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Il Governo di San Marino dubita dell’autenticità delle relazione 2012 della Procura nazionale antimafia?

Dopo il mio post di ieri sulle bacchettate a San Marino da parte della Direzione nazionale antimafia (si veda post in archivio) alle ore 17.44 di oggi, venerdì 10 febbraio, un deputato sammarinese mi ha spedito il comunicato stampa del Segretariato di Stato agli Esteri di San Marino spedito a mezzo mondo ma non a chi vi scrive (evidentemente sarò antipatico, il che è vero) e che leggerete qui sotto. Pur non essendo incredibilmente indirizzato anche a chi vi scrive, mi sembra doveroso, per completezza dell'informazione, onestà intellettuale e formazione deontologica, pubblicarlo. In calce troverete una mia breve annotazione.

Comunicato stampa

 

Apparirebbe quantomeno stupefacente se fosse confermato che notizie in parte vecchie, in parte false e per altri versi quantomeno approssimative fossero divenute il giudizio della Direzione Nazionale Antimafia Italiana sulla Repubblica di San Marino.

Un giornalista italiano, prontamente ripreso da chi – all’interno del Paese – invece di difenderlo collabora quotidianamente all’azione denigratoria, riporta alcuni stralci di quella che a suo avviso sarebbe la relazione della DIA pubblicata questa settimana.

San Marino ha brillantemente superato l’ultimo esame Moneyval, che ha avuto luogo nel 2011. Certo si può sempre migliorare e fare di più e San Marino si sta attrezzando per adempiere puntualmente alle raccomandazioni di questo importante Comitato, con il quale da tempo intrattiene rapporti di fruttuosa collaborazione. E’ dunque evidente che a livello internazionale San Marino è considerato un soggetto capace di offrire garanzie sia sotto il profilo dell’antiriciclaggio che del contrasto al terrorismo.

La legislazione penale concernente i reati fiscali è stata modificata ed è dunque ora possibile – come regolarmente avviene – collaborare in maniera proficua con le autorità degli altri Paesi per la repressione degli stessi.

San Marino assicura quotidianamente l’assistenza giudiziaria ai tribunali italiani e di altri Stati, anche in ragione di importanti modifiche normative introdotte nel 2010 e nel 2011.

Curiose e contraddittorie appaiono poi le affermazioni relative a Banca Centrale, ove da un lato si evidenziano in termini negativi le vicende giudiziarie che hanno interessato due banche sammarinesi e dall’altro si rileva che sono stati cambiati i vertici della Banca Centrale sammarinese. Chi scrive evidentemente non si cura di pensare a chi esercitasse controllo e vigilanza in Banca Centrale quando scoppiarono le vicende giudiziarie criticate. Nella foga di attaccare San Marino a prescindere non ci si preoccupa delle evidenti contraddizioni. Né dei manifesti errori, in quanto l’attuale capo della vigilanza di Banca Centrale è uomo proveniente da Bankitalia, ove ha esercitato tale attività per tredici anni, e l’attuale Presidente è un docente universitario, che ha fra l’altro tenuto numerosi corsi nella materia oggetto di competenza delle Banche Centrali. Dunque nessuno dei due proviene dagli ambienti dei vigilati. Ed ovviamente l’articolo dimentica il numero di ispezioni effettuato sui soggetti vigilati da quando si sono insediati i nuovi vertici e la rilevante contrazione del numero delle società finanziarie.

A riprova dell’approssimazione dell’articolista si evidenzia che non corrisponde affatto al vero che i negoziati con l’Unione Europea per il rinnovo degli accordi monetari non sarebbero stati neppure avviati in ragione dell’opposizione italiana. Tali negoziati sono da tempo iniziati e si sono conclusi con la parafatura del testo il 24 gennaio scorso.

Quanto ai giudizi di incapacità ed inadeguatezza di tribunale, forze dell’ordine, organi di vigilanza e chi più ne ha più ne metta, possiamo garantire che a livello internazionale l’impegno sammarinese non sfigura affatto accanto a quello di Paesi ben più grandi del nostro e che comunque San Marino sta cercando di fare del suo meglio per rispondere adeguatamente alle sfide poste dalla criminalità.

