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Il monopolio Casalesi-Cosa nostra nei mercati ortofrutticoli è il paravento per i traffici di armi e droga

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Cari amici scusate il ritardo con il quale sto analizzando alcuni aspetti inquietanti di quello che i pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. hanno portato alla luce sull’“accordo spartitorio, una conventio ad excludendum in danno degli omologhi operatori economici, fondato sulla forza d’intimidazione che ciascuno dei due contraenti era in grado esercitare sui mercati controllati dalle organizzazioni mafiose di riferimento. Sulla base di tale conventio i prodotti degli Sfraga avevano accesso privilegiato sui mercati ortofrutticoli campani ( e, soprattutto, su quello, strategico, di Fondi ) mentre la paganese si assicurava il monopolio del trasporto sulle rotte  fra i mercati della Sicilia Occidentale e quelli campani e di Fondi”.

Per questo i pm hanno chiesto e ottenuto 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere per personaggi ritenuti affiliati al clan dei Casalesi e a Cosa nostra tra i quali Nicola Schiavone, figlio di Sandokan e il fratello del capo dei capi Totò Riina (si veda il post del 18 novembre). Il ritardo è dovuto all’incalzare delle vicende calabresi che non danno francamente il tempo di respirare e che in queste settimane ho analizzato su questo blog e sul Sole-24 Ore.

Secondo la ricostruzione della Dda di Napoli l’impresa di trasporti di gomma “La Paganese” diventava – in virtù dell’investitura mafiosa – il punto di riferimento, l’Agenzia, di tutti i padroncini e le altre imprese di trasporto più o meno piccole che intendono percorrere le tratte fra i mercati dominati dal cartello imprenditoriale-mafioso. In altri termini la Paganese, sulle tratte egemonizzate, raccoglie, dai commercianti, gli ordinativi dei trasporti, in parte li soddisfa con propri automezzi, il resto lo distribuisce a sua discrezione fra i piccoli trasportatori che, si badi bene, per fare i viaggi non si rivolgono in prima battuta ai commercianti, ma alla Paganese che a fronte della concessione del viaggio ritira una provvigione. Ciò determina, non solo, una moltiplicazione degli utili ma un controllo capillare di tutte le attività dei mercati sottoposti alla propria egemonia”.

Ma qual è la reale consistenza della flotta – controllata da Costantino Pagano – che copriva la rotta Sicilia-Campania-Fondi anche nel secondo quinquennio degli anni 2000? Qual è la reale portata di quell’accordo?

Invero, scrivo i pm Cesare Sirignano, Francesco Curcio e Ivana Fulco non si può pensare che una attività criminale così ampia e ramificata, che ha visto coinvolti i più importanti esponenti del crimine organizzato nazionale (per l’accusa è sicuro il coinvolgimento di Pippo Ercolano e Francesco Schiavone, dei vertici del clan Mallardo e dei Tripodo di Bovalino, della famiglia Riina e dell’Alleanza di Secondigliano ), che ha messo a soqquadro i più importanti mercati nazionali dell’ortofrutta, fosse una lotta per imporre i 15 camion di Costantino Pagano, “per consentire ad un esuberante camionista di San Marcellino – scrivono con una apprezzabile dote di ironia i tre magistrati – di avere la priorità nei viaggi da e per la Sicilia. Mafiosi e camorristi, alla fine, tolto l’ipocrita folklore, sono gente pragmatica. Che si impegna per una cosa, solo quando può tornargli utile. E ciò vale tanto di più quando parliamo dei capi di tali sodalizi, che, governando moltitudini di uomini ed interessi, sono necessariamente cinici”.

Le fondamenta dell’accordo – si scopre così – andavano oltre il prezzo delle zucchine da imporre o la qualità e la quantità dei meloni e dei cocomeri da distribuire. Fondamenta così forti da giustificare i patti, le lotte e gli accordi.

La prima ragione è che la possibilità di muovere per il territorio nazionale una flotta di camion che portano frutta da e per la Sicilia, da e per Fondi, da e per il Nord Italia, significa avere la possibilità di movimentare, anche, ben altro che frutta.

Avere una molteplicità di rotte, clienti, mercati, in uno con la disponibilità di una schiera ampia, nutrita e variegata di autoarticolati che si muovono di continuo, significa moltiplicare le possibilità di movimentare droga ma soprattutto armi.

I pm ricordano nell’ordinanza i sequestri di armi eseguiti presso l’agenzia “La Paganese” e le videoriprese nel piazzale della ditta con uno sconcertante ripetersi di scene di uomini armati di pistole, bombe, fucili e di  casse di kalashnikov trascinate per terra in piena notte  per, poi, essere occultate nelle intercapedini dei tir diretti nei mercati ortofrutticoli. Pochi giorni fa ai Casalesi è stato sequestrato un arsenale di kalashnikov, mitra e fucili a canne mozze nell’abitazione di un muratore a San Cipriano d’Aversa.

Il traffico di droga emer
ge dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, Felice Graziano, Gianluca Costa e Giuseppe Guerra, direttamente coinvolti nelle vicende criminose e che trova riscontri significativi nelle indagini parallele “Gargamella” relativa alla ditta Junior trasporti che faceva capo alle famiglie Sacco-Cataldo di Secondigliano e in alcune conversazioni intercettate in ambientale nella ditta di Costantino Pagano. Non si tratta, dunque, solo di monopolizzare il settore del trasporto su gomma dei prodotti ortofrutticoli da e per i mercati della penisola ma di organizzare e controllare le rotte interne dei traffici più rilevanti e redditizi delle diverse organizzazioni criminose italiane. “E allora risulta chiara, solare, la ragione dell’interesse dei capi dei sodalizi di stampo mafioso – scrivono i  magistrati – per l’attività di autotrasporto e per l’affermazione delle ditte “in mano” all’organizzazione mafiosa sulle altre. L’importanza della piena operatività di tali imprese ( in alcune regioni piuttosto che in altre),  la loro condizione di entità monopoliste del mercato, il groviglio di interessi che fa capo a tali attività, consente di comprendere la ragione per cui le organizzazioni criminali gestiscano direttamente siffatte attività”.

A presto con nuovi approfondimenti

r.galullo@ilsole24ore.com

2-to be continued (la precedente puntata è stata pubblicata venerdì 18 novembre)