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Isola di Capo Rizzuto: dove regna la cosca Arena c’è chi pensa di ridare i beni confiscati ai figli dei boss

Domani Isola di Capo Rizzuto (Crotone) ospiterà un convegno sui beni confiscati e sulla relativa Agenzia.

Tralascio ogni polemico commento sulla gran cassa mediatica che sarà attribuita ad una circostanza che segnerà l’apparire (ministri, politici, massoni etc) più che l’essere (l’Agenzia è un modo per distogliere dal fatto che per confiscare un bene passano anche 17 anni e dunque a che serve un contenitore senza la possibilità che sia riempito celermente di contenuti?).

Vabbè andiamo avanti e concentriamoci sulla notizia, quella vera, che domani forse uscirà da Isola di Capo Rizzuto. Dico forse perché bisognerà vedere se le trattative in corso permetteranno al sindaco di Isola Capo Rizzuto, la coraggiosa e brava Carla Girasole, di raccontare senza filtro, dal palco, ciò che sta accadendo nel suo Comune proprio a proposito di beni confiscati che, quest’estate, le sono costati minacce di non poco conto.

Nei terreni confiscati alla cosca Arena (quella che va avanti a bazooka tanto per capirci), infatti, nessuno voleva raccogliere finocchi e altri ortaggi. Neppure Libera è riuscita a scuotere più di tanto la popolazione, terrorizzata dallo strapotere delle cosche. E’ dovuto intervenire a più ripresa e con forza il prefetto di Crotone, l’ottimo Vincenzo Panico, per sostenere sindaco e (parte della) Giunta. Tutto ciò ho seguito e raccontato nei mesi scorsi nella mia (ex) trasmissione su Radio 24 “Un abuso al giorno”.

Ma la prossima settimana – volutamente lontano dai falsi riflettori di un convegno – giovedì 30 settembre e venerdì 1° ottobre tornerò con il sindaco Girasole a interessarmi su Radio 24 di Isola Capo Rizzuto nella mia nuova trasmissione “Sotto tiro – storie di mafia e antimafia” in onda alle 6.45 circa e in replica alle 21.05 circa. Perché?

I TERRENI DEI BOSS? AI FIGLI…DEI BOSS

A Isola di Capo Rizzuto, dove non si muove foglia che la cosca Arena non voglia, accade che il consigliere comunale nonché vicepresidente del consiglio provinciale di Crotone, Raffaele Martino, il 25 agosto anticipi una proposta da brivido. A proposito dei beni confiscati annuncia che “è necessario coinvolgere quei giovani (e quindi lavorare sulla prevenzione), che nonostante l’appartenenza a famiglie notoriamente mafiose vorrebbero intraprendere un percorso diverso da quello imboccato dai loro familiari. Questa è la via maestra che conduce alla vera vittoria. Mafiosi non si nasce ma si diventa. E’ responsabilità nostra, delle istituzioni e di tutte le associazioni, a non allargare sempre di più il solco tra buoni e cattivi, ma di entrare nei fortini di queste famiglie e proporre alternative e stili di vita mirata al bene comune e all’amore verso il prossimo. Tutto questo possiamo realizzarlo se arriviamo seriamente ad essere testimoni di un modo diverso (da quello mafioso) di amministrare la cosa pubblica, altrimenti saremmo dei sepolcri imbiancati, affascinanti all’esterno e marci all’interno”.

In soldoni: i familiari delle famiglie di ‘ndrangheta perché mai dovrebbero essere esclusi dalla gestione dei beni sottratti magari al padre, allo zio o al fratello? E questo Martino, argomentandolo, giovedì 30 settembre dirà ai  microfoni della mia trasmissione entrando nei dettagli, ovviamente a proposito dei beni in precedenza dei mafiosi, che dovranno essere gestiti a Isola. Ovviamente non vi anticipo molto (ascoltate le due puntate perché ne vale la pena) ma fatto sta che la Giunta e Libera sono insorti all’idea e sperano di urlare la propria rabbia domani dal palco.

Il sindaco di Isola, Girasole, ai microfoni di Radio 24 dirà chiaro e tondo che in questo momento, in cui almeno 30 ettari confiscati debbono essere assegnati e 4 progetti della Giunta sono in corso, una proposta del genere isola il sindaco stesso e interrompe un lunghissimo percorso di recupero alla legalità al cui termine, chissà quando però, potrà eventualmente essere presa in considerazione anche l’idea di coinvolgere i familiari. Enrico Fontana, di Libera e che per Libera sta seguendo questa delicatissima partita anche fuori dai confini regionali, rabbrividisce all’idea.

IL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

Il 12 maggio 2010 è stato arrestato a Cutro il latitante Fabrizio Arena, figlio del boss della ‘ndrangheta Carmine ucciso nel 2004 e secondo gli inquirenti e le Forze dell’Ordine reggente della cosca. Arena era tra i c
ommensali alla cena di aprile 2008, in un ristorante di Crotone, nel corso della quale il senatore Nicola Di Girolamo (Pdl), festeggiava la sua elezione al parlamento. R
iportano alcune testate calabresi che esponenti della cosca Arena come Franco Pugliese (ritratto in una foto con il parlamentare in occasione della cena), secondo quanto accertato dall’inchiesta “Broker” della Dda di Roma, si sono incontrati, in occasione delle elezioni politiche del 2008, con Di Girolamo e Gennaro Mokbel per raccogliere voti in modo fraudolento a favore del candidato del centrodestra nella circoscrizione estera.

