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Nella Calabria pluri-commissariata di “nonno Agazio” evviva Antonello Venditti commissario straordinario della Calabria

E se si commissariasse la Calabria? La domanda-provocazione la butto li, nel rispetto delle Istituzioni locali che oggi la governano. Non la butto a caso però. Faccio mia la provocazione di un imprenditore calabrese che – più di una volta – ha sorriso amaramente con me a questa domanda. Lui invoca – ironicamente – gli svedesi per riportare ordine, pulizia e democrazia. Chissà perché. Io invece propongo Antonello Venditti commissario in Calabria in attesa di capire se ci sarà il il bis di “nonno Agazio” o il debutto come Governatore di Callipo il re del tonno o del bel tenebroso Scopelliti.

APPOGGIO INCONDIZIONATO A VENDITTI

Appoggio Venditti, il cantautore romano che amo fosse solo perché tifoso (come me) della Roma. In un video che hanno messo online il Corriere della Sera e Repubblica di un suo concerto in Sicilia nel 2008, Venditti si chiede perché Dio abbia creato la Calabria. Io mi chiedo perché abbia creato i calabresi (una minoranza) che infangano la regione tutta.

E’ partito il processo di crocefissione di Venditti. Dichiarazioni scandalizzate, minacce di sciopero dall’acquisto dei suoi dischi, gruppi su Facebook e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente la politica locale (politica!?) non ha perso occasione per tacere e farsi pubblicità con le solite litanie penose.

Bravo Venditti. Con forza – sono sicuro che ama la Calabria, anzi l’ha detto lui stesso in una lunga lettera pubblicata da www.corriere.it –  ha in realtà messo con forza il dito nella piaga soprattutto quando ha detto: “Spero che si faccia il Ponte almeno la Calabria esisterà. Qualcuno deve fare qualcosa per la Calabria”.

In un’intervista a Pierluigi Diaco (www.diacoblog.it) Venditti ha dichiarato inoltre:

"E` stato un atto di disperazione e d`amore nei confronti di una terra che amo, che conosco e che da anni cerca la sua 'liberazione'. Nessuna forza politica ha avuto la sensibilità di capire queste ragioni, le reali ragioni che stanno dietro questo mio appello in favore di una terra che da mezzo secolo cerca il

riscatto. Evidentemente la mia vicinanza alla Calabria non piace a qualcuno. Non so chi ha avuto interesse a modificare il rapporto d`amore che c`è tra me e la Calabria. Sono disgustato, è stata un`operazione ad arte. Credo, comunque, di aver calpestato interessi".

LA CALABRIA PLURICOMMISSARIATA

Ha forse torto Venditti? No, ha ragioni da vendere. Sul Ponte forse no, ma per il resto sì. Anzi quel che ha detto è poco rispetto a quanti – e basta girare la regione per capirlo – pensano anche di peggio.

Oggi la Calabria è alle prese con commissariamenti di diritto, di fatto e in pectore. Di diritto sono le amministrazioni comunali sciolte per infiltrazioni mafiose. In pectore sono quelle che hanno o avranno a breve una terna prefettizia in attesa di nuove elezioni.

Di fatto (e di diritto) sono le Asl e dunque la sanità che, qui come altrove al Sud, sono un boccone goloso per clientele, affari spregiudicati e presenze malavitose.

Di fatto è commissariata la democrazia in Calabria e i commissari, questa volta, non hanno volto ma si nascondo dietro un nome generico: cosche. Senza dimenticare che qui le cosche stringono da sempre patti di ferro con la malapolitica e la massoneria deviata.

I commissariamenti – nelle tre varianti – non sono forieri di orizzonti puliti e sgombri. Anzi. Annunciano solo nuove tempeste che – nel 2010, con le elezioni regionali – vedranno piena luce.

UN COMISSARIO CONTRO TUTTI.

TUTTI CONTRO IL COMISSARIO ALLA SANITA’

Tralascio – per brevità – quello che sta accadendo nei comuni commissariati. A Gioia Tauro, come ho già scritto qui nel post del 4 agosto 2009, addirittura il finimomdo, con prefetti e dirigenti del Viminale che vanno, si dimettono e vengono come palline di un flipper. Chi gode secondo voi di questa situazione? Ma la ‘ndrangheta della Piana siori e siore!

