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Scandali nel Comune di Reggio Calabria: regole solo sulla carta e certificazione antimafia optional

Il 18 febbraio 2008 Luigi Montalbano, consulente della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, consegna 41 pagine di relazione che andranno ad arricchire il voluminoso fascicolo del cosiddetto processo Testamento (che nel corso degli anni ha perso per strada alcuni politici caduti inizialmente nella rete giudiziaria o come indagati o come semplici testimoni).

La lettura di quella relazione – pressoché ignorata dalla stampa locale tre anni fa se non per aspetti assolutamente marginali e dunque possiamo dire praticamente inedita – è utilissima a pochissime ore di distanza dalle nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di funzionari, impiegati e professionisti del Comune di Reggio Calabria nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica e che sono state eseguite dagli uomini della Squadra mobile. Agli arrestati, ricordiamolo, vengono contestati, a vario titolo, associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e altri reati. I fatti oggetto dell’inchiesta hanno avuto inizio nel 2009 ma in alcuni casi risalgono anche agli anni precedenti e comunque, almeno secondo le prime indicazioni, non sembrano esserci collegamenti con il suicidio di Orsola Fallara, avvenuto il 16 dicembre 2010 dopo alcuni giorni di agonia.

Vi racconto alcuni aspetti della relazione perché, personalmente, sono convinto che dietro la morte del dirigente alle Finanze del Comune di Reggio Calabria, Orsola Fallara, si celi qualcosa di grande e importante e sono convinto che la pensi così anche la magistratura, che non a caso ha aperto ben tre filoni di indagini a testimonianza della straordinarietà degli eventi. E sono personalmente convinto che le denunce dell’opposizione alla Corte dei conti, alla Procura della Repubblica e alla Ragioneria generale dello Stato, non potranno essere tanto facilmente messe in un angolo anche se non credo affatto alla ”purezza d’animo” di quelle denunce, visto che con moltissimi di quelli che le hanno presentate o le hanno sostenute o le hanno appoggiate non prenderei mai un caffè insieme.

L’ORIGINE DELLA CONSULENZA

La consulenza, affidata il 21 settembre 2007, aveva un oggetto ben determinato: la presenza di eventuali profili di irregolarità concretatasi nella creazione di strutture appositamente predisposte alla gestione di una contabilità parallela avendo cura di individuare i soggetti a ciò preposti (compresa la figura del sindaco che era Giuseppe Scopelliti), gli incarichi a loro ufficialmente affidati all'interno del Comune e gli eventuali profili di responsabilità individuabili a loro carico.

Non sono parole mie ma della Procura ed è la stessa Procura di Reggio che chiede “se vi siano ulteriori profili in atti che facciano emergere una gestione della complessiva vicenda, anche solo potenzialmente, illegittima”.

Il compito era dunque chiaro: capire se c’era una contabilità parallela che sfuggiva a ogni controllo e che potesse essere anche solo potenzialmente illegittima.

Sono convinto che accendere i fari sulla relazione di Montalbano sarà d’aiuto non solo a chi oggi è chiamato ad amministrare Reggio (missione impossibile) ma anche ai pm che stanno indagando.

Anche perché il consulente tecnico su oltre 70 delibere con variazioni di bilancio sottopostegli dalla Polizia giudiziaria per il periodo 2005/2007, decine di determinazioni, regolamenti, istanze, pareri, verbali, piani esecutivi, estratti, rendiconti e chi più ne ha più ne metta, è riuscito ad analizzare ben…due determine dirigenziali! Pensate un pò se uno volesse davvero guardare a fondo negli atti amministrativi (e la Procura di Reggio non potrà non farlo. Anzi: dovrà farlo).

LE DETERMINE

Alla luce della tragica morte della dottoressa Fallara, la cui memoria è degna di essere ricordata con pietas cristiana e massimo rispetto, vale la pena di riportare cosa riscontrò il consulente tecnico per le delibere n.171 del 4 agosto 2005 e n.172 del 23 agosto 2005. Con la precisazione che non appartiene a chi scrive alcun giudizio, tantomeno di profilo penale. Compito, quest’ultimo, che spetta all’autorità giudiziaria.

