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ESCLUSIVO/ Il prefetto Caruso vuole l’Agenzia dei beni confiscati alla mafia a Palermo: a Reggio soldi e boicottaggi

Giuseppe Caruso, ex prefetto di Palermo, da 8 mesi direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie, il 18 gennaio si è presentato in Commissione parlamentare antimafia e ha lasciato basiti deputati e senatori che pensavano, forse, di festeggiare al meglio i due anni di vita dell’Agenzia, creata a marzo 2010.

Ha parlato del disastro in cui versa l’Agenzia che gestisce complessivamente 11.954 beni che valgono miliardi – circa 10 miliardi per i beni sequestrati, almeno due per quelli confiscati -  ma deve andare con il cappello in mano dallo Stato e dalle banche per avere mezzi e risorse per sopravvivere.

Tra le cose di cui ha parlato ha insistito – profondamente – sul passaggio da Reggio Calabria a Palermo della sede nazionale dell’Agenzia. Ufficialmente perché in Sicilia dove si trova il 43,8% dei beni confiscati (di cui il 29,1% nella provincia di Palermo).

Ufficiosamente perché l’esperienza di Reggio è semplicemente drammatica.

Leggete qui – in esclusiva – cosa ha detto Caruso quel giorno. Lo propongo oggi, nel momento in cui le agenzie stanno battendo della contromossa diplomatica (Agenzia a Roma) e contemporaneamente stanno battendo lo strepito degli amministratori calabresi.

PAROLE FORTI

Questo l’esordio alla domanda del membro della Commissione antimafia Walter Veltroni: “La legge stabilisce che la sede principale dell’Agenzia sia a Reggio Calabria, in base ad una scelta che è stata fatta per una ragione storica significativa e importante. Si è trattato di un momento per così dire emozionale, legato al posizionamento di un ordigno esplosivo davanti alla sede della Procura generale di Reggio Calabria”. E ancora: “Comprendo, ripeto, il momento emozionale iniziale che ha portato ad una decisione di questo tipo ma è complicato per la dirigenza mantenere ancora li la sede principale, tenuto conto dell’esiguità dell’organico e dei dati che vi ho fornito, soprattutto per quanto riguarda Palermo”.

La stoccata arriva dopo: “La sede è presso un immobile dato in comodato d’uso gratuito dal Comune di Reggio Calabria. Tuttavia proprio questa mattina sono stato contattato dall’amministrazione comunale che mi ha comunicato che dobbiamo pagare alcune somme per cui il comodato gratuito…comincia a vacillare. Si tratta comunque di una struttura assolutamente inidonea ad ospitare la sede principale dell’Agenzia e non voglio parlare –perché ne farei un caso personale – della scomodità delle vie di comunicazione per raggiungere poi da lì le altre sedi. Per quanto mi riguarda, scusate la divagazione, sono sei mesi che non riesco a dormire per più di due notti di seguito nello stesso letto, proprio per le difficoltà di dovermi spostare continuamente, vivendo anche un certo disagio nel rapportarmi con amministratori giudiziari, collaboratori, autorità giudiziarie e quant’altro”.

Pensate che il paradosso di un comodato gratuito che gratuito a Caruso non sembra sia il massimo? No? Si? Beh, leggete allora cosa dice dopo, in risposta ad una domanda dell’onorevole Angela Napoli: “La stessa cosa accade per Reggio Calabria: non ho trovato un’alternativa decorosa perché altrimenti mi sarei subito attivato, così come ho fatto per Palermo. Addirittura sono stato boicottato: molto probabilmente, infatti, dovremmo lasciare l’appartamento in parte gestito come lei sa da un prete per un’associazione proprio per una richiesta in senso opposto. Questo è uno dei tanti motivi per cambiare sede”.

Fantastico!

LE REAZIONI

E a questo punto leggete le dichiarazioni nell’ordine del sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena e del Governatore Peppe Scopelliti.

Arena: “Il ventilato trasferimento della sede nazionale dell’Agenzia dei beni confiscati dalla nostra città a Roma, rappresenterebbe una spoliazione gratuita e non tollerabile per il nostro territorio. Verrebbe a mancare un simbolo forte della lotta contro la criminalità organizzata proprio nel momento di maggior sforzo dello Stato.

