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La corruzione è uguale in tutta Europa ma in Italia è “più uguale” dei Paesi membri della Ue

Mentre il Governo – come ha ricordato due giorni fa il ministro della Giustizia Paola Severino – studia le carte (cosa ci sarà poi da studiare è un mistero) e rimanda il ddl anticorruzione e mentre la Corte dei conti, sempre due giorni fa, ha affermato che in Italia la corruzione è a livelli drammatici e ci costa almeno 60 miliardi all’anno, è passato in secondo pianto il nuovo Eurobarometro della Commissione europea.

Il 15 febbraio – vale a dire un giorno prima della doppia esternazione – la Ue ha pubblicato i risultati di un’indagine sulla corruzione condotta attraverso interviste a 26.856 cittadini dei 27 Stati membri.

Bene, cosa emerge? Che il 74% dei cittadini europei ravvisa nella corruzione uno dei maggiori problemi che affliggono il proprio Paese: al di là della media elevata, ci sono ovviamente grandi differenze tra i vari Stati Membri come dimostrano il picco raggiunto dalla Grecia (98%) e al contrario il livello più basso ravvisato dai cittadini danesi (19%). Anche le istituzioni della Comunità europea non sono immuni dalla corruzione: il 73% dei cittadini europei ravvisano l’esistano del problema anche a livello comunitario. Politici (57%) e pubblici ufficiali addetti alle gare d’appalto (47%) sono indicati come i più corrotti.

Secco il commento di Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni. “Prendo atto con rammarico che i risultati pratici della lotta alla corruzione in tutta l’Unione europea rimangono insoddisfacenti – ha dichiarato – Quante volte abbiamo ripetuto che era urgente agire? I cittadini europei si attendono dai governi nazionali passi decisivi. È ora che tali passi siano compiuti. La corruzione rimane una delle sfide maggiori che l’Europa deve fronteggiare. Benché sia di natura e di portata diverse nei vari Stati membri, la corruzione danneggia l’Ue nel suo insieme, perché riduce i livelli di investimento, ostacola il corretto funzionamento del mercato interno e si ripercuote sulle finanze pubbliche. Si stima che la corruzione costi all’economia dell’UE circa 120 miliardi di euro l’anno. La corruzione è un male che distrugge un paese dall’interno, minando la fiducia nelle istituzioni democratiche, indebolendo la responsabilità dei leader politici e facendo il gioco della criminalità organizzata. Possiamo sconfiggerla solo con la volontà e l’impegno dei leader e delle istanze decisionali a tutti i livelli”.

Nel giugno dell’anno scorso la Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure anticorruzione, che riconosce una maggiore importanza al problema corruzione in tutte le pertinenti politiche dell’Ue. La Commissione ha inoltre istituito un meccanismo specifico di monitoraggio e valutazione – la relazione anticorruzione dell’Unione europea – mediante il quale verrà fatto il punto della situazione in materia di lotta alla corruzione in tutti e 27 gli Stati membri dell’UE. La prima relazione è prevista per il 2013.

La Commissione proporrà presto ulteriori atti legislativi, in particolare in materia di confisca dei proventi di attività illecite, riforma delle norme sugli appalti pubblici, perfezionamento delle statistiche sulla criminalità e potenziamento della strategia antifrode a livello europeo.

E cosa dice l’Eurobarometro per l’Italia? Sempre ieri lo ha diffuso Transparency International Italia (TI-Italia) opera da più di 15 anni nel settore della prevenzione della corruzione e della diffusione della trasparenza, tramite attività di ricerca, educative – in scuole, licei e università – progetti specifici per la pubblica amministrazione e le aziende ed un costante dialogo propositivo con le istituzioni.

In Italia la corruzione è vissuta come un problema maggiore rispetto alla media europea (87% contro il 74% nell’Ue): i ripetuti scandali che hanno occupato le prime pagine dei giornali e dei notiziari in questi anni hanno certamente avuto il loro peso, visto tra l’altro il peggioramento di questo dato rispetto a quanto rilevato, sempre per l’Italia, nel 2009 (+4%).

Più di un cittadino su 10 (il 12%) ha dichiarato di essere stato coinvolto in una richiesta di mazzette: anche in questo caso, purtroppo, l’Italia, pur non raggiungendo i picchi di alcune nazione dell’Est Europa – come la Romania con il 31% – è al di sopra della media europea, che registra l’8% di cittadini a cui è stata chiesta, almeno una volta nella vita, una mazzetta.

