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La Gdf di Vicenza conferma: le banconote da 500 euro sono uno strumento di riciclaggio del denaro sporco

Neppure il pensionato che aveva versato sul proprio conto corrente 105mila euro con due sole operazioni in banconote da 500 aveva destato sospetti alla banca e fatto scattare la segnalazione antiriciclaggio. E dire che il pensionato non aveva le capacità patrimoniali per far fronte a tali depositi.

E’ solo uno dei casi che ha scoperto la Guardia di finanza di Vicenza che ieri, agli ordini del colonnello Paolo Borrelli, ha erogato sanzioni per 4 milioni a 4 banche vicentine che complessivamente non avrebbero segnalato operazioni sospette per 11 milioni.

Le attività dei militari del Nucleo della Gdf di Vicenza si sono anche estese al controllo di altri intermediari finanziari, quali le società fiduciarie, nei cui confronti sono state recentemente contestate omesse segnalazioni di operazioni sospette riferite a trasferimenti di denaro per oltre 25 milioni. Sale, dunque, a circa 36 milioni l’ammontare delle transazioni finanziarie sospette individuate dai finanzieri di Vicenza dall’inizio dell’anno. Se vi sembran pochi…

I finanzieri sono stati insospettiti dall’anomalo ricorso a banconote da 500. Nell’Eurozona, secondo la Banca Centrale Europea, a fronte di 814 miliardi in circolazione ad agosto 2010, il 34,89 % degli euro immessi nel mercato era costituito da biglietti da 500 (568 milioni di banconote), nonostante ben poche siano le persone che li maneggiano.

Alla luce dell’allarme della Gdf di Vicenza, la Procura della Repubblica ha deciso di monitorare la circolazione delle banconote da 500 euro, di fatto utilizzate nei traffici illeciti e nel riciclaggio di denaro e non, invece, nelle transazioni regolari.

I CASI

Se il deposito del pensionato era il provento della corruzione commesso, nell’esercizio delle proprie funzioni, da un ex pubblico ufficiale, tratto in arresto nel corso delle indagini, in altri due casi si è avuto modo di riscontrare come i rapporti di conto corrente fossero strumentali alle operazioni di frode all’Iva.

Sul conto di un imprenditore indagato e arrestato, i finanzieri hanno rilevato ripetute operazioni di movimentazione di rilevanti somme di denaro, anche in banconote da 500 – per lo più versate e contestualmente prelevate per contanti o girate all’estero con bonifici privi di plausibili  descrizioni – non coerenti con il profilo economico/finanziario del cliente, che altro non rappresentavano se non la retrocessione in nero al cessionario dell’Iva non versata nelle frodi realizzate.

In un altro istituto di credito è stato rilevato, invece, che alcuni imprenditori di Arzignano si sono rivolti ad una filiale di un istituto bancario in un luogo lontano dalla zona di residenza e di attività – in provincia di Treviso – per il fatto che lì i controlli antiriciclaggio erano poco incisivi (sebbene non ci sia alcun diretto coinvolgimento degli impiegati nei reati contestati ai clienti).

L’ultimo caso riguarda il rapporto tra una quarta banca e un professionista, indagato per corruzione e arrestato. I finanzieri hanno riscontrato la presenza di un libretto nominativo, intestato al professionista con un saldo di due milioni, che è stato movimentato in forma anomala in almeno due distinte occasioni.

Le contestazioni per l’omessa segnalazione di operazioni sospette sono state notificate, oltre ai rappresentanti legali dei quattro enti creditizi, a sei funzionari/direttori, in qualità di corresponsabili.

BASTA UN PACCHETTO DI SIGARETTE

Le attività di contestazione si inseriscono in un più articolato contesto operativo della Gdf, finalizzato a contrastare l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio. Gran parte dei pagamenti illeciti legati alla corresponsione di tangenti, al riciclaggio di denaro, al traffico di armi e stupefacenti o alla realizzazione di frodi all’Iva è sempre stata realizzata con il ricorso a banconote da 500 euro.

Si consideri, ad esempio, che in un pacchetto di sigarette se ne possono stipare per 20 mila euro; una comune valigetta ne può contenere per un valore di sei milioni con un peso di pochi chilogrammi, mentre in una cassaforte di 45 centimetri potrebbero addirittura essere custoditi 10 milioni.

Questo ha indotto il Regno Unito a vietare la distribuzione delle banconote da 500 euro nelle proprie banche.

r.galullo@ilsole24ore.com

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