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C’è chi specula sul terremoto: non (ancora) quello dell’Emilia ma quello che colpì L’Aquila – Le indagini della Gdf

Brutta storia leggere che qualcuno cerca di speculare “con” il terremoto e “sui” terremotati.

No, non mi riferisco a quello che sta sconvolgendo l’Emilia ma a quello che ha sconvolto il 6 aprile 2009 la provincia dell’Aquila.

Fino a parola contraria è questo quanto si percepisce dall’operazione svolta oggi dalla Guardia di Finanza del capoluogo abruzzese. Le Fiamme gialle hanno scoperto che 100mila euro in contributi sarebbero andati a persone che non avrebbero dovuto percepirli. Tra questi anche un evasore totale che, per conseguire le provvidenze, ha prodotto una falsa dichiarazione dei redditi.

In tutto sono 35 i titolari di impresa segnalati alla magistratura dai finanzieri, per aver richiesto e conseguito indennizzi che non dovevano finire nelle loro tasche.

Si tratta delle provvidenze destinate ai titolari e ai dipendenti delle attività produttive dell’area del cratere sismico, disciplinate da due ordinanze del Presidente del consiglio dei ministri, che mirano a indennizzare quegli operatori economici costretti a sospendere la propria attività a causa dei danni subiti dal sisma.

L’indennizzo (800 euro al mese per un massimo di 3 mesi) era parametrato, per quanto riguarda il titolare, in proporzione al periodo di effettiva chiusura dell’attività commerciale e finalizzato al mantenimento del reddito effettivamente conseguito nell’ultimo periodo di imposta precedente al sisma e per il quale erano decorsi i termini ai fini della presentazione della relativa dichiarazione (si tratta, in pratica, dei redditi 2007 in quanto, alla data del 6 aprile 2009, non erano ancora decorsi i termini, peraltro poi sospesi e prorogati, per la dichiarazione dei redditi 2008).

Le 35 fattispecie irregolari hanno riguardato esercizi commerciali e professionisti di L’Aquila, San Pio delle Camere e Castelvecchio Subequo.

In diversi casi sono state individuate, in capo ai beneficiari dei contributi, fatture in acquisto, ovvero emissione di parcelle, ricevute e scontrini fiscali nei periodi di asserita chiusura, anche per importi elevati.

In altri casi si tratta di esercizi che, nell’immediato periodo post-sisma erano stati oggetto di controllo e verbalizzazione da parte dei finanzieri, finalizzato ad evitare speculazioni e rialzi indiscriminati dei prezzi di beni di prima necessità che, per ottenere il contributo, hanno poi, invece, dichiarato all’ente erogante, di aver sospeso la vendita proprio in quel periodo.

Il caso forse più curioso – un vero paradosso – è quello di un evasore totale, un agente di commercio, che non aveva mai presentato una dichiarazione dei propri redditi al fisco negli ultimi 9 anni. Ma davanti alla prospettiva di conseguire queste provvidenze ha derogato ai suoi “principi” redigendo una dichiarazione dei redditi posticcia, ad hoc. Il documento era infatti necessario per presentare l’istanza e per far si che il Comune potesse istruire  la pratica. Ovviamente, tale dichiarazione, non è mai stata presentata, neanche tardivamente, al fisco.

I denunciati rispondono di truffa ai danni dello Stato e/o di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, a seconda dell’importo conseguito, e/o in relazione all’utilizzo di documenti falsi per accedere ai contributi.

Le Fiamme Gialle hanno avviato le procedure per il recupero delle somme percepite indebitamente.