Si può inoltre notare come i cittadini italiani ritengano la loro nazione maggiormente afflitta dalla corruzione rispetto agli altri Stati europei (ne è convinto il 69% degli italiani intervistati). Ciò non toglie però che a livello nazionale prevalga un certo ottimismo: se infatti in Europa il 70% dei cittadini crede che la corruzione sia un male ineluttabile, la percentuale cala drasticamente del 10% (60%) in Italia.

I cittadini italiani si ritengono anche meglio informati sulla corruzione, laddove il 52% degli intervistati dichiara di essere totalmente a conoscenza dell’entità del problema, contro il “solo” 33% della media UE.

Corruzione, una “malattia” della politica? Scorrendo i risultati dell’Eurobarometro sembrerebbe proprio di sì. Che la corruzione permei l’economia nazionale è difatti ampiamente riconosciuto: l’89% dei cittadini intervistati ne è convinto; una percentuale inferiore, in Europa, solo a quella riscontrata a Cipro e ben superiore di quella media europea (al 67%, +22% in Italia). Protagonisti del malaffare sono però soprattutto i politici sia a livello nazionale (per il 67%) che regionale (57%) e locale (53%), mentre vi è maggiore fiducia nelle forze dell’ordine (34%) e nei magistrati (38%).

Gli italiani danno inoltre un giudizio positivo al settore privato: solo il 27% degli intervistati ritiene infatti che la corruzione sia diffusa fra chi lavora in aziende private, contro una media europea del 32%.

Anche per quanto riguarda i partiti politici ed in particolare la loro propensione alla trasparenza delle fonti di finanziamento, gli italiani si dichiarano ampiamente insoddisfatti: il 79% ritiene che le pratiche di rendicontazione e trasparenza utilizzate dai partiti siano inadeguate e insufficienti.

Bisogna comunque constatare che tale preoccupazione è diffusa in tutta Europa (la media UE dei cittadini che ritengono insoddisfacenti le modalità di rendicontazione dei partiti è del 68%). Un ragionamento in tal senso a livello europeo è quantomeno auspicabile.

La corruzione, per gli italiani, è fortemente collegata alle attività della criminalità organizzata: ne è convinto il 79% degli intervistati. Forse anche per questo la stragrande maggioranza (85%) ritiene che le pene previste per i reati di corruzioni siano troppo leggere.

Che fare?                                                                                    &#01
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TI-Italia suggerisce da tempo una serie di misure da adottare per rendere più efficace il contrasto alla corruzione, allineandosi alle best practices internazionali.

Ecco le principali proposte di TI-It: 1) l’adozione di speciali Codici di Condotta per i membri del Parlamento e del Governo; 2) l’istituzione di un’Autorità Anticorruzione indipendente, stabile, efficace; 3) l’introduzione di protezioni efficaci per coloro che segnalano negligenze e malversazioni (vedette civiche) come stabilito nell’ultimo G20; 4) introduzione dei Patti di Integrità – studiati da Transparency International – nei bandi di gara pubblici. La mancata sottoscrizione o il mancato rispetto dell’impegno comportano l’automatica esclusione dalla gara per il concorrente; 5) la ratifica e l’implementazione della Convenzione civile e penale sulla corruzione del Consiglio d’Europa; 6) l’approvazione del disegno di legge anticorruzione con le correzioni coerenti agli impegni internazionali.

r.galullo@ilsole24ore.com

P.S. Potete acquistare il mio libro: “Vicini di mafia – Storie di società ed economie criminali della porta accanto” online su www.shopping24.ilsole24ore.com con lo sconto del 10% e senza spese di spedizione

  • Alessandro Marini |

    Stranamente non viene mai evidenziata, con il rilievo che meriterebbe, l’importanza di una diffusione su larga scala dei modelli di organizzazione e gestione delle imprese già previsti dalla legge 231/2001. Il Sole 24 ore per la verità è l’ultimo dei madia a cui indirizzare questo appunto poichè non passa giorno in cui non sia riportato, specie nella sezione “Norme e Tributi”, un contributo su tale straordinario strumento di controllo interno di legalità delle imprese.
    La rinascita etica di un paese si misura innanzitutto nella denuncia senza quartiere di ogni forma di malaffare(questo blog ne sa qualcosa), ma anche introducendo strumenti di prevenzione dei reati che hanno dato ottimi risultati in paesi più evoluti del nostro (si vede l’esperienza statunitense).

  • rosa |

    Patti di Integrità – studiati da Transparency International
    mah ! E chi sono? Mi ricordas tanto i manifestini del patto antiraket in tutti i cantiri pubblici di napoli e dintorni

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