Assieme a Di Girolamo, che dopo la vicenda che lo ha visto coinvolto si è dimesso dal Parlamento, avevano partecipato alla cena il vice presidente della Giunta provinciale di Crotone, Gianluca Bruno, Maria Antonia Maio, consigliere provinciale e…Raffaele Martino.

Da me intervistato sul punto (ma non voglio anticipare molto anche in questo caso) Martino dirà che a quella cena Fabrizio Arena non c’era e che in una cena con centinaia di persone, suvvia, non si può sapere chi c’è e non si può certo immaginare che alcuni di questi un giorno saranno coinvolti in indagini. Chissà se Martino almeno sapeva che Franco Pugliese è il suocero di Fabrizio Arena, come ricorda il sindaco Girasole.

Pensate voi, amati lettori, che il paludato cerimoniale di domani, a Isola, fatto di hostess in lustrini, scorte e auto blu, grisaglie e grembiulini, permetterà il fragore di un dibattito sui beni confiscati e relativa Agenzia che parta da questo reale, evidente ed esplosivo caso? Un caso (non vi sorprendete) non isolato nel resto d’Italia.

Spero di essere smentito ma non credo. In quel caso sarò qui a raccontarvelo (ovviamente anche in Radio).

r.galullo@ilsole24ore.com

p.s. Invito tutti ad ascoltare la mia nuova trasmissione su Radio 24: “Sotto tiro – Storie di mafia e antimafia”. Ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 6.45 circa e in replica poco dopo le 21.05. Potete anche scaricare le puntate su www.radio24.it. Attendo anche segnalazioni e storie.

p.p.s. Il mio libro “Economia criminale – Storia di capitali sporchi e società inquinate” è ora acquistabile con lo sconto del 15% al costo di 10,97 euro su: www.shopping24.ilsole24ore.com. Basta digitare nella fascia “cerca” il nome del libro e, una volta comparso, acquistarlo

  • Francesca |

    ps. Anche il marito del sindaco si chiama Franco Pugliese…strana omonimia vero? Un pò come Nicola Arena, nipote “incensurato” del boss omonimo, che ora fa affari con l’eolico nei terreni di famiglia…mah…

  • Francesca |

    le testate nazionali si accorgono del mio paese solo per gli Arena…che tristezza…e nel leggere certe articolate ricostruzione fatte da chi non conosce persone, luoghi, contesti fa venire davvero i brividi! In un paese di 15 mila persone siamo quasi tutti parenti, ci sono diverse famiglie mafiose o legate alla criminalità organzizata, ma non sifìgnifica che se siamo tutti parenti (o vicini di casa, o ex compagni di scuola)siamo tutti mafiosi!! Anche perchè di questo dovrebbe rispondere prorpio il sindaco Girasole in prima persona visto che si omette di dire (sempre in queste assurde ricostruzione) che lei è cognata di Franco Arena. Non è certo una colpa, ma allora perchè due pesi e due misure? Perchè se un consigliere si trova ad una cena di partito con uno che poi viene indagato la cosa diventa un caso nazionale mentre se il sindaco che si erge a paladino della legalità è parente ad un Arena la cosa viene taciuta? Il sindaco parla di abbattere le case abusive, amgari quelle costruite sul demanio, sulla costa di Capo Rizzuto dove esiste la riserva marina più grande d’Europa…quindi abbatterà anche la sua visto che si trova proprio a 20 mt dalla spiaggia? Non credo e sapete perchè? Perchè ha sanato la sua situazione mentre governava il paese e finchè non si è messa la casa al sicuro non ha parlato di demolizioni.
    Andate a controllare sul sito del comune…i concorsi fatti ad hoc per assumere chi ha aiutato l’amministrazione ad essere eletta, tutti provenienti dalla stessa associazione che fa capo al vicesindaco.
    E poi le auto incendiate…condanno il gesto, sono contro la violenza…ma a tutti è sfuggito un particolare… oltre a quella del sindaco e del vicesindaco, è stata data alle fiamme anche quella di un dirigente dell’ufficio urbanistica. Il signore in questione è indagato nell’inchiesta Wood line della procura di Crotone e imputato (IMPUTATO) in uno dei più grandi processi antimafia del crotonese, il rpocesso PUMA. Ma nonostante questa sua situazione è stato promosso a dirigente…evviva la legalità!
    Stiamo attenti prima di immolare, prima di giudicare, sentiamo più campane, andiamo a scoprire cosa c’è dietro…
    Isola non è solo mafia, basta! Siamo in tanti ad adoperarci per il bene di questo paese. Ci sono tante associaizone che regalano positività ai miei concittadini…ma di tutto qeusto non interessa a nessuno.

  • ferrante salvatore |

    la legge è uguale per tutti ? anche per il giudice o avvocato corrotto ? perche i giudici non denunciano o arrestano i colleghi corrotti ? dicono sempre che gli altri ,sono delinquenti , e si dimenticano della corruzione che ce nei tribunali .vi consiglio di cliccare in google cosi , oppure , http://www.ingiustiziaitaliana.com

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