E comunque sarebbe interessante capire perché finora l’Italia non ha voluto sottoscrivere l’Accordo di collaborazione fra le forze di polizia italiane e sammarinesi, che – pronto da ormai due anni – favorirebbe e migliorerebbe la collaborazione in questo settore. O perché non ritiene di procedere alla ratifica dell’accordo di collaborazione in materia finanziaria, sottoscritto dal novembre 2009. Chi e perché non vuole la collaborazione?

San Marino 10 febbraio 2012/ 1711  d.F.R.

UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE

 

LA MIA BREVE ANNOTAZIONE

La notizia apparsa su questo blog e ripresa da alcuni media sammarinesi e’ l'integrale relazione consegnata nelle mani del Capo della Procura nazionale antimafia Piero Grasso dal sostituto procuratore nazionale Pier Luigi Maria Dell'Osso. L'intera relazione (732 pagine complessive di analisi su tantissimi filoni, che comprendono anche San Marino ) è stata spedita ai Procuratori generali delle Corti di appello per la recentissima apertura dell'anno giudiziario 2012 e, successivamente, al Governo, al Parlamento e alla Commissione parlamentare antimafia. Nulla da me è stato tolto o è stato aggiunto. Neppure una frase o una parola. Nulla ha a che fare – questa relazione che giunge puntualmente ogni anno a dicembre e viene resa nota nei primi mesi dell'anno successivo e che dunque non ha nulla di stupefacente ma è solo il frutto del lavoro della Dna – con la Dia, che è invece la Direzione investigativa antimafia e che viene invece citata nel comunicato stampa. Si tratta di due organismi differenti che non hanno uguali a San Marino ma che anche a San Marino dovrebbero essere conosciuti nelle loro diverse peculiarità.

Se ci sono parti identiche alla relazione dell'anno precedente potrebbe significare che a giudizio del pm Dell'Osso (pm di lunghissimo corso che Milano negli anni 80 combattè terrorismo e mafie e oggi è ancora impegnato sul fronte criminalità organizzata) nulla è cambiato in 12 mesi e su questo, fossi un sammarinese, governante o meno, mi interrogherei profondamente. Se così non fosse dovremmo pensare che un magistrato di così alto valore scriva cose che non solo non ha verificato ma che addirittura si è inventato.

Le gravissime accuse di notizie vecchie, false, contraddittorie e approssimative, colpirebbero dunque – per come si intuisce dalla lettura del comunicato stampa che sembra dubitare che quella relazione sia stata scritta dal pm Dell’Osso, pubblicata dalla Dna e da essa spedita alle più alte Istituzioni italiane e dunque, volentieri, la metto a disposizione del Governo sammarinese per la verifica in controluce e autentica notarile – direttamente e duramente uno dei più stretti e preparati collaboratori del capo della Procura nazionale antimafia Piero Grasso che, oltre ad avere letto ovviamente la relazione consegnata da Dell'Osso, l'ha anche vidimata, firmata e data alle stampe.

C'è un&#
39;altra possibilità, infine: che il Governo sammarinese creda che, ancora in preda ai funi del prosecco made in San Marino che qualche amico di lì mi ha regalato per Natale, io abbia inventato tutto. Se così fosse sono pronto (passata la sbornia) a spedire ai Segretari di Stato e a chi Essi desiderano, una copia della relazione della Dna (peraltro a breve reperibile su diversi siti) da me autografata con dedica (nonostante l'opera non sia mia). Se LorSignori non gradiscono la mia grafia possono sempre richiederne copia alla Direzione stessa (risparmio a LorSignori la fatica di reperire l'indirizzo: Via Giulia 52 – Roma). 

A Dell'Osso, di cui mi onoro di essere amico e ai giornalisti sammarinesi e no che hanno ripreso la notizia va tutta la mia stima e solidarietà.

Roberto Galullo

  • De Sade |

    Caro Galullo, le posso assicurare che i sammarinesi hanno ben compreso il suo post, chi non lo ha capito è solo il governo che confonde addirittura DIA e DNA. Credo che dopo questo comunicato, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, leverà finalmente le tende dopo tre anni inutili.

  • Luca |

    Il governo sammarinese è allo sbando se attacca così il massimo organo antimafia italiano. Siamo davvero alla frutta, segno che non si fermerà mai. Mi auguro davvero si vada alle elezioni e si resetti la situazione. Così non andiamo da nessuna parte. In pratica i nostri governanto danno degli incompetenti ai magistrati italiani. Gravissimo. Non ricordo nella storia rapporti così bassi.

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