Tralascio anche i lunghissimi commissariamenti in materia ambientale che – come può notare chiunque si rechi in vacanza in Calabria – hanno sortito effetti…miracolosi. Strade linde, piazze pulite, mare da bere! Senbra di essere a Zurigo o a Stoccolma!

E veniamo al commissariamento della sanità. Quello che sta accadendo è pazzesco. Dopo la cacciata dell’ex (incorruttibile) assessore Doris Lo Moro, la situazione è degenerata con un braccio di ferro interminabile tra Giunta regionale e Governo nazionale prima e Giunta regionale e commissario poi.

Si avete letto bene. Il 1° settembre con un comunicato stampa diffuso urbi et orbi la Giunta presieduta da Loiero Agazio ha annunciato di aver segnalato “per eventuali profili di reato penali e amministrativi (interruzione di pubblico servizio e rifiuto d’atti d’ufficio con possibili danni all’erario)” il commissario delegato per l’emergenza socio-economico-sanitaria Vincenzo Spaziante. Le sue colpe? Il 24 agosto aveva messo nero su bianco che in due anni la Regione non aveva fatto niente per porre riparo all’emergenza, sostenendo che mancavano gli stanziamenti della Regione stessa. Per questo Spaziante si è astenuto da successive mosse in attesa del piano di rientro dal deficit sanitario. Loiero and company sostengono che è fuori dalla realtà. Fatto sta che Spaziante non è un parvenue della poltica. E’ stato vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio. Era un fiore all’occhiello di Loiero & C. anche per il suo lungo e prestigioso curriculum di commis di Stato.

Niente: di fronte alla sanità e a tutto quello che vuol dire (in termini di voto) in procinto di campagna elettorale per le regionali 2010, l’amicizia non conta e del resto come dice il proverbio: “dai nemici mi guardi Dio che dagli amici mi guardo io!”

ITALIA DEI VALORI: ARRIVA IL COMMISSARIO MESSINA

Anche i partiti sono commissariati in Calabria. Marco Minniti, re appannato del Pd calabrese, ha ad esempio commissariato recentemente con Nico Stumpo il Pd di Crotone. Persino il Partito Liberale è commissariato e dal 1° luglio 2009 il commissario Giuseppe Carrieri ha persino un delegato, Eugenio Barca, che deve far…navigare il Pli in acque migliori. Negli ultimi due anni ho perso il conto dei commissari politici che si sono alternati in piccole e meno piccole formazioni partitiche, di provincia in provincia. Tutte mosse – sia ben chiaro – che fanno parte della partita a scacchi della campagna elettorale che in Italia, si sa, è aperta tutto l’anno. 

Dalla storia recente alla storia contemporanea, il passo è breve. E legato alle elezioni che nel 2010 porteranno alla riconferma (o meno) della candidatura a Governatore di Loiero Agazio.

Antonio "pomata" Di Pietro ha commissariato l’Idv in Calabria cacciando Aurelio Misiti e ha azzerato tutti i coordinamenti provinciali, nominando commissario l’onorevole Ignazio Messina. Il motivo del gesto? Semplice: Misiti voleva il Loiero bis. Di Pietro e l’emergente Luigi De Magistris no. Anzi: non solo il duo si oppone al Loiero Agazio ma pendono verso Pippo Callipo, ex presidente di Confindustria Calabria, che ha annunciato la sua discesa in campo. Con chi? Ah saperlo. Lui dice da solo. L’Idv, però, gli tira la giacchetta.

Come stanno reagendo in loco gli uomini dell’Italia dei Valori? Con valore. Sì, quello che dipende dagli stracci o dagli abiti firmati che si stanno tirando l’un contro l’altro.

Stracci che sono volati anche sulla legge regionale relativa all’introduzione delle primarie per il candidato Governatore. Tutti contro tutti nell’Idv su una legge che, secondo due autorevoli magistrati antimafia, Enzo Macrì e Alberto Cisterna, è l’anticamera alle possibili infiltrazioni della ‘ndrangheta durante le fasi del voto (si veda il mio articolo sul Sole-24
Ore
del 14 agosto e si ascoltino le puntate della mia trasmissione su Radio24 Un abuso al giorno” del 9, 10 e 11 settembre, anche scaricandole dall’archivio del sito
www.radio24.it).  Una legge che, in maniera sacrosanta, ora il Governo ha impugnato per vizi di incostituzionalità. Bastava chiederlo a uno studente al primo anno di giurisprudenza e avrebbe detto la stessa cosa.

