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Possono 23 cenciaoli bloccare Palermo? Sì e per quei 23 “gatti” in sciopero c’era un muro di Carabinieri!

Capisco che per i palermitani il traffico bloccato non sarà una notizia. Ma per chi di Palermo non è forse sì.

Dico forse perché in realtà ormai molte città vengono attraversate dai cortei che mandano in tilt il traffico.

Bene. Oggi a Palermo – mentre mi avviavo al convegno nazionale “Economia criminale” organizzato dal Pd (dicono che esista ancora) a Villa Giulia traendo spunto, bontà loro, dal mio libro –  in via Ruggiero Settimo (un’arteria centralissima che parte dalla splendida Piazza Politeama) ho assistito a uno spettacolo paradossale. L’ho registrato in foto e in video e sono tornato in albergo a scrivere questo post.

L’”Apas cenciaioli” di Palermo ha sfilato per reclamare, evidentemente, una promessa non mantenuta dal sindaco Diego Cammarata, come recitava un cartello sostenuto da 4 o 5 persone al massimo. Evidentemente non è la prima volta che il sindaco li snobba. Il 4 dicembre 2009 il blog www.bsicilia.it ricordava che: “L’incontro promesso, al Comune di Palermo, con l’Apas non era neanche stato fissato! Ancora una volta si gioca con la vita di 82 famiglie. I nostri amministratori non hanno dato loro nessuna risposta: hanno semplicemente deciso di ignorarli”.

Ora vi chiederete: ma chi sono ‘sti cenciaioli? Il 21 ottobre 2008 così www.siciliaonline.it presentava l’iniziativa: “È attivo, a Palermo, un servizio gratuito di ritiro della raccolta differenziata proprio dietro la porta di casa. Si tratta dell’iniziativa di 65 giovani disoccupati della città che, come dicono loro stessi, “anziché occupare le strade e bruciare i cassonetti pretendendo così di avere un posto, si sono creati da soli il loro lavoro”.

Bene, bravi, bis. Non contesto certo il diritto di scioperare di costoro (anche se sentendo uno dei loro leader strillare nel megafono non ho capito un acca delle loro rivendicazioni ma il limite ovviamente è mio) ma il fatto è che per garantire il diritto di 23 persone (tante io ne ho contate ma potevano essere qualcuna in più) sono stati impiegati 13 Carabinieri (in un rapporto quasi 1 a 2), 2 camionette degli stessi Carabinieri e, se non ho contato male, altre due macchine dei Carabinieri.

Tutto intorno strombazzamenti e gente imbufalita. Gli unici a divertirsi (ma che se ridono!) erano americani e giapponesi.

Non è certo una novità il loro sciopero. Tratto dal blog www.bsicilia.it del 27 novembre 2009: “I cenciaioli sono di nuovo in sciopero: oggi è previsto un corteo da piazza Politeama a piazza Indipendenza. Da sabato 21 novembre, infatti, gli operatori dell’Apas hanno di nuovo incrociato le braccia. Non raccolgono più cartoni, plastica e rottami metallici dalle strade di Palermo perchè, nonostante le promesse, non sono stati ancora pagati e la loro situazione resta ancora drammatica”.

Sul blog www.bsicilia.it del 16 gennaio 2010 si leggeva però: “La Società cooperativa Apas sociale onlus dichiara che gli unici cenciaioli storici riconosciuti dal Comune di Palermo tramite atto di Indirizzo dell’8/7/2009 sono gli operatori della cooperativa Apas. Gli stessi non hanno nulla a che fare con i fatti che hanno provocato disagi alla cittadinanza con il blocco dei collegamenti ferroviari verso l’aeroporto Falcone e Borsellino”.

Ora, in una Palermo assalita dalla criminalità organizzata, dalla criminalità spicciola e dalla spazzatura (di fronte al mio albergo lo spettacolo è ributtante) anche e forse soprattutto a causa della lunga mano di Cosa Nostra che su questo business lucra somme miliardarie, vere o presunte che siano le rivendicazioni dei cenciaoli, mi domando e vi domando: si può impiegare un “esercito” di Carabinieri per seguire 23-cenciaioli-23?

Quanto è costato alla collettività? Quante forze ha distratto da compiti più importanti? Quali servizi sono stati penalizzati per 23-cenciaioli-23?

Mi attirerò le ennesime simpatie, sarò tacciato di qualunquismo (ecchissenefrega), sarò tacciato di minare i diritti dei lavoratori (come se io non lo fossi!)  ma trovo scandaloso (anche se legale e lecito) che in una Palermo che ogni giorno di più sprofonda del dramma economico-sociale, lo Stato (cioè noi) debba garantire un servizio d’ordine che, probabilmente, sarà costato in proporzione un occhio della testa, per far sfilare, con enorme rispetto parlando, 23-cenciaioli-23 (o qualcuno in più). Che abbia ragione Roberto Benigni che in Johnny Stecchino diceva che il problema di Palermo è il “ciaffico?”

Ora scusate ma scappo al convegno.

r.galullo@ilsole24ore.com

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