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Il pentito Roberto Moio: “La ‘ndrangheta ha sempre raccolto a domicilio voti per i politici”

La zona grigia, la zona grigia, si deve combattere la zona grigia! urlano i professionisti parolai dell’antimafia calabrese. Salvo poi imprecare quando questo accade.

Eh già, perché a Reggio Calabria bisogna avere le palle per affrontare il tema e quando qualche magistrato lo fa c’è sempre qualcun altro che cerca di frenare.

Prendete il pm Francesco Mollace. Il 19 ottobre 2011 interroga il pentito Roberto Moio nel corso del dibattimento d’appello del processo “Testamento”, che vede alla sbarra il clan Libri.

Ho letto – per voi e per me – le 76 pagine di interrogatorio e da oggi e per alcuni giorni ho deciso di rendere note le parti più interessanti.

Mollace con questo interrogatorio – per il quale i politici tirati in ballo hanno già smentito tutto – rompe non poco gli zebedei e non solo alle cosche ma anche al potere parolaio, massonico e mafioso che oggi governa Reggio Calabria.

In modo che possiate farvi un’idea da oggi riporto parti intere dell’interrogatorio, intercalandole di tanto in tanto con miei commenti. Che peraltro sarebbero inutili perché l’interrogatorio è molto chiaro. Siete pronti con la prima parte dell’interrogatorio? Via!

ABBIAMO SEMPRE RACCOLTO VOTI!

Mollace: …. Lei o la cosca sua di riferimento, i Tegano, o se sa delle altre cosche, che rapporti avevano con l’amministrazione comunale? In tutto il periodo, eh! Parlo col sindaco, con gli assessori e con gli amministratori in genere! Questo per essere chiari!

Moio:  Sì, sempre ottimi, insomma, va’! Abbiamo raccolto sempre voti, cioè… ogni periodo i miei zii di solito candidavano qualcuno, insomma, va’! Aiutavano sempre… hanno sempre aiutato politici. La maggior parte tutti di destra. Ultimamente De Gaetano di sinistra, va’! Prima del mio arresto, nel 2010.

Mollace: è preferibile che sia Lei a dire tutto quello che sa. Non la interrompo. Mi dica che… Lei la domanda l’ha capita perfettamente! Poi arriviamo ai rapporti e alle sue conoscenze, se conosce del consigliere Massimo Labate. Mi dica questo aspetto dei rapporti con la politica!

Moio: Sì. Allora, cioè, la gente che abbiamo sempre aiutato, che saliva spesso dai miei zii, durante e dopo la guerra di mafia, eh!

Mollace: Nomi e cognomi, Moio, possibilmente!

Moio: .

Mollace: Cioè, quello che ricorda, ovviamente, eh!

Moio: Sì. Gigi Meduri, Renato Meduri… e chi altro veniva?… poi dottori che salivano spesso, tipo il dottore Cellini, la sorella che all’epoca… non ricordo

l’anno precisamente, che si è candidata all’epoca pure lei, Antonio Franco, che gli abbiamo raccolto voti, e tanti altri, non… Raso

Mollace: Perché ha detto…

Moio: Ci sono tanti. Questi praticamente sono quelli… frequentatori, i più frequentatori, va’! Che salivano spesso lì a casa.

Mollace: Ecco, “salire” che intende dice Lei? Io lo capisco il termine.

Moio: Nel palazzo dei miei zii! Nel palazzo dei miei zii, lì, in via Corvo ad Archi.

Mollace: Ma li incontravano pure da latitanti?

Moio: No, da latitanti no. Non lo so. Questo non lo so. No, no, non mi risulta. Questo qui non mi risulta. Però lì… io ero sempre dai miei zii, no?

Mollace: …queste informazioni, su queste persone come dice Lei “che salivano”, praticamente che frequentavano casa di suo zio per questa ragione…

Moio: .

Mollace: …e per ragioni elettorali, queste informazioni Lei ce  le ha direttamente perché assisteva a qualche incontro? O glielo dicevano i suoi parenti?

Moio: Eh, ci vivevo lì! No, no, c’ero io direttamente! Ero sempre lì io! Io andavo la mattina e andavo via la sera.

Dunque, incalzato dal pm Mollace, il pentito Moio – la cui attendibilità sarà ovviamente cura delle autorità giudiziarie accertare – racconta direttamente che i politici salivano (e che je frega a loro!) direttamente a casa degli zii che – per la cronaca – erano i Tegano, la cosca culo e camicia con i Condello.Il gotha della mafia calabrese insomma. E lui era li, in mezzo a loro. Ma andiamo avanti.

Per ora accontentatevi. A breve arriverà il resto con i nomi che contano oggi in politica.

r.galullo@ilsole24ore.com

P.S. Nuntio vobis gaudium magnum che il 15 novembre 2011 nelle edicole di tutta Italia, in allegato al quotidiano il Sole-24 Ore, al prezzo di 12,90 euro, uscirà il mio nuovo libro “VICINI DI MAFIA – Storie di società ed economie criminali della porta accanto”. Richiedetelo agli edicolanti e acquistatelo e fate girare la voce: la parola scritta è quel che più temono le mafie!

p.p.s. Invito tutti ad ascoltare la mia trasmissione su Radio 24: “Sotto tiro – Storie di mafia e antimafia”. Ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 6.08 circa. Potete anche scaricare le puntate su www.radio24.it. Attendo anche segnalazioni e storie.

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