Personalmente – sicuramente sbaglierò – non me la sentirei di escludere che il buon Misiti traghetti dall’altra parte. Con chi? Beh, questo è un bel rebus ma il vento rischia di cambiare anche in Calabria e allora magari Misiti e le sue truppe si ricorderanno che Silvio Berlusconi tiene in gran considerazione questo professore di ingegneria idraulica che, già assessore ai Lavori pubblici sempre in Calabria ma con il centro-destra (allora regnava Giuseppe Chiaravalloti), è stato nominato nel ’94 nella cinquina dei saggi che riferivano direttamente a Berlusconi sull’andamento delle grandi opere. In primis il Ponte sul Stretto di Messina. Non Ignazio. Quello tra l’Italia e la Sicilia che, almeno non mi risulta, non rientra nel programma del centrosinistra.

NONNO AGAZIO, SCOPELLITI E… LA REGIONE CHE VERRA'

In tutto questo baillame il Pdl non è certo immune da analoghi balletti. Detto del Pli, anche nel resto della coalizione messaggi trasversali e minacce di commissariamenti non mancano. E il rischio aumenterà ora che autorevoli personaggi – dal senatore Maurizio Gasparri al ministro della Difesa Ignazio La Russa – hanno detto chiaro e tondo che il loro candidato è Giuseppe Scopelliti, che solo qualche settimana fa aveva ricevuto missili terra-aria sui denti dai suoi stessi colleghi di coalizione.

Gasparri ha speso il nome di Berlusconi (ah beh!) e dunque non dovrebbero esserci sorprese, ma la Calabria è il regno dell’impossibile politico e dunque, anche da questa sponda, naufraghi politici, magari commissariati, sono attesi nella sponda del centrosinistra. O magari in quella di Callipo.

L’unico che non si scompone nella Calabria dei commissariamenti e dei commissari nel far west politico, economico e sociale calabrese è Loiero Agazio. Alla Gazzetta del Sud del 3 settembre 2009, pagina 28, il nostro dichiara: “La Calabria oggi ha bisogno di unità ed io mi sento un Governatore fortemente unitario”. La sua legislatura? Positiva visto il disastroso punto di partenzain settori delicati come l’ambiente e la sanità. Paura del polo politico di Callipo? No, anzi questa è vera democrazia.

Del resto di cosa si dovrebbe preoccupare Loiero? In un’intervista alla Gazzetta del Sud dell’8 luglio a pagina 29 che vi consiglio di non perdere (girate le biblioteche di mezza Calabria ma, vi prego, a costo di indebitarvi rintracciatela) Loiero spiega la sua filosofia. E così – mentre di passaggio spiega che in caso di rinvio a giudizio non si ricandiderà ma che comunque è tranquillo perché le ipotesi a suo carico sono fuori della realtà – ecco cosa dichiara a Giuseppe Lo Re nell’intervista che la Gazzetta, titola a 9 (!) colonne Anche fare il nonno ha il suo fascino(forse per il rispetto che deve a un pubblicista, suo ex collaboratore "congelato", nonchè amico intimo dell’editore).

Premessa: non struggetevi nella lettura, che consiglio solo a cuori forti. “… Se posso fare una digressione personale – dichiara Loiero Agazio le confesso che da circa tre mesi ho una nipotina bellissima, che vedo, giorno dopo giorno, fiorire, trasformarsi, fare progressi miracolosi nel contatto col mondo circostante, la vedo muoversi freneticamente con i piedi e le braccia, stringere il pugno della mano destra come fosse una discendente di Bertinotti, la sento piangere durante la notte, la vedo sorridere e mi capita di avvertire, ogni volta che esco di casa, una pena leggera”. A chi lo dice…

Chi ci sta a nominare Venditti commissario straordinario per la Calabria alzi la mano. Io l’ho già alzata. Sono sicuro che farebbe del bene a questa terra dove il solo Stato che funziona è la 'ndrangheta. Peggio di così è impossibile.

