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Ilda Boccassini incassa, da Pavia, la prima sconfitta sulla ’ndrangheta in Lombardia

Se il buongiorno si vede dal mattino ho l’impressione che per il procuratore aggiunto della Repubblica di Milano Ilda Boccassini sarà molto duro dimostrare che la ‘ndrangheta in Lombardia ha radici profondissime.

Sottotraccia è infatti passata la notizia che il 12 ottobre il Tribunale di Pavia ha assolto l’ex assessore comunale del Comune di Pavia Pietro Trivi e l’ex direttore sanitario della Asl di Pavia Carlo Chiriaco dall’accusa di corruzione elettorale. Il fatto – l’aver comprato voti per una manciata di euro – semplicemente non sussiste.

Si chiude così con una netta sconfitta per l’accusa questo filone che erroneamente è stato da taluno ritenuto secondario. E’ vero che il processo principale si sta svolgendo a Milano dopo che il 13 luglio dello scorso anno finirono in carcere circa 300 persone tra Milano e Reggio Calabria. E’ vero che li Chiriaco è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa ed è ancora in carcere nonostante le sue gravi condizioni di salute. Ed è altresì vero che le conclusioni del Tribunale di Pavia non potranno influenzare certo lo svolgimento del dibattimento a Milano ma quel che appare chiaro è che un anello della ricostruzione storica della ‘ndrangheta in Lombardia della Procura di Milano si è rotto e rischia di spezzare in più punti la catena.

Chiriaco infatti secondo l’accusa avrebbe rappresentato un anello di congiunzione – per il suo ruolo all’interno della Asl il cui budget nel 2008 si aggirava intorno ai 780 milioni e per le sue contrabbandate amicizie pericolose – tra la presunta associazione a delinquere colpita di pm milanesi e la politica, grazie alle sue mille amicizie reali o millantate.

Ora che un Tribunale ha smentito questa tesi la Procura di Milano dovrà comunque pedalare in salita.

r.galullo@ilsole24ore.com

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  • Paola |

    I casi sn due o gli imputati erano innocenti ed i magistrati hanno svolto con approssimazione il loro lavoro o erano e sn colpevoli ma non sn stati condannati xche’ i magistrati non sn stati capaci di dimostrare le accuse ed anche in questo caso non hanno brillato x professionalità…tertium non datur…

  • davide |

    Purtroppo, in Italia un’assoluzione viene sempre vista come una sconfitta. Io, invece, sono contento di sapere che non c’è stato voto di scambio con le cosche. Ma forse sono in minoranza

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