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Rating antimafia/5 Il pm antimafia Giuseppe Lombardo: “Vitale l’aggiornamento continuo delle banche dati”

Questo mio servizio è stato pubblicato sul Rapporto Calabria uscito con il Sole-24 Ore mercoledì 28 marzo. Lo ripropongo – diviso in due parti – per quanti avessero perso l’opportunità di leggerlo sul quotidiano. La prima parte, con il giudizio dell’imprenditore di Rizziconi (Rc) Antonino De Masi, è stato pubblicato ieri (si veda archivio).

In Calabria – ancor più che in Sicilia e nel resto del Sud – non si può non passare dai giudizi dei pm antimafia che, quotidianamente, si scontrano con gli intrecci mafiosi che spesso e volentieri vedono nel credito un nodo scorsoio. Giuseppe Lombardo è tra i pm di punta della Procura e a lui il Sole-24 Ore chiede un giudizio sul rating antimafia, approvato con la legge sulle liberalizzazioni e che ora dovrà fare passi in avanti con il tavolo di studio varato dal Governo. “L’impostazione di fondo – afferma senza pensarci un attimo – è condivisibile e può rappresentare un sistema valido per andare a individuare subito le imprese virtuose, a partire dalla collaborazione che rendono alla magistratura. C’è solo un rischio: deve essere gestito in maniera puntuale attraverso meccanismi che aggiornino continuamente le classifiche”.

Questa riflessione è vitale: il giudizio sull’affidabilità dell’impresa deve essere dato in tempo reale. “Upgrading e declassamento – spiega Lombardonon possono avvenire dopo anni e non si può rimanere agganciati per sempre a una classe di merito. Se si declassa una volta all’anno l’impresa, che invece andrebbe magari declassata molto prima. si corre il rischio di continuare ad agevolare imprese che non hanno più i requisiti”.

Per farsi capire meglio Lombardo ricorre a una metafora. “Se gli esperti enogastronomici non aggiornano una guida dei migliori ristoranti – afferma – i clienti che la leggono corrono il rischio di magiare e bere in una bettola anziché in un 5 stelle. Il rating deve essere gestito in tempo reale attraverso una banca dati che contempli notizie e informazioni su tutte le imprese. Deve essere aggiornata da esperti del settore perché la criminalità organizzata non si presenta con la coppola. Ci vuole una task forche che individui i segnali che le imprese mafiose sanno mascherare molto bene”.

Già, il piatto rischia di diventare indigesto.

E giù con un altro esempio per farsi capire sempre meglio. “Immaginiamo un’impresa – conclude – che viene declassata e non ha più accesso al credito perché magari vive una situazione di confine. Che so, magari l’imprenditore non ha ancora denunciato perché non ha maturato piena coscienza. Ebbene, in questa fase di limbo e senza una task force che abbia i sensori giusti e sappia leggere le spie e i segnali di allarme, questo imprenditore potrebbe essere costretto a riferirsi, nel frattempo, alla “banca ‘ndrangheta”. Per questo la gestione il tempo è fondamentale in questa proposta”.

5 -the end ((si vedano anche le puntate in archivio del 19, 20 e 21 marzo con il giudizio degli imprenditori siciliani e la puntata di ieri 2 aprile)

r.galullo@ilsole24ore.com

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