roberto.galullo@ilsole24ore.com

  • galullo |

    Caro Haussa (ma perche sto maledetto vizio di celarsi dietro nickname? Avete paura di voi stessi?) questa è una domanda interessante. Vediamo. Dietro Venditti non vedo alcuna ideologia pregiudizievole nei confronti dei calabresi. L’ho trovato un moto dell’animo e dell’anima che, come ho scritto, ha molte ragioni, così come ragioni ne ha nel momento in cui dichiara (e per me è credibile) che lui ama la Calabria e i calabresi. Sicuramente – è una mia opinione – molto più di quanto la amino gli squallidi politicanti parolai di quella terra. Se le stesse cose le avesse dette Calderoli o gente della sua risma, tipo Gentilini, Borghezio e il resto dell’intellighenzia della Lega Nord (il movimento politico più devastante che l’Italia ha conosciuto dalla fine della seconda guerra in poi) credo che non si potrebbe dire dire la stessa cosa. Non pensa? O crede che Calderoli & c siano animati da profondo amore nei confronti dei calabresi e degli italiani in genere (visto che essi credono di appartenere a una nazione inesistente quale la padania)?
    Saluti
    Roberto galullo

  • haussa |

    SE al posto di venditti le stesse cose le avesse dette calderoli?
    Haussa

  • galullo |

    Caro Trentalance nessun elogio di Venditti ma solo disgusto per la politica calabrese. Una provocazione (l’ha colta) per ragionare e basta.
    Quanto a De Magistris non solo non cambio idea (una toga, una tunica o una penna sono come un diamante, “per sempre”) ma dico che molte polemiche alzo zero (vedi quella contro Napolitano) sono inutili e pericolose se fatte nel modo in cui lui si è mosso. Concordo con lei che il bisogno di pulizia e rigore morale possa camminare (anche) sulle sue gambe. Ma soprattutto sulla sua testa.
    Infine il calcio. A fine campionato (si diverta a cercarlo) ho scritto un lungo post sulle porcherie e gli interessi delle mafie nel calcio. Sono il primo (da decenni) a essere disincantato ma visto che so resistere a tutto tranne che alle tentazioni (lecite), il bel gioco mi affascina. E infatti amo tutti gli sport. Per Totti sarei capace di fare follie, come le facevo per Baggio, Franco Baresi o Gigi Riva. Mi piace il talento e la genialità e per questo seguo (con rigoroso disincanto) il calcio. Così come guardo con (forzato) disincanto le bellezze femminili che vedo passare per strada o in spiaggia.
    Cordiali saluti
    roberto

  • vanni trentalance |

    Magnificare Venditti e la sua uscita mi sembra veramente eccessivo. Parliamo di un uomo che non sa mettere in fila uno o più concetti di senso compiuto. E infatti l’uscita sulla Calabria è stata diciamo un pò grossolana per non dire qualunquista. Ma cogliendo l’ironia, si può accettare la sua provocazione.
    Quello che mi piacerebbe sapere da lei è cosa pensa delle prime mosse di De magistris come politico. A me sembra che ci sia una coerenza tra ciò che diceva e faceva quando era PM e quello che dice oggi. Insomma vorrei sapere se si è ricreduto sulla sua discesa in campo e se non crede che la sua azione debba essere guardata con interesse e anche un filo di speranza
    La saluto non prima di chiederle come è possibile che un uomo col suo rigore etico sia appassionato di uno sport che ormai non ha più nulla di etico nè di culturale. Ma anzi oltre a diseducare schiere di ragazzi con i suoi eroi ingelatinati , omologati, strapagati, assolutamente fatui – per non parlare dei loschi faccendieri, gli interessi politici, la peggiore imprenditoria, il doping, la sottocultura degli spalti, gli arbitri corrotti, insomma il Sistema…- rappresenta il più potente anestetico per la formazione di una solida opinione pubblica su questioni di interesse ( pubblico) come ad esempio quelle che Lei magnificamente tratta qui.
    Con la solita stima

  • Antonio Pezzano |

    Grazie per le riflessioni e soprattutto le notizie che regolarmente fornisce sulla nostra regione. Un Commissario? Ritengo che il nodo centrale per cambiare lo stato delle cose non sia solo nelle persone, ma nel ruolo della mano pubblica nell’economia regionale. Ci vorrebbe una ricetta con tre meno. Meno spesa pubblica (anche quella legata ai ridondati posti pubblici, meno discrezionalità dei politici nelle scelte di spesa, mento enti pubblici. Meglio Margaret che Antonello. Grazie ancora.

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