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Foschi, ex segretario di Stato alla Giustizia di San Marino: “Retti da una banda di incompetenti”

Cari lettori ricevo e pubblico volentieri la lettera di Ivan Foschi, ex segretario di Stato alla Giustizia di San Marino, che interviene sulla polemica sorta in seguito ai miei articoli sulla relazione della Dna che riguardano San Marino (si vedano i post in archivio del blog)

Cari saluti

Caro Roberto

da Sammarinese difendo le Istituzioni del mio Paese, ma non per questo difendo l'operato di chi le rappresenta quando costoro le ridicolizzano con simili dichiarazioni e simili comportamenti.

Purtroppo la Repubblica è retta da una banda di incompetenti che continuano a prendere in giro non solo i loro interlocutori italiani, ma prima di tutto i cittadini sammarinesi che devono poi fare i conti con le conseguenze di questo immobilismo e con l'isolamento a cui questa irresponsabilità ci condanna.

Invece di prendere documenti come questo come indicatore dell'efficacia del sistema di collaborazione, cioè di quello che va e quello che non va, e approfittarne per cercare di correggere le storture, chiamando a rapporto i vari uffici e i vari responsabili, ci si rivolge polemici persino contro la Direzione Nazionale Antimafia accusandoli addirittura di falso e di manipolazione! Qualche Segretario di Stato è convinto che avere avuto giudizi favorevoli dal Moneyval per l'evoluzione del quadro normativo, stia a significare che va tutto bene e che ogni problema è risolto.

Più volte abbiamo tentato di fare notare che il quadro normativo è solo la premessa per combattere i fenomeni malavitosi, e che occorre tutta una serie di provvedimenti che finora sono solo abbozzati. Basta che manchi anche solo l'ultimo anello affinché la catena non si chiuda e resti tutto inutile. Le leggi vanno bene (su alcuni settori, non su tutti), ma poi occorrono le indagini, gli strumenti investigativi, una polizia giudiziaria e un tribunale efficaci, e soprattutto la consapevolezza che serve aggiornare continuamente la normativa e la pratica.

Occorre poi affrontare la questione di alcuni reati che, come nel caso dell'evasione non sono nemmeno considerati di rilievo penale. Non mi pare che né a livello politico né a livello di operatori bancari ci sia la volontà di rinunciare al segreto e tirare una riga su un certo tipo di economia. Non c'è il coraggio di puntare verso strade nuove in linea con gli standard europei, del resto non c'è nemmeno il coraggio di andare verso l'Europa, nonostante la volontà dei Cittadini che hanno voluto un apposito referendum! L'atteggiamento di questo governo, al di là dell'arroganza con cui si pone verso chi lo critica, è quello di ostinarsi a negare certe situazioni, di far credere di avere fatto tutto il possibile e che se la situazione dei rapporti con l'Italia non si sblocca è solo colpa degli altri. Cioè di Tremonti (anche se non c'è più), di Guardia di Finanza, Agenzia delle entrate, Procure, Tribunali, Antimafia, opposizione interna e ovviamente i gironalisti, compresi quelli sammarinesi che "parlano male del proprio Paese". Come sempre ci si preoccupa di più di chi denuncia infiltrazioni mafiose che non dei mafiosi stessi!

Cordialmente

Ivan Foschi

  • Christian Ciavatta |

    Bravo Ivan,
    sono perfettamente d’accordo !
    La Repubblica di San Marino da sola non può riuscire a combattere la mafia che si è già radicata da tempo sul suo territorio. I mafiosi hanno già da anni iniziato una pesante strategia di controllo del territorio, i fatti emersi dalle operazioni Criminal Minds e Vulcano/Staffa lo dimostrano in modo inequivocabile. Indagini italiane e non sammarinesi.
    Una profonda integrazione delle istituzioni sammarinesi con quelle italiane e l’adesione all’UE sono condizioni necessarie perché la piccola e debole Repubblica possa ripulirsi dalla criminalità che vi si è insediata. Da sola non avrà mai la forza sufficiente a farcela, e sarà destinata a divenire il parco giochi delle organizzazioni criminali di mezzo mondo (oggi quelle italiane, domani le albanesi, poi le russe, le rumene, le cinesi e così via).
    Eppure si fa finta di non capirlo, con la scusa di voler “tranquillizzare la gente” mentre in realtà si vogliono tutelare solo quelli che fanno affari con le organizzazioni criminali, e vogliono continuare a farli. La gente non ha bisogno di essere tranquillizzata, ma di essere protetta.

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