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Esclusivo/3 Non solo navi dei veleni: per il pentito Fonti i soldi della ‘ndrangheta passano per San Marino

Chiacchiere: tante. Sospetti: di più. Indagini: diverse. Certezze: poche. Al centro di questo circolo vizioso, San Marino e la sua supposta disponibilità ad accogliere capitali e persone sporche. Riciclaggio e mafie, un binomio inscindibile.

Nel momento in cui San Marino trova un igloo per amico, i mafiosi già da tempo hanno trovato, nascosto o fatto transitare nelle banche sammarinesi un tesoro. Almeno stando al racconto non di un quaquaraqua qualunque, ma nientepopodimenoche Francesco Fonti, ex santista di ‘ndrangheta, ex collaboratore di giustizia, che ha guidato per mano la magistratura alla ricerca delle navi dei veleni. Una è stata ormai trovata a largo di Cetraro e per le altre la Giustizia si è messa in moto.Lo stesso uomo – pronto a collaborare ancora con la Giustizia – che ha svelato in un libro che attende solo un editore – se ce ne fossero di interessati si facciano avanti – le trattative che condusse con il capomafia Stefano Bontade e i servizi segreti per la liberazione di Aldo Moro (si veda il mio post del 20 settembre con la notizia in esclusiva, poi data con enfasi come propria, ahimè, dall’Espresso e da Repubblica; nel giornalismo, salvo eccezioni nelle quali mi riconosco, non esiste fair play). Vedremo se qualcuno si approprierà anche di questa notizia che dovrebbe smuovere gli interessi di molti.

L’IGLOO DI SAN MARINO E IL TRATTATO CON L’ITALIA

Per San Marino, l’Italia e la comunità internazionale sono giorni febbrili. Il 24 settembre San Marino e la Svizzera sono stati cancellati dalla “lista grigia” dell’Ocse perché hanno raggiunto 12 accordi di collaborazione contro l’evasione fiscale. E ora – giustamente – ambiscono a entrare nella lista bianca.

Andando a scorrere la lista degli accordi stretti da San Marino non c’è (ancora) l’Italia – il cui accordo è stato strombazzato a destra e a manca da molti politici sammarinesi, oltre che da giullari e lacchè senza dignità – mentre fanno bella mostra Francia (e per carità), Ungheria, Austria, Belgio (e anche qui per carità), ma San Marino ha anche strillato la propria gioia, attraverso voci compiacenti, anche per gli accordi con Andora, Monaco (altro Stato noto di cui molto ci sarebbe da raccontare), Malta, Lussemburgo e – attenzione attenzione – Samoa, Groenlandia e Isole Far Oer. Una lista che al collega Mario Gerevini del Corriere della Sera, ex collega del Sole-24 Ore, grande giornalista di finanza, è piaciuta al punto che sul Corriere del 23 settembre ha scritto: “Si può immaginare quanto intensi siano i rapporti economici e finanziari di San Marino con i samoani e gli eschimesi…adesso si apre una nuova era e vendere igloo sul Titano sarà più facile”.

I POLITICI DI SAN MARINO SU RADIO24 NELLA MIA TRASMISSIONE E “L’OFF SHORE GATE”

Amo l’ironia che solo i poveri di spirito (per non dire altro) non apprezzano e trovo questa chiosa del bravo collega Gerevini, semplicemente soave. Come soave è il ministro dell’Economia italiano, Giulio “so tutto io” Tremonti, che dovrebbe seriamente interrogarsi sull’opportunità non tanto di chiudere l’accordo con San Marino ma “come chiuderlo”. Ma forse se lo sta chiedendo – e ne sono contento – visto che a San Marino davano quasi le cose per fatte e invece, finora, zero carbonella. Quella San Marino che – ai microfoni di Radio24, nella mia trasmissione “Un abuso al giorno” in onda ogni giorno alle 6.45 e scaricabile sul sito www.radio24.it – si racconterà attraverso le voci di Segretari di Stato e politici dell’opposizione, a partire da mercoledì 30 settembre, fino a venerdì 2 ottobre. Lo spunto di partenza sarà l’incredibile vicenda “Licenzopoli” che ho ampiamente raccontato su questo blog nei post del 27 agosto e 1° settembre.

Una San Marino che non finisce mai di sorprendere come testimonia la cronaca giornalistica più attenta, che sta dando risalto al cosiddetto “off shore gate” (si leggano da ultimo “L’Informazione di San Marino” e “Libero”).

Caro Tremonti, ma davvero si possono firmare accordi in queste condizioni? Mah…

LE BANCHE DELLA ‘NDRANGHETA

Ma San Marino torna nell’occhio del ciclone, alla luce delle rivelazioni contenute nel memoriale di Francesco Fonti e, a questo punto, sarebbe interessantissimo che i magistrati e le forze politiche – sia italiane che sammarinesi – lo chiamassero a raccontare quanto sa. E con loro anche la Commissione parlamentare antimafia che tanto avrebbe da chiedergli. Anche ai fini delle strade economico/finanziarie – che starebbero per incontrarsi – tra Italia e Titano. E magari anche delle triangolazioni che investono altri Stati. come il Principato di Monaco.

Bene. Fonti – i cui racconti necessitano dunque di contraddittorio, conferme e prove certe – afferma che i soldi della ‘ndrangheta finiscono a Singapore, Liechtenstein, Isole Cayman, Gibilterra, Principato di Monaco, Malta, Jersey, Isole del Canale, Isole Marshall, Aruba, Nuova Zelanda. E San Marino.