La scelta di Reggio Calabria quale sede, fu decisa non in maniera casuale ma nell’ottica di lanciare un segnale di presenza dello Stato come garante della sicurezza e della legalità: una decisione non dovuta, quindi, all’accessibilità del nostro territorio. Scegliere di spostare l’Agenzia, per condizioni “di oggettiva difficoltà di collegamento ferroviario e aereo” sarebbe una sconfitta per le Istituzioni e un segnale di resa di fronte a difficoltà e ostacoli che penalizzano quotidianamente i nostri cittadini. Piuttosto sarebbe opportuno cogliere questa occasione perché l’isolamento con cui dobbiamo convivere cessi una volta per tutte: poiché non possiamo più accettare uno stato di cose che vede negata l’accessibilità al nostro territorio, dal quale non si deve scappare ma che anzi si deve valorizzare. Sono stato investito dal Direttore, Prefetto Caruso, circa l’esigenza di reperire locali più idonei allo svolgimento delle funzioni istituzionali dell’Agenzia; l’Amministrazione è impegnata a soddisfare tale richiesta”.

Scopelliti: «Ho appreso dell’ipotesi di trasferimento della sede dell’Agenzia dei beni confiscati da Reggio Calabria ad altra città. È un’ipotesi che non ci convince e che contrasterò fortemente. Ho sposato da sindaco l’idea di istituire a Reggio Calabria la sede dell’Agenzia dei beni confiscati. Ci furono molte pressioni per destinarla in altra città, ma vincemmo quella battaglia. Quell’idea fu voluta dal governo Berlusconi. In città venne il ministro Maroni per l’inaugurazione della sede manifestando entusiasmo per aver contribuito ad avallare l’ipotesi Reggio Calabria. Le difficoltà di collegamento con Reggio, così come erano esistenti prima, lo sono tutt’ora. Per questo ribadiamo un forte no al trasferimento».

Ora capite voi che l’idea originale è Palermo ma per far digerire un boccone amaro (che per Caruso sarebbe invece un brindisi salutare) anziché Palermo oggi, alla presentazione dei risultati raggiunti dall’Agenzia a fine 2011, è stata ventilata l’idea di Roma. Vedremo come andrà a finire.

Prosit!

r.galullo@ilsole24ore.com

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  • paolo sabelli |

    quanto ai “miseri cittadini di reggio”, sarebbe forse il caso che la finissero di autocommiserarsi e cominciassero a rimboccarsi le maniche.

  • paolo sabelli |

    è evidente che uno dei mali di questo Paese è l’atteggiamento pressapochistico di chi, senza conoscere esattamente l’effettivo stato dei fatti, si precipiti a muovere critiche non versio chi rifiuta di investire nella sicurezza e legalità, ma sempre e solo verso i servitori dello stato.

  • Antonino Gattuso |

    L’attuale civil servant
    Ho letto le parti salienti di quanto ha riferito in Commissione parlamentare antimafia il direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie e mi sono domandato, in merito al trasferimento della sede principale da Reggio Calabria a Palermo, come possa un servitore dello Stato dire: “…e non voglio parlare – perché ne farei un caso personale – della scomodità delle vie di comunicazione per raggiungere poi da lì le altre sedi. Per quanto mi riguarda, scusate la divagazione, sono sei mesi che non riesco a dormire per più di due notti di seguito nello stesso letto, proprio per le difficoltà di dovermi spostare continuamente …”.
    Solo un servitore di se stesso e non dello Stato poteva arrivare a dire tanto, ed è stupefacente che nessuno dei presenti abbia sentito il dovere di rintuzzare tale fervente anelito di comodità.
    Auspico, quindi, vivamente che, ove non si dovesse propendere per lo spostamento di sede motivato da siffatte necessità personali, il suddetto direttore possa fruire del medesimo giaciglio per le notti a venire con la messa a sua disposizione di un Falcon, i cui oneri graveranno anche sui miseri cittadini di Reggio, pur costretti da tempo a mendicare un mezzo per i propri spostamenti in altre città per l’insipienza dei politici locali.
    Il tutto può sembrare risibile, ma è maledettamente tragico.
    Antonino Gattuso

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