponga oggi Bankitalia – ha anche messo in luce il fatto che – con le autorità giudiziarie – il sistema è biunivoco. “Nel 2011 abbiamo evaso 170 richieste di informazioni da parte delle Procure a fronte delle 118 evase nel 2010 – ha detto Castaldi  – e l’Uif nel 2011 ha autonomamente inoltrato alla magistratura 21 informative”.

Omar Pace, del II reparto operativo della Dia di Roma, ha fornito i dati sulle operazioni sospette che l’Uif ha spedito alla Dia: nel 2011 sono state 29.843 e di queste ne sono state trattenute 445. La maggior parte dei casi ha coinvolto la Lombardia e a seguire Campania, Lazio ed Emilia Romagna. Ancora poche le segnalazioni dalla Sicilia ma Emmanuele Di Fenza, delegato del Gruppo Intesa San Paolo per l’antiriciclaggio (colui il quale ha inventato per il circuito bancario il sistema informatico Gianos di vigilanza e controllo sulla segnalazione di operazioni sospette) ha ricordato come “non solo siano in aumento ovunque ma la collaborazione telematica con l’Uif è destinata, nel tempo, a perfezionare la gerarchia delle operazioni sospette e migliorare dunque la qualità”. Di Fenza ha avuto anche un altro grandissimo merito: aver segnalato che gli operatori devono essere aiutati nella loro quotidiana lotta contro le pressioni che, sul territorio, soprattutto al Sud, non mancano di certo.

In questa “catena di legalità” Paolo Graziano, presidente di Confindustria Napoli, ha ricordato che sotto la lente dell’Unione degli industriale ci sono diversi casi di imprese sospettate di legami o contatti poco chiari con il mondo della criminalità. “Solo essendo intransigenti e facendo formazione continua – ha detto – potremo riuscire a battere mafie, corruzione ed evasione”.

r.galullo@ilsole24ore.com

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