Da notare che ci sono alcuni Stati con cui anche San Marino ha poche settimane fa stretto quei famosi accordi, ma quel che lascia interdetti è proprio il ruolo di San Marino: è infatti l’unico Paese nei confronti del quale Fonti si avventura in approfondimenti.

GLI INCONTRI CON I POLITICI A FINE ANNI NOVANTA

Fonti racconta infatti della confidenza con un direttore generale di una banca di San Marino, attraverso il quale entrò in contatto con i ministri del Governo di San Marino, che diventarono suoi amici, oltre che clienti dei suoi locali a Rimini e Riccione. Chi sarà questo noto direttore generale di una banca di San Marino?

E poi si lascia andare al racconto dei sacchi di denaro che ha visto transitare – testualmente “da San Marino verso altri paradisi fiscali” – compresa quella volta che vide arrivare un furgone pieno di denaro da far sparire.

Racconti che nel memoriale – e non capisco cosa aspetti un editore a farsi avanti, ah li avessi io i soldi per pubblicarlo a mie spese – sono fitti di particolari e, se le autorità giudiziarie italiane e sammarinesi fossero interessate, non credo che sarebbe difficile risalire al direttore di banca e, su su per la catena, agli anelli di responsabilità politiche, economiche e finanziarie. Che suppongo siano numerosi.

Caro Ministro Tremonti, cari Governanti sammarinesi, qualcuno di voi è interessato a vederci chiaro prima di stringere accordi o lanciarsi in bivalenti proclami di una condivisa verginità?

roberto.galullo@ilsole24ore.com

  • De Sade |

    Caro Bubba, se i sammarinesi dovessero campare con i proventi derivanti dai traffici delle playstation 1 – 2 o 3, moriremmo di fame.

  • bubba |

    io darei un occhiata al mercato dei videogiochi (dico quelli Playstation 2/3, oppure Microsoft e Nintendo) tra San marino e Italia, ne salterebero fuori di cose..
    Con il Tacito consenso delle multinazionali esiste un traffico allucinante di milioni di euro.
    Quante Playstation 2 o Playstation 3 o Nintendo wii procapite per ogni abitante di SAN MARINO? Molte piu di una, tanto prendono la strada dei rivenditori che girano l’iva, e’ questo lo sa tutta la filiera.
    Gli stessi rivenditori San marinesi alludono all’ evasione iva quando cercano di vendere la merce.
    Si parla di giochi, ma il fatturato e’ elevatissimo, come sono elevatissimi i guadagni di chi fa questi giri.
    Io parlo anche di societa Laziali che cambiano denominazione 3 volte l’anno, oppure rivenditori di cassino in mano alla camorra.
    Io parlo di fatturazioni multiple con lo stesso numero di documento, parla di importazioni estere (irlanda, grecia, spagna) con fatture distrutte.
    Ho lavorato e ancora lavora da anni in questo mercato, e le cose funzioanano cosi, anche gli insospettabili hanno vari escamotage e li usano da anni

  • Luca |

    Mentre lei era sul blog a dire facezie, l’interrogazione l’ha fatta un altro partito…
    E non si faccia pubblicità per favore: mi sembra che chi ha fatto molto più di voi non abbia lasciato alcun post con nome, cognome e giornale, ma ha lasciato che fossero altri a parlare di loro, non so se mi spiego.
    La saluto con cordialità, anche se non ha risposto alla domanda sul triplo ruolo editore-giornalista-parlamentare…

  • Giuseppe Morganti |

    Caro anonimo Mario,
    la legge sull’editoria a San Marino è molto semplice per quanto riguarda la proprietà e non consente nè anonimato, nè copertura di fiduciarie. Tribuna ha depositato copia del libro soci presso l’autorità di vigilanza, ma posso dirti che la proprietà è per il 34% del direttore Graziosi,per il 33% Morganti e il rimanente 33% Cervellini. Relativamente alle dichiarazioni di Fonti, nell’ultima settimana Tribuna ha per due volte aperto con il titolo di testa e l’edizione di domani da conto di un’interrogazione parlamentare per fare luce sulle attività intraprese sul caso da parte del governo, della magistratura e delle autorità di vigilanza bancaria. Vorrei ricordarle che Tribuna da anni denuncia i fatti che riguardano gli intrecci del sistema finanziario e immobiliare con la malavita, a tal proposito è stata anche richiamata per aver denunciato l’ingerenza degli Alvaro, mettendosi in contrasto con l’Usgi (Unione giornalisti), la commissione di vigilanza e il governo, che hanno cercato di dimostrare il contrario). I fatti denunciati da Tribuna si sono poi rivelati esatti, confermanti anche dagli amici del comitato antimafia, (Notaristefano in particolare) e rivelati con esattezza dall’amico giornalista Paolo Mondani.Nessuno è un eroe, ma ognuno di noi cerca di fare onestamente il proprio mestiere.

  • Mario |

    Mi sono perso qualche passaggio? Morganti è, se ho capito bene, giornalista, editore, parlamentare… ma non c’è un pochino di conflitto di interessi? Come mai il suo giornale, Morganti, non ha mai parlato di Licenzopoli, anzi mi sembra abbia intrecciato una collaborazione proprio con giornale.sm?
    Perché dietro la proprietà del suo giornale ci sono società anonime?
    Come fa in queste condizioni a fornire una informazione trasparente? E poi si permette di bacchettarmi perché non mi firmo con nome e cognome?
    Facciamo così: lei renda noto chi cìè dietro il suo giornale e io mi firmerò con nome e cognome.
    L’informazione off-shore va davvero di moda a San Marino…
    Mi associo a De Sade

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