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Fantini (ex ad Carisp San Marino)/4: “Cosi facevan tutti” e poi suona le campane a morto per Delta

Proseguo con la lettura e la presentazione del “memoriale Fantini”, consegnato il 24 maggio di quest’anno dall’ex ad di Carisp San Marino al capo della procura nazionale antimafia Piero Grasso.

Una memoria difensiva e auto difensiva tesa a dimostrare l’assoluta correttezza dell’operato di Carisp e l’accanimento terapeutico dello Stato italiano verso un gruppo solido e parte integrante, anche grazie alle sue partecipazioni, del sistema economico e sociale romagnolo oltre che sammarinese.

Fantini conferma che “fin dall’inizio è emerso che la vicenda giudiziaria della Cassa altro non era che la punta dell’iceberg nei tormentati rapporti fra l’Italia e San Marino. La situazione era inoltre influenzata dall’attacco dei grandi paesi ai cosiddetti “paradisi fiscali”.

La crisi economica spingeva l’Italia ad una maggiore attenzione all’ evasione fiscale, anche se in realtà il “problema San Marino” è modesto nei confronti dell’ evasione fiscale italiana, che è un fenomeno di massa e di cultura. E’ sufficiente osservare le macrostatistiche fiscali della popolazione italiana, per averne conferma.

Forse ha fatto comodo, ai politici sammarinesi, considerare per varie ragioni la vicenda Cassa un fatto giudiziario privato,  ma il prezzo di questo errore sarà alto per la Repubblica di San Marino.

Anche al governo italiano ha fatto comodo considerarla nello stesso modo, per mettere in  difficoltà  il  sistema San Marino senza  contraccolpi diplomatici. Ricordiamo tutti i numerosi interventi dei ministri degli esteri  italiani,  ricchi di buone intenzioni ma privi di risultati pratici,  mentre la Cassa e Delta  venivano  sempre di più danneggiate.

La verità è che i reati contestati erano di sistema mentre ipocritamente le stesse attività continuavano ad essere svolte da tutte le altre aziende.

La Cassa viene in questo modo fortemente danneggiata sul piano commerciale.

Le autorità sammarinesi, anche se pesantemente aggredite da ogni lato, hanno omesso  una doverosa verifica  sulla competenza  degli organi inquirenti italiani a  muoversi  oltre confine.

Non è fuori luogo ricordare che di norma gli Stati sovrani proteggono i loro cittadini   in balia di amministrazioni estere, soprattutto quando la materia del contendere  viene definita sulla base della interpretazione degli accordi vigenti  fra i due Stati.

I fatti accaduti in questo ultimo anno  ci hanno  insegnato che i  ripetuti atti di aggressione da parte dell’Italia non sono occasionali né improvvisati ma costituiscono una scelta  tanto meditata  quanto  spregiudicata”.

Vorrei soffermarmi su queste affermazioni perché, a mio modesto avviso, contengono alcune verità importanti e alcune riflessioni (per me) non condivisibili. Per facilità di analisi ho sottolineato sopra i passi su cui mi soffermerò.

Dunque cosa dice Fantini (secondo la mia lettura) in poche parole? 1) La vicenda è stata un baratto tra l’Italia e San Marino. L’una ha attaccato per mettere alla prova la collaborazione di San Marino e l’altra ha chiuso gli occhi fornendo un agnello sacrificale; 2) l’evasione fiscale in Italia è uno sport popolare; 3) il dato evidenziato dalla magistratura è “di sistema”. Cosi fan tutti. Perché hanno rotto gli zebedei proprio a noi?

Sarò sintetico: 1) la prima considerazione mi sembra fantapolitica perché dà per scontato che la magistratura si muova su input del Governo o della politica. Dissento totalmente e, come ho avuto modo di ricordare su questo blog nei giorni scorsi, la tesi della Spectre politico-giudiziaria da noi in Italia ha, purtroppo, gli ideologi al governo del Paese; 2) sul punto 2 concordo pienamente ma non vedo cosa c’entri con le indagini se non nella misura in cui se la scovo la colpisco ovunque; 3) se così fan tutti bisognerà pur indagare e giudicare oppure la magistratura deve estrarre a sorte i soggetti sui quali indagare e poi, eventualmente, far affiorare le notizie di reato?

Nelle parti successive della lunga missiva (che, lo ripetiamo, contiene molte parti già note alla stampa per via di una linea difensiva che forse, allo stato, appare superata) Fantini insiste anche sulla tempistica che ha portato agli arresti e alle vicende successive, comprese quelle drammatiche come l’esistenza dei dipendenti privi di certezze economiche.

VERSO LA CONCLUSIONE

Questa storia, scriveva Fantini a maggio, “specchio del Paese-Italia, si sta avviando a conclusione con effetti perversi voluti,  o non valutati, con sufficiente senso di responsabilità”.

E da questo momento in poi, come potete agevolmente leggere voi stessi, le conclusioni dell’ax ad di Carisp preannunciano un futuro non certo roseo per il Gruppo Delta.

“Le iniziative della Sopaf, della Banca d’Italia, della Procura, del Ministero dell’economia – scrive Fantini –  prese singolarmente o in collaborazione, come si può verificare portano esclusivamente alla liquidazione, al dissesto o, nella migliore delle ipotesi, alla cessione globale o parziale del gruppo con conseguenti severi ridimensionamenti del personale e dei collaboratori di Delta.

Le leggi del mercato sono note a tutti: vendere contro tendenza procura perdite. Se poi nella trattativa di vendita si lascia più spazio al compratore, la perdita può assumere proporzioni impensabili.

Se ad esempio nel caso di Delta si vende solo la rete commerciale che produce immediata redditività e si lascia la fabbrica con i dipendenti, si frantuma il valore globale e si crea una ulteriore situazione di rischio destinata a esplodere successivamente.

Inoltre se si procede a vendite frazionate con la mentalità dei liquidatori, ogni operazione produce ulteriori massicce perdite. Alla fine la sommatoria produrrà danni incalcolabili per qualunque tipo di azienda in qualunque settore ed in qualunque paese.

Il desiderio di chiudere frettolosamente una brutta pagina di storia potrebbe stimolare una vendita forzata anche attraverso lo svilimento anticipato delle poste di bilancio, come pare stia avvenendo.

La liquidazione di una azienda è cosa ben diversa da quella che dovrebbe essere la tipica funzione dell’amministrazione straordinaria: il salvataggio, la  preservazione.

Il dissolvimento e  la distruzione di ricchezza – così come oggi si profilano- non sarebbero  più un problema etico ma configurerebbero responsabilità ben più gravi”.

4.the end (i precedenti post sono stati pubblicati il 15,16 e 17 ottobre)

r.galullo@ilsole24ore.com

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  • domenico benedetti |

    Giusto un suggerimento di tipo tecnico: per migliorare la consultazione delle “puntate precedenti”, non si potrebbero creare delle sezioni che raccolgono i post relativi ad ogni argomento (ad esempio San Marino, ‘ndrangheta e così via)? Una cosa del genere c’è nel blog “Finanza & Potere”.
    Grazie mille

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