Nella perizia Montalbano ha il pregio di fare una sintesi che riporto con riferimento non alle due dirigenti (Maria Luisa Spano e Orsola Fallara) che non sono oggetto della mia analisi né scopo principale dell’analisi del consulente, ma alle procedure adottate. Ebbene Montalbano scrive che per la prima determina c’era “una non veritiera rappresentazione dei presupposti, uno sviamento di potere, incompetenza, carenza di valutazione ed eccesso di potere circa l’imputazione della spesa”. Oltre che un visto di regolarità contabile che non avrebbe dovuto essere apposto.

Quanto alla seconda determina Montalbano ha riscontrato “difetto di competenza, eccesso di potere, non veritiera rappresentazione dei presupposti per concedere il contributo, omissione di verifica sulla regolarità tecnica del contributo, omissione di verifica, omissione dell’obbligo di trasparenza, omissione di richiesta del parere di legittimità ed erronea indicazione della effettiva data della determina nei provvedimenti di liquidazione”.

CERTIFICAZIONE ANTIMAFIA

La conclusione del consulente tecnico è molto ma molto interessante e – ripeto – prescinde dal ruolo e dal profilo delle dirigenti, atteso il fatto che l’interesse della Procura era (e credo inevitabilmente è tornata ad essere a distanza di 5 anni) l’esistenza di una struttura di bilancio parallela nel Comune di Reggio di cui, non a caso, saranno scandagliati gli ultimi otto anni di amministrazione.

Il consulente scrive testualmente alle pagine 33 e 34 che “pur se non si riscontra, allo stato, una metodicità di un sistema precostituito ad una gestione parallela di risorse, è emblematica la imputazione su detto capitolo (1108) di un contributo a prescindere dalla censurabilità del processo valutativo e dei suoi presupposti. Dalle ulteriori sommarie informazioni, rese in data 8 febbraio 2008 dal segretario direttore-generale dott. Francesco D'Agostino, resta confermato che né fondi del  capitolo 1108, riservato ai trasferimenti, avrebbero potuto essere utilizzati per erogazione di contributi a privati, né a tal fine l'atto è stato sottoposto al parere del segretario generale, che in sostanza costituisce una forma di controllo preventivo di legittimità”. Montalbano scrive inoltre che per la dirigente Fallara viene allontanata, almeno per quanto emerge dalla documentazione formale “l’ipotesi che la cosiddetta prassi abbia consentito una gestione parallela di risorse”. Per l’altra dirigente l’ipotesi non era stata neppure presa in considerazione.

Una parte davvero molto interessante e, se non fosse per la drammaticità in cui vive Reggio, perfino incredibile, è quella relativa alla certificazione antimafia. D’accordo che sono inutili però… “Come si evince, inoltre, dalla comunicazione del segretario direttore generale dott. D'Agostino – si legge alle pagine 40 e 41 della perizia – le erogazioni sono avvenute senza acquisire la  certificazione cosiddetta antimafia o quantomeno, vista l'entità del corrispettivo, la dichiarazione sostitutiva. Tale accertamento, in attuazione delle disposizioni antimafia introdotte dalla legge 31 maggio 1965 n. 575 e dalle successive modificazioni ed integrazioni, serve proprio ad impedire  l'erogazione  di contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo a soggetti raggiunti da provvedimenti definitivi della misura di prevenzione o di condanne definitive o, ancorché non definitive, confermate in grado di appello”.

Alla luce del lungo e certosino lavoro che attende gli esperti messi in campo dalla Procura di Reggio Calabria, la sensazione è che le analisi del consulente Montalbano siano solo la punta di un iceberg.

r.galullo@ilsole24ore.com

p.s. Invito tutti ad ascoltare la mia trasmissione su Radio 24: “Sotto tiro – Storie di mafia e antimafia”. Ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 6.45 circa e in replica alle 0.15 circa. Potete anche scaricare le puntate su www.radio24.it. Attendo anche segnalazioni e storie.

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  • pasquale montilla |

    Sono convinto quanto lei che prendere un caffè in compagnia della borghesia politica mafiosa reggina sia un problema serio.
    La politica regionale calabrese subira’una “retata” storica che le prossime generazioni sapranno apprezzare.
    I comuni calabresi ma non tutti probabilmente in mano al’ignoto potere occulto mafia-massoneria deviata di IV livello.Costruire personaggi in odore di mafia e renderli elegibili una alchimia esclusiva del ricatto storico e sottoculturale del nostro Mezzoggiono.
    Pasquale Montilla

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